Energia, Kamel Ghribi: “Disuguaglianza energetica priorità per leader globali”
La disuguaglianza nell’accesso all’energia deve diventare una priorità per i leader globali, poiché non si tratta di un privilegio riservato a determinate aree, ma di una condizione essenziale per garantire salute, istruzione, sicurezza e opportunità economiche. È quanto sottolinea Kamel Ghribi, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato (GSD) e del gruppo GKSD Holding, in un intervento pubblicato su energychamber.org.
Secondo Ghribi, milioni di famiglie, scuole, cliniche e piccole imprese nel mondo continuano a non avere accesso a un’elettricità affidabile e a costi sostenibili. In Africa, evidenziano i dati delle Nazioni Unite, circa 600 milioni di persone sono ancora prive di elettricità, con ripercussioni dirette sulla qualità della vita, sull’istruzione e sulle prospettive economiche. Questa condizione si traduce, per molte comunità, in notti senza luce, difficoltà nella conservazione di farmaci e alimenti, interruzioni nei percorsi educativi e limitazione delle attività produttive.
Problematica umanitaria globale
Ghribi definisce la disuguaglianza energetica una “problematica umanitaria globale” che incide sui mezzi di sussistenza, sull’aspettativa di vita e sulla resilienza economica. La mancanza di infrastrutture energetiche affidabili, osserva, amplia i divari sociali ed economici, ostacola gli investimenti e lo sviluppo industriale e mette sotto pressione i sistemi occupazionali, alimentando al contempo fenomeni migratori e tensioni sociali.
Per il presidente di GKSD, la questione non può più essere considerata un tema di sviluppo locale, ma rappresenta un fattore di rischio globale: ignorarla, avverte, espone il sistema internazionale a maggiori vulnerabilità, tra frammentazione economica e shock finanziari. Da qui la necessità di una leadership capace di mobilitare risorse finanziarie e competenze tecniche, gestire i sistemi locali e progettare infrastrutture sostenibili e resilienti.
I progetti in campo
In questo quadro, Ghribi richiama anche iniziative concrete promosse dal gruppo, tra cui una proposta per la realizzazione di due impianti di produzione energetica da rifiuti a Bengasi, in Libia, con l’obiettivo di trasformare i rifiuti urbani in elettricità, contribuendo al contempo alla riduzione dell’inquinamento e al rafforzamento dell’offerta energetica.
Infine, il dirigente sottolinea che la riduzione del divario energetico richiede partenariati tra governi, investitori e comunità locali, modelli di finanziamento sostenibili e soluzioni tecnologiche adattate ai contesti territoriali. L’accesso all’energia, conclude, deve essere riconosciuto come una condizione imprescindibile per lo sviluppo e la stabilità globale.

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