Federica Mogherini: interrogatorio e dimissioni per l’inchiesta sui fondi pubblici al Collegio d’Europa
Il 2 dicembre la polizia belga ha fermato e poi rilasciato dopo un’interrogatorio Federica Mogherini, già ministro nel governo Renzi e fino al 2019 Alta rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza nella Commissione Juncker. Ricopriva dal 2020 la carica di rettrice del Collegio d’Europa, istituto di studi post-universitari.
L’inchiesta della Procura europea
La scuola ha sede a Bruges ed è per questo che a svolgere l’operazione è stata la polizia federale belga su richiesta della procura europea (EPPO). Quest’ultima ha reso noto che l’inchiesta è partita da un esposto presentato dall’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF) sull’uso improprio di fondi per la formazione dei diplomatici europei. Gli inquirenti ipotizzano che vi sarebbero stati favoritismi e turbative nell’assegnazione di un programma di formazione da 990mila euro (erogati dalla UE) per corsi di futuri diplomatici continentali da tenersi al Collegio d’Europa. Dunque la Mogherini è formalmente sotto inchiesta per corruzione e frode “nell’ambito di contratti pubblici, conflitto d’interessi e violazione del segreto professionale”.
Si parla di violazione dell’articolo 169 del regolamento finanziario federale belga sulla concorrenza sleale le informazioni ottenute illecitamente. In altre parole, i rappresentati del Collegio avrebbero conosciuto in anticipo i criteri di selezione del bando. In questo modo sarebbero riusciti ad aggiudicarsi il corso e dunque il cospicuo finanziamento prima ancora della pubblicazione ufficiale della gara da parte del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE).
Mogherini: parla il suo avvocato
Il Collegio d’Europa si è detto pronto a “collaborare pienamente con le autorità nell’interesse della trasparenza e del rispetto del processo investigativo”. Inoltre ha ribadito il suo impegno al rispetto dei “più elevati standard di integrità, correttezza e conformità, sia in ambito accademico che amministrativo”. A sua volta, la Mogherini si è dimessa dal suo ruolo di rettrice. Ha espresso “fiducia nella giustizia”, dicendo di aver chiarito la propria durante l’interrogatorio con la Polizia giudiziaria federale belga (FGP West-Vlaanderen). Il suo avvocato difensore Mariapaola Cherchi ha comunicato alla stampa che si è trattato di un interrogatorio molto lungo, durato fino a mezzanotte, ma svolto in un clima sereno. La Mogherini è stata rilasciata senza condizioni e senza limitazioni negli spostamenti, perché secondo gli inquirenti non sussiste il rischio di fuga.
Gli altri due indagati
Stesse accuse e stesso trattamento per gli altri due fermati nell’ambito dell’inchiesta. Sono Cesare Zegretti, co-direttore dell’ufficio Formazione, addestramento e progetti per dirigenti del Collegio d’Europa, e il diplomatico Stefano Sannino, ex rappresentante permanente dell’Italia presso la UE. Al momento del blitz era segretario generale del SEAE e capo del Direttorato generale per il Medio Oriente, Nord Africa e Paesi del Golfo presso la Commissione, ma si ha detto che lascerà l’incarico. Per eseguire il suo fermo e quello della Mogherini, la magistratura belga ha chiesto la rimozione dell’immunità diplomatica. Le abitazioni di tutti e tre gli accusati sono state perquisite. L’OLAF starebbe effettuando verifiche su Sannino anche nell’ambito del suo lavoro a capo del SEAE: potrebbe aver favorito determinati candidati per l’assegnazione di ruoli di alto livello.
I commenti di Bruxelles
La portavoce della Commissione Europea Paula Pinho non ha voluto rilasciare un commento ufficiale, perché “l’inchiesta giudiziaria è ancora in corso”. Un funzionario UE comunque ha precisato che le indagini non riguardano attività svolte dopo l’insediamento dell’attuale Alto rappresentante per gli esteri e la sicurezza Kaja Kallas. Quest’ultima ha definito “profondamente scioccanti” gli elementi dell’impianto accusatorio riguardanti l’uso improprio dei fondi destinati ai giovani diplomatici europei. Tuttavia esorta a non lasciare che tali accuse offuschino “l’ottimo lavoro che la stragrande maggioranza di voi svolge quotidianamente”. Lo ha detto rivolgendosi ai dipendenti del SEAE, aggiungendo che “integrità e responsabilità non potranno che migliorare sotto la mia supervisione e il processo in corso sottolinea che le garanzie sono in atto e funzionano”.

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