Thailandia, una telefonata compromettente ed è crisi nazionale

Thailandia, una telefonata compromettente ed è crisi nazionale

29 Giugno 2025 0

La premier thailandese Paetongtarn Shinawatra è ancora sotto pressione per una telefonata compromettente con l’ex leader della Cambogia. Il contenuto è stato reso pubblico e da giorni i cittadini sono in piazza per chiederne le dimissioni.

La telefonata incriminata

Paetongtarn ha parlato al telefono il 15 giugno con Hun Sen, ex premier cambogiano rimasto al potere per più di trent’anni, fino al 2023. Oggi ne ha preso il posto il figlio Hun Manet. Durante il colloquio – che doveva restare riservato – hanno discusso della contesa di confine fra i rispettivi Paesi, aggravata dalla morte a maggio di un soldato cambogiano in uno scontro. Paetongtarn ha chiesto a Hun Sen, chiamandolo “zio”, di risolvere la questione in maniera pacifica. Lo ha anche pregato di non dare ascolto a “quelli” che in Thailandia che spingono per alzare la tensione, compreso un generale dell’esercito.

Giustificandosi dicendo di voler essere trasparente e di voler evitare interpretazioni errati, Hun Sen ha pubblicato la conversazione sui social, dopo che qualcuno della sua cerchia aveva già fatto filtrare il contenuto all’esterno. Si ritiene però che lo abbia fatto a posta, che sia stata una mossa deliberata e calcolata.

Le giustificazioni della premier

La Paetongtarn ha spiegato di aver attuato una tattica di negoziazione per stabilizzare la situazione e giungere finalmente alla pace fra i due Stati. Ha inoltre precisato di non voler andare contro i militari, sebbene le sue parole avessero fatto trapelare la sua ostilità nei loro confronti. Si è comunque scusata in conferenza stampa: ha fatto appello all’unità nazionale e ha ribadito pieno appoggio ai militari. Purtroppo per lei, sembra che il popolo non voglia perdonarle di aver trattato l’ex leader cambogiano con eccessiva confidenza e di avergli rivelato informazioni altamente sensibili.

Naturalmente, i nemici politici della giovane premier, in carica dall’agosto 2024, stanno cercando di approfittare del suo momento di debolezza. Il generale Phana Khlaeoplotthuk ha confermato l’adesione dell’esercito ai principi democratici e alla protezione della sovranità popolare, ma resta il timore di fondo di un ennesimo colpo di Stato. I precedenti in famiglia sono infatti negativi: sia il padre di Paetongtarn Thaksin Shinawatra che la zia Yingluck Shinawatra hanno ricoperto la carica di premier e sono stati entrambi rimossi con un colpo di Stato militare.

Crisi di governo e di Paese

Quello che alcuni definiscono apertamente come un incidente diplomatico con la Cambogia, sta mostrando le criticità insite nel sistema “a doppio asse” dello Stato thailandese. L’autorità politica eletta dal popolo deve sempre fare i conti col potere dei militari e con quello della monarchia. I primi ministri devono essere in grado di mantenere il delicato equilibrio fra le istanze interne e quelle esterne, come le contese irrisolte sui confini con la Cambogia. E l’economia stessa del Paese peggiora il quadro generale, con una crescita del PIL molto inferiore alla media. Il partito Bhumjaithai, elemento importante della coalizione di governo, ha già ritirato l’appoggio dei suoi 69 deputati. Forse è solo questione di tempo prima che Paetongtarn esca di scena.

Redazione Strumenti Politici
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