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Carceri Italia, Convegno SAPPE. Focus su concorso e proposta per Capo della Polizia Penitenziaria che appartenga a ruoli del Corpo

Si è tenuto mercoledì 30 marzo presso il Senato della Repubblica il Convegno organizzato dal SAPPE dal titolo emblematico “Il ruolo della Polizia Penitenziaria nel sistema della sicurezza nazionale”.

Durante il convegno è arrivata la notizia, da parte del Direttore Generale del Personale del DAP Massimo Parisi, che il 19 aprile sarà bandito un nuovo concorso pubblico per l’assunzione di 1.700 nuovi Agenti di Polizia Penitenziaria, a completamento di un impegno politico sulle nuovi assunzioni nelle carceri che ha visto assumere nuovi agenti, ispettori, contabili, direttori e psicologi“, ha affermato Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Il convegno è stata l’occasione per il primo intervento pubblico del nuovo Capo del DAP Carlo Renoldi, la cui nomina era stata al centro di pesanti polemiche: “Voglio evitare qualsiasi tipo di polemiche, anche se alcune mi sono dispiaciute perché hanno toccato “corde profonde” come l’assassinio di Paolo Borsellino. Penso al carcere come ad una comunità nella comunità e per questo dico al SAPPE che “dobbiamo fare squadra” ed evitare artificiose contrapposizioni. Ci confronteremo sui temi prioritari come la vigilanza dinamica, che per il SAPPE ha favorito e favorisce l’aumento esponenziali degli eventi critici in carcere, e la video-sorveglianza, che è cardine della sicurezza in carcere”.

Al centro del dibattito, i relatori hanno posto l’accento sulla proposta del SAPPE di “arrivare ad avere un Capo della Polizia Penitenziaria che provenga dai ruoli del Corpo ed una riorganizzazione del Corpo che sia più funzionale al sistema della sicurezza del Paese, considerato proprio che il nostro Corpo di Polizia è espressione di una specializzazione nel panorama del Comparto Sicurezza e del sistema giustizia del Paese. Per le carceri servono anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose. I decreti svuota-carceri, che più di qualcuno continua ad invocare ad ogni piè sospinto, da soli non servono: serve una riforma strutturale dell’esecuzione”.

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