I missili russi che inquietano l’Occidente: l’ultimo segnale di Mosca
Con l’occasione della premiazione degli sviluppatori di due missili di enorme potenza Putin ha parlato delle capacità militari della Russia, nucleari e non. Ha così lanciato un segnale che in Occidente devono aver recepito. In particolare negli USA, perché a quanto sembra tali missili sono in grado di vanificare il progetto loro difensivo della “Cupola Dorata”.
Burestvenik e Poseidon
Durante la cerimonia tenutasi la settimana scorsa, Putin ha definito i due missili in questione come armi “di significato storico” sia per la Russia che per “l’intero XXI secolo”. Entrambi sono a propulsione nucleare e possono montare una testata atomica, ma agiscono in due ambiti diversi. Si tratta del missile da crociera Burevestnik e del siluro sottomarino Poseidon. Armi non del tutto nuove, a dir la verità, poiché già annunciate nel 2018. Oggi tornano alla ribalta con altri test e in un contesto diverso, più complesso. Il primo era già stato sperimentato con successo due anni fa e ora è stato fatto volare per oltre 15 ore coprendo una distanza di 14mila chilometri.
Anche il test del secondo ha dato risultati notevoli, arrivando a un raggio di oltre 9650 chilometri. Gli esperti dicono che il Poseidon può viaggiare ad alta velocità e a una profondità di mille metri. Ipotizzano per esso un carico nucleare straordinario, 100 megatoni, per giunta come bomba al cobalto estremamente nociva sotto il profilo dell’inquinamento radioattivo a lungo termine. Putin ha dichiarato che la potenza del Poseidon supera di molto quella del missile intercontinentale più avanzato dell’arsenale russo, il Sarmat. Il leader del Cremlino ha infine annunciato l’inizio della produzione in serie di un’altra arma che ha acquisito fama negli ultimi tempi: il missile balistico ipersonico a raggio intermedio Oreshnik, il primo del suo genere ad essere impiegato in battaglia. Mosca infatti lo ha usato per un attacco contro la regione di Dnipro lo scorso anno.
Creatore di tsunami
Le caratteristiche di questi armamenti non sono passate inosservate agli analisti occidentali, che considerano le ultime dichiarazioni di Putin come uno sforzo del Cremlino di scoraggiare Europa e Nordamerica dal sostenere ancora l’Ucraina. O quanto meno scoraggiare gli USA dal perseguire politiche che minaccino gli interessi della Russia, scrive un rapporto appena pubblicato dal Center for Strategic and International Studies (CSIS). Il presidente russo non ha esplicitamente nominato il Golden Dome, la “Cupola Dorata” che l’amministrazione Trump sta progettando per proteggere gli USA, ma ha sottolineato la capacità del Burevestnik di superare le barriere difensive.
Certe caratteristiche non sono passate inosservate nemmeno al mainstream americano, che non lesina aggettivi allarmanti per descriverle. Il Newsweek dice che il Poseidon è stato pensato “potenzialmente per provocare catastrofici maremoti radioattivi contro obiettivi sulle coste”. Il New York Times ne sottolinea a sua volta la capacità di “creare tsunami”, mentre lo Washington Post lo chiama “super siluro” in grado di affondare città costiere.
Non è una minaccia
Tuttavia Putin precisa che la Russia non sta minacciando nessuno, ma sta solo lavorando su progetti già comunicati tempo addietro e sta sviluppando il suo potenziale nucleare e strategico come fanno anche le altre potenze. La tempistica va quasi a sovrapporsi col proclama di Trump di voler riprendere i test nucleari, senza specificare di quale genere e creando così una certa confusione sulle sue reali intenzioni. Trump ha infatti detto di aver dato l’ordine “a causa dei programmi sperimentali di altri Paesi”. A sua volta Putin ha ordinato di delineare il possibile avvio di test nucleari proprio in risposta all’eventualità di una ripresa americana di tali attività.
Ecco che il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha spiegato che la preparazione di questi piani richiederà il tempo che serve a “comprendere le intenzioni” degli Stati Uniti. Ha aggiunto che Mosca non ha ricevuto alcun commento da parte di Washington riguardo ai test del Burestvenik e del Poseidon. Ha anche fatto presente il problema della NATO coi russi: l’Alleanza Atlantica sostiene di non ascoltare quello che dice la Russia, ma al tempo stesso dice di non capirla. Con gli attuali leader alla guida dell’Europa è difficile uscire da questo circolo vizioso…

Libero pensatore. Ha seguito percorsi di studio umanistici per poi dedicarsi all’approfondimento della politica italiana sia dal punto di vista sia antropologico sia di costume. Ha operato come spin doctor


