«Dalla finestra vedo rubare la nostra terra». Sotto assedio a sud di Hebron: la testimonianza esclusiva di un palestinese

«Dalla finestra vedo rubare la nostra terra». Sotto assedio a sud di Hebron: la testimonianza esclusiva di un palestinese

23 Agosto 2026 0

Ibrahim, nome di fantasia per tutelarne l’incolumità, vive a Dura, nel governatorato di Hebron, a pochissimi chilometri da Khirbet Deir Shams. La sua voce dal cuore della Cisgiordania descrive la vita quotidiana traincursioni dei coloni armati, violenze e blocco dei soccorsi.

Mi spiace, non posso mandare immagini e video. Se il soldato al checkpoint vede una qualunque foto sul mio telefono cellulare, mi picchia, mi arresta e mi distrugge il telefono.

Bastano queste poche parole per comprendere il clima di terrore e censura forzata vissuto quotidianamente dai palestinesi in Cisgiordania. La violenza dei coloni, spesso molto giovani, ha raggiunto livelli record e l’area a sud di Hebron, tra i centri di Dura, Khirbet Deir Shams e le colline circostanti, è sempre più morsa dall’espansione degli avamposti. Qui, le incursioni armate condotte da gruppi di coloni israeliani estremisti avvengono spesso sotto la protezione dell’esercito di TelAviv (Idf).

Abbiamo raccolto la testimonianza diretta di un residente di Dura, a cui abbiamo assegnato il nome di fantasia Ibrahim per proteggerne l’incolumità. Il suo racconto descrive un quadro di sistematica espropriazione della terra, aggressioni mirate e isolamento.

Qual è la situazione attuale nella sua zona e a Khirbet DeirShams, dopo i recenti attacchi dei coloni? Può descriverci cosa sta succedendo in queste ore e se anche il suo villaggio è stati preso di mira?

Sì, la mia città e molti dei villaggi vicini sono stati oggetto di numerosi attacchi e aggressioni da parte dei coloni, che rubano le terre per costruirvi le loro case. Aggrediscono chiunque si opponga a loro per difendere la propria abitazione, se stesso, i propri figli e il proprio onore.

Non c’è un solo villaggio palestinese che sia risparmiato dagli attacchi dei coloni, perché mirano a tutti i palestinesi per sfollarli e costringerli a lasciare la Palestina ai coloni ebrei, che ricevono pieno sostegno dal governo e dall’esercito israeliano. Nel frattempo, il palestinese si sente abbandonato a se stesso e nessuno è in grado di offrirgli alcun aiuto. Io stesso vedo ogni ora dalla finestra di casa mia i coloni che rubano altre terre ai miei vicini senza che nessuno li fermi.

I report internazionali documentano assedi alle case, taglio di acqua ed elettricità, distruzione di risorse, aggressioni alle famiglie. Qual è l’atteggiamento di questi coloni verso la popolazione palestinese?

Il modo in cui i coloni trattano i cittadini palestinesi civili e inermi è di una chiara spietatezza, perché l’obiettivo è cacciarli per occupare le loro terre. Li picchiano, bruciano le loro case, rubano le loro pecore, avvelenano i loro pozzi, staccano la corrente elettrica e danno fuoco alle loro auto.

Le notizie riportano che l’Idf impedisce alle ambulanze di raggiungere i feriti palestinesi. Come riescono le famiglie e i feriti a ricevere assistenza in queste condizioni?

Il ruolo dell’esercito israeliano si sviluppa in due direzioni. Laprima è garantire piena protezione ai coloni ebrei durante i loro attacchi contro i cittadini; la seconda è la complicità con loro nel picchiare e maltrattare gli abitanti dei villaggi, impedendo il trasporto dei feriti, chiudendo le strade, picchiando la gente, sparando proiettili e lanciando gas lacrimogeni. Gli attacchi contro i civili avvengono in aperta collaborazione tra le due parti.

La suddivisione del territorio in Zone A, B e C, stabilita dagli Accordi di Oslo II, come che effetti ha oggi sul terreno?

La divisione dei territori palestinesi in zone A, B e C facilita queste operazioni. Il palestinese non è in grado di muoversi né di spostarsi, mentre il colono, sostenuto dall’esercito israeliano, non incontra alcun problema a spostarsi tra queste aree.

Le zone A sono diventate prigioni per i palestinesi e persino esse sono ormai soggette agli attacchi quotidiani dei coloni.

Di fronte a questa escalation e a una pressione che sembra voler spingere la popolazione ad abbandonare la propria terra, cosa crede che potrebbe davvero fermare la spirale di violenza?

Non credo che ci sia qualcosa in grado di fermare o impedire questi attacchi finché saranno i coloni a governare Israele e a ricevere ogni tipo di sostegno politico, economico, legale e giuridico, mentre il mondo sta a guardare e i palestinesi sono soli e deboli.

Agli americani non importa, ma se i paesi europei imponessero sanzioni al governo e allo Stato di Israele, allora forse potrebbero ripensarci e fermare questi attacchi.

Marina Pupella
MarinaPupella

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