L’Europa pare rassegnarsi all’ipotesi che Trump ritiri gli USA dalla NATO
La NATO sta attraverso una delle peggiori crisi della sua storia. Trump sembra intenzionato seriamente a ritirare gli Stati Uniti dall’Alleanza Atlantica, mentre i membri europei si stanno rassegnando all’idea di fare a meno del grande fratello americano.
Trump detesta gli alleati europei
Non è stato un pesce d’aprile di Mr. President, ma le sue parole vere e convinte rilasciate ai media. Al britannico Telegraph ha detto che l’attuale alleanza difensiva è una “tigre di carta”, mentre all’agenzia Reuters ha ammesso di valutare “assolutamente” l’uscita degli USA dal Patto atlantico. Questo sarebbe d’altronde l’atto finale di una serie di gesti e di dichiarazioni di disprezzo verso i membri europei, accusati costantemente per lo scarso contributo finanziario alla NATO.
Sebbene alcuni di essi abbiano incrementato la quota di PIL dedicata, Trump ha parlato degli europei come di partner inaffidabili. Il loro atteggiamento verso il conflitto in Iran ha confermato questa brutta opinione. Oggi è infuriato con loro per non aver dato l’aiuto che chiedeva nel tentativo di riaprire lo Stretto di Hormuz. E inoltre perché alcuni (fra cui Spagna, Francia e Italia) hanno addirittura negato le basi e lo spazio aereo per far partire gli attacchi contro Teheran. Presto vedremo se gli annunci di abbandono della NATO sono seri oppure solamente un modo per fare pressione sugli alleati riluttanti.
Rubio ha cambiato posizione
Nel frattempo, il segretario di Stato Marco Rubio si è prodotto in una capriola politica tanto spettacolare quanto prevedibile. Infatti ha dichiarato a Fox News che a ostilità concluse bisognerà “riesaminare” il valore della NATO e se essa stia effettivamente servendo al suo scopo. Ha aggiunto che spetta al presidente prendere la decisione finale e che dovrà prenderla. Eppure tre anni fa aveva promosso una legge, poi approvata dal Congresso e firmata da Biden, che impediva un’uscita unilaterale dalla NATO stabilita dal presidente senza che vi fosse l’avallo del potere legislativo. Rubio non nasconde che all’epoca si era impegnato in questo senso, ma oggi le circostanze sono cambiate.
Uscita di fatto o di diritto
Trump non è tipo da fermarsi di fronte un ostacolo legislativo. E infatti ha già proclamato di “non aver bisogno del Congresso per quella decisione”, ma che può ritirare gli Stati Uniti di sua iniziativa. Secondo gli esperti, potrebbe appellarsi alla sua autorità esecutiva, lasciando comunque una scia di dubbi e di reclami giuridici. L’uscita degli USA potrebbe comunque verificarsi di fatto e non deve necessariamente avvenire di diritto. Se a causa del comportamento di Washington i membri non potranno più fare affidamento sull’impegno americano di onorare gli obblighi derivanti dall’articolo 5, allora la NATO ne uscirà molto indebolita, anzi sfasciata, come spiega Ian Bremmer, presidente di Eurasia Group.
Le reazioni dei governi europei
I governi europei sono irritati dalla linea del segretario generale Mark Rutte che evita in tutti i modi di criticare gli USA e finge che non vi sia alcun problema fra Washington e Bruxelles. Secondo un funzionario dell’Alleanza, Rutte ha fatto una precisa scelta strategica di mantenere un tono basso a questo riguardo. Tuttavia, al momento la NATO è paralizzata e incapacitata a funzionare regolarmente; anzi, come rivela un funzionario della UE, sta letteralmente cadendo a pezzi e l’Europa non può permettersi di aspettare ad agire dopo che sarà ormai defunta.
Secondo l’Economist, i membri europei stanno perdendo la speranza di riuscire a tenere gli americani dentro la NATO. Stanno quindi discutendo dietro le quinte su come organizzarsi per il day after, quando gli USA avranno tolto il loro ombrello protettivo nucleare e convenzionale dal Vecchio Continente. Allora sì che occorrerà certamente aumentare la spesa statale per la difesa e firmare nuovi accordi di sicurezza. Nel frattempo però non vogliono accontentare Trump in tutte le sue richieste. Persino il Regno Unito ha cercato di defilarsi, negando le basi di Cipro e poi concedendone l’uso a scopi difensivi. Per questa sua presa iniziale di posizione, il premier Starmer si era beccato le battutacce di Trump, che lo aveva definito “certamente non uno Winston Churchill”.

Libero pensatore. Ha seguito percorsi di studio umanistici per poi dedicarsi all’approfondimento della politica italiana sia dal punto di vista sia antropologico sia di costume. Ha operato come spin doctor


