Dagli USA esortano Kiev a mobilitare anche le donne

Dagli USA esortano Kiev a mobilitare anche le donne

26 Agosto 2026 0

L’ex inviato speciale di Trump Keith Kellogg ha promosso l’idea di una mobilitazione generale che comprenda le donne ucraine. Le sue parole hanno spinto il Parlamento di Kiev a specificare che un’iniziativa del genere non è imminente.

Le parole di Kellogg

Intervistato il 24 agosto dal media digitale ucraino Naspravdi MAX, Kellogg ha parlato dell’esperienza militare delle donne della sua famiglia. Sua moglie era nelle truppe aviotrasportate e prese parte a operazioni di combattimento a Grenada. La figlia, dopo aver terminato l’accademia militare, ha prestato servizio in Afghanistan e oggi viaggia spesso in Ucraina “perché non ha paura”, dice l’ex collaboratore di Trump, lui stesso nelle Forze armate fino al 2003 col grado di tenente generale.

Dunque, dice, le donne ucraine dovrebbe essere mobilitate nell’esercito perché combattono non peggio degli uomini. E aggiunge: È importante che le donne, in quanto membri della società, prestino servizio. Quindi sia sul piano personale che professionale non vedo alcun problema in ciò. Il giorno prima al forum internazionale “35 Years of Faith and Freedom” tenutosi a Kiev, aveva elogiato le ucraine che oggi sono in prima linea come operatrici di droni, fanti o medici, perché stanno dimostrando che “il coraggio non ha genere”.

Le rassicurazioni del Parlamento

Subito dopo l’uscita di Kellogg, il Comitato per la sicurezza nazionale, la difesa e l’intelligence della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino) ha emesso un comunicato ufficiale per tranquillizzare la popolazione. Ha invitato i cittadini a non credere alle speculazioni o alle manipolazioni e ad affidarsi soltanto alle fonti ufficiali di informazione. Ha precisato che non sono in corso né iniziative di legge né discussioni alla camera che riguardino la mobilitazione delle donne. Il servizio militare femminile resta quindi su base volontaria. Le affermazioni di soggetti che parlano pubblicamente di questo argomento “non riflettono l’effettivo lavoro legislativo né la posizione della Commissione”.

Se ne parla sempre più spesso

Il tema della mobilitazione delle ucraine era tornato nel dibattito pubblico la scorsa primavera, quando – apparentemente per sbaglio – alcune donne avevano ricevuto la cartolina di precetto. Questi episodi avevano generato la voce che la chiamata obbligatoria venisse fatta di nascosto anche sulle donne, per colmare la grave carenza di soldati che affligge l’esercito di Kiev. Oggi il militare è solo per le volontarie o per le donne appartenenti a determinati categorie professionali che possono essere precettate, come le specialiste in ambito medico e farmaceutico. A chiedere che la coscrizione sia anche per le donne sono soprattutto quelle che prestano già servizio attivo, ma la maggioranza della popolazione è contraria.

Il Parlamento ha sentito l’esigenza di tranquillizzare i cittadini perché prima di Kellogg altre persone note avevano riaperto la questione. Il 20 agosto l’ex ministro della Difesa Oleksii Reznikov ha infatti dichiarato che il servizio militare dovrebbe essere esteso a tutti, quindi anche alle donne, proprio come in Israele. In questo modo verrebbero rimpolpate le fila dell’esercito, anche se le donne potrebbero ricoprire ruoli importanti stando lontane dalla prima linea, ma comunque alleggerendo il peso che ricade sugli uomini. Il 23 agosto a sua volta la capo della Commissione parlamentare per la Difesa Roman Kostenko ha rivelato che le autorità stanno preparando “cambiamenti radicali” al processo di mobilitazione.

Redazione Strumenti Politici
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