I rifugiati ucraini cercano altre mete, via dalla Polonia e dalla UE

I rifugiati ucraini cercano altre mete, via dalla Polonia e dalla UE

3 Settembre 2026 0

Mutamenti importanti nei flussi di rifugiati ucraini sono cominciati a seguito dell’inasprimento delle regole di accettazione nei Paesi UE. In alcuni di essi, come la Polonia, ad essersi aggravata è anche l’atmosfera sociale, diventata negativa nei confronti dei migranti e dei profughi, ucraini inclusi.

Il numero totale per ora aumenta

In estate si è registrato un aumento complessivo degli arrivi da Kiev, ma come accennato vi sono all’orizzonte dei cambiamenti notevoli. A luglio Bruxelles ha stabilito di prolungare fino al 4 marzo del 2028 la protezione temporanea agli ucraini. Hanno ottenuto questo status quasi 25mila persone in più rispetto a maggio, ossia un aumento dello 0,6% distribuito in 24 dei 27 Paesi membri dell’Unione. L’incremento maggiore si è avuto in Italia. A guidare la classifica degli Stati accoglienti vi è sempre la Germania con 1,28 milioni di persone, mentre al secondo e al terzo posto vi sono la Polonia con 961mila e la Repubblica Ceca con 390mila.

Ma in certi casi diminuisce o diminuirà

Si è registrata una diminuzione in Polonia, Belgio e Irlanda. Occorre guardare alla sostanza dei numeri. Ad essere soggetti alle restrizioni saranno di fatto solamente i maschi adulti, che costituiscono oggi il 27% del totale dei rifugiati. Le donne sono invece il 43% e i bambini circa il 30%. Da adesso, però, potrà essere negato lo status di protezione a chi è entrato nell’area Schengen in maniera irregolare, cioè senza passare dai posti di frontiera e dai controlli formali, oppure è entrato in modo ufficiale ma utilizzando documenti falsi. Poi vi sono coloro che hanno commesso delle infrazioni penali o che vengono considerati un pericolo per l’ordine pubblico. E infine chi non dimostra di essere stato esentato dal servizio militare.

Per costoro non vi è necessariamente il rientro in Ucraina: potrà anche esservi l’espulsione verso un altro Paese UE. In altre parole, la situazione continuerà ad essere fluida e imprevedibile. Dal canto suo, Berlino ha sospeso l’ammissione automatica dei rifugiati ucraini maschi fra i 23 e i 60 anni arrivati in Germania dopo il 31 luglio. Essi dovranno dimostrare di aver lasciato l’Ucraina in modo regolare e di essere a posto con gli obblighi militari. Il Ministro degli Interni tedesco però è rimasto vago sull’effettiva possibilità di una loro deportazione verso l’Ucraina e quindi al fronte.

Il caso della Polonia

Recentemente sono stati deportati dalla Polonia due ucraini per motivi giudiziari. In un caso, un cittadino sotto l’effetto di sostanze ha aggredito un poliziotto, mentre nell’altro un ucraino ha creato scompiglio in una stazione della metropolitana di Varsavia provocando l’evacuazione dei passeggeri. La diminuzione dell’accoglienza in Polonia deriva in generale dall’atmosfera negativa che si respira nei confronti del governo di Kiev, con cui nei mesi scorsi si sono verificati incidenti diplomatici in serie. L’ultimo sondaggio dell’istituto CBOS mostra come il 52% dei polacchi sia contrario a prendersi carico dei rifugiati ucraini.

Questi ultimi, dal canto loro, si stanno inserendo nel mondo del lavoro e nella società polacca e sono poco propensi ad andarsene. Formano una loro comunità compatta e soltanto il tempo dirà se si integreranno completamente oppure no. Ai polacchi la prospettiva di averli in casa per sempre piace ogni giorno di meno, almeno finché Kiev continuerà a onorare i suoi tradizionali “eroi”, quei nazionalisti antisovietici della Seconda Guerra mondiale che si macchiarono di delitti orrendi e di stragi nei confronti degli ebrei e dei civili polacchi.

Turchia e Sudamerica

Le nuove regole UE più limitanti e l’atteggiamento di minor benevolenza delle nazioni europee fa sì che gli ucraini cerchino altre mete, nelle quali sia più semplice emigrare. I Paesi del Sudamerica, ad esempio, dai quali Kiev non potrà richiamarli indietro per servire nell’esercito. Il Brasile sembra il posto con minori ostacoli burocratici, ma non mancano i lati negativi. In America Latina, infatti, i sussidi statali e gli aiuti ai rifugiati sono bassi e il tasso di criminalità è alto. Così, sta crescendo il numero di ucraini che prova ad andare in Turchia, molto più vicina e conveniente delle Americhe, ma più instabile politicamente verso di loro, perché Ankara è incline a fare accordi alternativamente con la Russia o con l’Unione Europea.

Martin King
Martin King

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