Dietro le quinte USA ed Europa lavorano a proposta di pace per l’Ucraina

Dietro le quinte USA ed Europa lavorano a proposta di pace per l’Ucraina

14 Ottobre 2026 0

Dietro le quinte USA ed Europa stanno lavorando a una proposta di pace che scontenti il meno possibile sia Mosca che Kiev. Dando vantaggi economici e garanzie di sicurezza alle parti, si pensa di far digerire loro le amare concessioni territoriali che rappresentano uno dei punti fulcro del conflitto.

Accordo economico fra Russia ed Europa

Lo Washington Post ha ottenuto le confidenze di funzionari americani ed europei, i quali hanno spiegato la ratio e il contenuto del piano. Il primo elemento è un “messaggio per Putin”, con cui invitarlo a terminare le ostilità avendo prima raggiunto un accordo economico e di sicurezza con l’Europa. Scopo fondamentale dell’intesa sarebbe di ridare stabilità alla regione dopo anni di scontri distruttivi. Perciò Bruxelles dovrà svegliarsi dal torpore e dalla russofobia e organizzarsi seriamente per mettere assieme una delegazione e trattare col Cremlino.

Purtroppo, un diplomatico europeo ha dichiarato al giornale americano che Putin non sarebbe davvero interessato a fare la pace, perché vuole solo la vittoria. Eppure, di recente il presidente russo aveva chiesto di smetterla con l’accusa di non volersi impegnare nei negoziati di pace, perché Mosca desidera la fine del conflitto il prima possibile e la vuole proprio mediante le trattative. Per quanto riguarda la sicurezza, l’Europa dovrà tenere conto delle preoccupazioni russe, ma per adesso non è stato specificato in quali termini.

Sicurezza per Kiev e questione territoriale

Il secondo elemento della proposta sono le garanzie di sicurezza per Kiev, che saranno costituite dall’impegno di Washington e delle capitali europee a rispondere a un’eventuale nuova aggressione con un intervento militare alla stregua dell’articolo 5 della NATO. Il terzo punto delinea l’integrazione economica fra Russia, Ucraina ed Europa tramite un accordo energetico. In parole semplici, tornare al vecchio status quo facendo nuovamente passare il gas siberiano dalle condutture sul territorio ucraino. A tale scopo verrebbero tolte le sanzioni UE e Mosca riavrebbe l’accesso “a lungo termine” al mercato continentale.

L’ultimo punto è il più delicato, quello che aveva già provocato malumori nei precedenti tavoli trilaterali organizzati dagli USA. È la questione territoriale, con Zelensky non vuole riconoscere a Mosca nemmeno la Crimea, che fa parte della Federazione Russa ormai da anni, e i russi che non intendono abbandonare le posizioni già conquistate. Potrebbero invece accettare di fermarsi lungo la linea alla quale sono arrivati e cominciare a trattare partendo da lì. Ma è un confine labile, che cambia spesso in diverse aree soprattutto a seguito dell’avanzata lenta e inesorabile dei russi.

Slancio diplomatico da non sprecare

A quanto pare, la spinta diplomatica verso questo piano si è avuta la settimana scorsa durante l’incontro della delegazione ucraina giunta a Miami per parlare con gli incaricati di Trump, la coppia Witkoff&Kushner. Al summit erano presenti anche gli inviati di Francia, Germania e Gran Bretagna, che hanno constatato la determinazione della Casa Bianca a ottenere una tregua e poi la pace in Ucraina. Hanno anche visto come tale risoluzione è passata dalla minaccia degli americani di interrompere la condivisione di intelligence qualora Zelensky si intestardisca nell’ignorare le richieste di Washington. Gli europei sono inoltre sconcertati dal cosiddetto “accordo del diesel” che Trump ha stretto con Putin, in spregio totale delle sanzioni energetiche UE. Ma come rivela un diplomatico europeo, bisogna mantenersi freddi e non perdere lo spunto diplomatico lanciato dagli statunitensi.

Si sta quindi delineando un piano di pace da sottoporre a Mosca e a Kiev. Come spiegato dalle fonti americani sentite dallo Washington Post, la ratio che sta alla base è cinica, ma presumibilmente efficace: ingrandire al massimo sia il problema che la sua soluzione, per mostrare alle controparti che il non negoziare significa stare sempre peggio, mentre accordarsi porterà miglioramenti concreti ai rispettivi Paesi.

Redazione Strumenti Politici
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