Lotta intestina a Kiev fra Procuratore Generale e agenzie anti-corruzione
Il 15 settembre la Verkhovna Rada ha votato l’accettazione delle dimissioni del Procuratore Generale Ruslan Kravchenko. Costui aveva lasciato il posto la settimana scorsa in polemica con le agenzie anti-corruzione NABU e SAPO, che stanno indagando sul suo organo per il sospetto di riciclaggio di denaro e di tangenti ricevute da truffatori dei call center.
Il voto in Parlamento e il viaggio all’estero
Zelensky aveva sospeso dalla carica il procuratore pochi giorni fa per poi chiedere al Parlamento di votare con urgenza l’approvazione della sua uscita. A larghissima maggioranza i deputati ne hanno confermato le dimissioni. Già che erano in tema, i partiti di opposizione hanno chiesto di reintrodurre i concorsi pubblici per l’assegnazione del posto alla Procura invece dell’attuale sistema di nomine politiche. Intanto Kravchenko ha rivelato di trovarsi già all’estero da qualche giorno. A quanto pare, sarebbe in viaggio di lavoro a Parigi per una riunione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa dedicata alla questione dei bambini ucraini. Tuttavia il suo nome non compare nell’elenco degli iscritti a parlare. Da parte sua, Kravchenko ha motivato il suo viaggio con una serie di incontri con partner internazionali ai quali vuole esporre le condizioni dei meccanismi anti-corruzione ucraini e la loro eccessiva influenza sullo Stato.
Operazione Cartagine
Le agenzie anti-corruzione nazionali NABU e SAPO stanno conducendo un’inchiesta denominata “Operazione Cartagine”. Nel suo ambito hanno recentemente eseguito perquisizioni presso i locali della Procura Generale di Kiev e gli uffici di Kravchenko. Dopo aver messo in custodia cautelare uno dei collaboratori di quest’ultimo, le agenzie hanno comunicato la scoperta di un giro criminale capeggiato proprio da un alto funzionario della Procura. L’accusa è di corruzione e riciclaggio di denaro. Per adesso, comunque, non è stato notificato nessun avviso di garanzia a Kravchenko, il quale ha negato la sua affiliazione alle attività criminose.
Anzi, ha ipotizzato che questa fase dell’Operazione Cartagine sia indirizzata proprio a farlo rimuovere e a bloccare le sue indagini sui membri delle agenzie anti-corruzione. Ha inoltre suggerito ai loro vertici di dimettersi e di evitare che la situazione degeneri in uno scontro personale che finirebbe per coinvolgere anche i collaboratori e funzionari degli enti. Prima di espatriare e di perdere ufficialmente l’incarico di procuratore, Kravchenko ha fatto in tempo a emettere un avviso di sospetto nei confronti di una persona vicina al direttore del SAPO Oleksandr Klymenko e soprattutto al capo del NABU Semen Kryvonos. Quest’ultimo è accusato di aver falsificato documenti ufficiali allo scopo di ricavare benefici illegittimi su larga scala.
NABU e SAPO non ci stanno
Kryvonos però sostiene di non aver ricevuto alcuna notifica, ma a sua volta descritto le parole di Kravchenko come la continuazione degli attacchi sistematici all’indipendenza delle agenzie. Secondo Kryvnos, il Procuratore Generale è stato colui che ha organizzato e gestito l’aggressione al NABU e al SAPO dell’estate 2025. L’iniziativa fallì, ma Kravchenko non avrebbe mollato il colpo. Infatti a quanto dicono le agenzie stesse, in tutto lo svolgimento di “Cartagine” sono state al corrente della preparazione di un nuovo attacco contro di esse. Ad ogni modo, hanno incontrato forti resistenze nell’attuazione della loro inchieste. Si sono accorte per esempio che alcuni sospettati sapevano in anticipo delle imminenti perquisizioni grazie al monitoraggio dei veicoli del NABU da parte del sistema di sicurezza urbano, al quale evidentemente qualcuno ha accesso per i propri interessi.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.

