Milei torna a parlare della sovranità argentina sulle Falkland

Milei torna a parlare della sovranità argentina sulle Falkland

7 Settembre 2026 0

Il presidente argentino Javier Milei è tornato su tema delle Falkand/Malvinas in un frangente in cui da un lato Washington sembra incline ad abbandonare Londra e dall’altro i britannici cercano il petrolio al largo dell’arcipelago.

L’annuncio in televisione

In un discorso televisivo Milei ha detto con pochi giri di parole che Buenos Aires dovrà riprendersi le isole e che non starà ferma a guardare mentre gli inglesi si espandono economicamente nella zona. Ha poi annunciato il progetto di costruzione di una base navale nella Terra del Fuoco e ha asserito che rispetto alle Falkland gli USA stanno rivedendo la loro posizione tradizionale di sostegno al Regno Unito. A soffiare sul fuoco ci si è messo anche il figlio del premier israeliano Netanyahu, che sui social ha accusato Londra di ipocrisia e ha scritto (in spagnolo) che le Malvinas appartengono all’Argentina.

Il Trump sudamericano

Milei ha sempre sfruttato politicamente la sua vicinanza personale e ideologica a Trump. Dalla Casa Bianca ha già ricevuto benefici, come un pacchetto di salvataggio da 20 miliardi di dollari concesso all’Argentina nel 2025, che è poi servito anche nella campagna elettorale delle elezioni parlamentari. Dopo la straripante vittoria del partito di governo La Libertad Avanza, Washington ha approvato quote maggiori di importazione di manzo argentino. E adesso gli USA stanno mettendo in forse la storica vicinanza diplomatica e politica verso gli interessi britannici nel mondo. Trump si è infatti legato al dito il rifiuto di Londra di assisterlo nelle operazioni militari contro l’Iran e nel tentativo di riapertura dello Stretto di Hormuz. Ha così dichiarato alla stampa britannica che potrebbe rivedere la posizione americana sulla questione delle Falkand. Dal canto suo, Milei esalta Buenos Aires come un “alleato prezioso per gli USA nei decenni a venire”.

Il progetto petrolifero

Milei ha anche minacciato di bloccare il progetto Sea Lion, che due aziende petrolifere stanno per attuare a circa 220 chilometri a nord delle Falkland. La britannica Rockhopper Exploration e l’israeliana Navitas Petroleum stanno allestendo un pozzo di estrazione che dovrebbe dare risultati a partire da inizio 2028, coi permessi già ottenuti dal governo locale dell’arcipelago e col pieno supporto di quello centrale a Londra. Milei ha minacciato sanzioni, affermando che qualunque ulteriore avanzamento verso le isole Malvine sarà considerato una violazione della nostra sicurezza nazionale. In questo senso vede lo sfruttamento del Sea Lion come “un pericolo evidente e attuale” contro cui agire rapidamente, prima che il giacimento cominci a fruttare alla Gran Bretagna. Tuttavia, il presidente argentino non ha specificato in cosa consisterebbero le sanzioni o in che modo pensa di far cambiare idea alle due aziende petrolifere.

La replica di Londra

Il segretario britannico agli Esteri Ed Miliband ha affermato che Londra sosterrà sempre il diritto all’autodeterminazione degli isolani, dei quali il 99% in un referendum del 2013 aveva scelto di rimanere parte del Regno Unito. Il segretario alla Difesa Wes Streeting a sua volta ribadisce l’impegno “assoluto e incrollabile” di Londra verso l’arcipelago, aggiungendo che le parole di Milei ci rivelano di più sulla politica interna dell’Argentina che sulle isole Falkland. In un comunicato ufficiale, Downing Street fa sapere che non è la prima volta che Buenos Aires lancia minacce di tipo economico contro le Falkland, che hanno tutto il diritto di scegliere come sfruttare le proprie risorse naturali. Infine, la leader dei Conservatori Kemi Badenoch invita Milei a occuparsi di fortificare l’economia argentina, se vuole che il suo Paese sia più forte, e non di mettersi a minacciare altri.

Marco Fontana
marco.fontana

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