Ancora niente elezioni in Ucraina: Zelensky blinda il potere a livello locale
La settimana scorsa il Parlamento monocamerale ucraino ha adottato la Risoluzione n.14301 che concerne l’impossibilità di effettuare elezioni locali con la legge marziale in vigore.
Stabilità del potere
Continueranno a detenere il potere i vertici politici di tutte le suddivisioni amministrative dell’Ucraina, dai villaggi alle città, dai distretti alle regioni (oblast’). I sindaci e i consigli regionali svolgeranno le loro funzioni fino a che non saranno garantite le condizioni per indire nuove elezioni. In altre parole, fino a che non sarà raggiunta una tregua o firmato un trattato di pace. O comunque finché le ostilità proseguiranno e la legge marziale sarà regolarmente prorogata, come da tre anni a questa parte. La norma è passata con 308 voti a favori su 450 e attribuisce all’aggressione russa la responsabilità della situazione, nella quale mancano la sicurezza per lo svolgimento delle operazioni di voto e la conformità agli standard di democrazia che devono reggere tale momento della vita dello Stato. La risoluzione vuole inoltre sottolineare il mantenimento dell’importante principio di continuità di governo e la stabilità del lavoro delle amministrazioni locali.
Formalmente privi di legittimità
Le prossime elezioni amministrative avrebbero dovuto tenersi il 26 ottobre. Le ultime si erano svolte nel 2020, ma come affermato dal deputato Yaroslav Zhelezniak, per dirla in modo semplice, non vi saranno elezioni locali nell’ottobre del 2025. A causa della legge marziale non si sono svolte nemmeno quelle parlamentari del 2023 e quelle presidenziali del 2024. I deputati sono quindi formalmente privi di legittimità, come lo stesso Zelensky, il cui mandato è scaduto il 20 maggio 2024. Quest’ultimo si è più volte dichiarato disponibile a dimettersi non appena vi siano le condizioni per il voto: a settembre ha detto che forse non si ricandiderà, ma si ritirerà, mentre nel vertice di agosto con Trump si era detto pronto a far svolgere le elezioni non appena la guerra sarà finita.
In effetti, a giugno il presidente della Verkhovna Rada Ruslan Stefanchuk aveva annunciato in televisione l’inizio dei lavori parlamentari su un disegno di legge per organizzare le elezioni dopo l’annullamento della legge marziale. Ha spiegato che la Costituzione non specifica come tenere un voto alla scadenza del termine della legge marziale, perciò occorre una legge apposita. I deputati stanno ragionando su diversi scenari nei quali i cittadini potranno esercitare il diritto costituzionale di voto: Stefanchuk si è detto fiducioso sull’individuazione del giusto compromesso legislativo.
Mancano i dati statistici
Adesso gli esperti discutono sui veri motivi di questa risoluzione, sulla sua opportunità e sulla sua legittimità, dal momento che va contro la Costituzione. Infatti la possibilità di prolungare il mantenimento del potere sotto il vigore della legge marziale vale per la presidenza, ma non per le amministrazioni locali. Il giurista Ivan Fursenko spiega che l’impossibilità delle elezioni non deriva solo dalla mancanza di sicurezza fisica dovuta agli scontri armati, ma soprattutto dall’assenza di certezza sul piano demografico. L’ultimo censimento risale al 2001 e oggi non sarebbe realistico pensare di aggiornare i dati statistici in maniera completa: territori che passano sotto la giurisdizione russa, cittadini recatisi all’estero come profughi o per sfuggire alla mobilitazione, ucraini che hanno cambiato città senza espletare le formalità e così via.
Continuità di potere e di corruzione
Il prolungamento dei poteri delle amministrazioni locali dà certamente stabilità alle comunità, ma toglie loro l’ultima occasione che avevano per esprimere una preferenza politica. Così rimarranno a tempo indeterminato governati di chi non vogliono più. Per Oleksiy Usachov, esperto dell’Ukrainian Politics Institute, il problema è che nessuno pensa che il conflitto finirà presto. Aggiunge che almeno con questa decisione viene comunicato agli alleati occidentali e alla società civile ucraina che non vi sarà alcun pericoloso vuoto di potere, ma rimane salda la continuità di governo.
Ecco però che restando alla loro poltrona a tempo indefinito, i poteri locali possono continuare indisturbati in quelle pratiche illecite contro le quali operano le ormai famose agenzie anti-corruzione ucraine. Tangenti, abusi ed esenzione dalla responsabilità politica grazie a questo patto implicito con le autorità centrali di Kiev: tutti insieme restano in carica grazie alla legge marziale e tutti insieme cadranno quando essa perderà vigore. Chiaramente, adesso a loro conviene tenersi per mano, non accusarsi a vicenda e perpetrare il circolo vizioso.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.

