Manovre navali dell’Indonesia con la Cina, Taiwan chiede spiegazioni

Manovre navali dell’Indonesia con la Cina, Taiwan chiede spiegazioni

25 Agosto 2026 0

Una nave della marina indonesiana ha effettuato un’esercitazione navale al largo di Taiwan insieme alla marina della Repubblica Popolare Cinese. Jakarta mantiene da sempre una posizione non allineata in politica estera e si è trattato di esercitazioni di basso profilo, ma Taipei e pure Washington hanno reagito con fastidio.

Un’esercitazione semplice, ma “delicata”

L’esercitazione è avvenuta il 12 agosto, quando la fregata KRI I Gusti Ngurah Rai era di ritorno dalle manovre congiunte coi russi al largo di Vladivostok. A circa 130-150 chilometri ad est dell’isola di Formosa, la nave ha accompagnato la fregata lanciamissili cinese Honghe in quella che per Pechino è la prima operazione insieme a una marina militare straniera al largo di Taiwan. Gli indonesiani dicono di aver lavorato coi cinesi solamente sulle comunicazioni, sulle tecniche di rifornimento in mare e sulle manovre di formazione, dunque niente di bellico in senso stretto o una preparazione al combattimento.

Il governo di Taipei ha chiesto chiarimenti. Il Ministero degli Esteri di Jakarta ha detto che era consapevole di quanto il luogo rendesse l’esercitazione una questione “particolarmente delicata”, ma ha sottolineato come la sua nave si trovasse in quelle acque soltanto in quanto passaggio sulla via del ritorno a casa. L’Indonesia inoltre prende parte ad esercitazioni annuali con gli Stati Uniti, con cui a livello di difesa hanno rapporti molto più istituzionalizzati e regolari rispetto a quelli con la Cina. E proprio il giorno della manovra in questione, il presidente Prabowo Subianto incontrava nella capitale il sottosegretario americano alla Difesa Elbridge Colby per discutere di cooperazione in questo ambito.

Indonesia fra USA e Cina

L’Indonesia però sta intensificando i rapporti con la Repubblica Popolare Cinese. Il governo di Jakarta infatti ha ricevuto gli esponenti cinesi in un incontro 2+2, il formato in cui a un solo tavolo siedono i rispettivi ministri degli Esteri e della Difesa. È uno strumento diplomatico tradizionalmente utilizzato da Washington, mentre per Pechino questa è la prima volta. E il partner prescelto è l’Indonesia, il cui ministro degli Esteri Sugiono ha ribadito l’adesione al principio “dell’unica Cina”, secondo cui Taiwan è ricompresa sotto la giurisdizione di Pechino.

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha esortato a rafforzare la cooperazione a 360 gradi e ad affrontare in sinergia i rischi e le sfide crescenti. Ha poi lanciato una frecciata nemmeno troppo indiretta all’Occidente euroamericano, affermando che oggi la scena internazionale è afflitta da turbolenza e incertezze sempre più grandi, con l’unilateralismo e le pratiche egemoniche che influiscono negativamente sulla sicurezza e lo sviluppo globali.

Dal canto suo, l’Indonesia ha proposto esercitazioni militari congiunte con la Cina più “ampie e intense”, idea che Pechino ha accettato. Secondo gli esperti, comunque, la manovra del 12 agosto non implica un avvicinamento totale di Jakarta alle posizioni cinesi: gli indonesiani sono semplicemente stati troppo ingenui non pensando che altri potessero sfruttare la vicenda sul piano politico. La Cina infatti sta esagerando l’importanza di quanto avvenuto, cercando di normalizzare il fatto che la sua marina svolga insieme a colleghi stranieri manovre militari al largo di Taiwan, come se fossero esercitazioni di routine.

Redazione Strumenti Politici
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