Ancora corruzione nel Parlamento ucraino: fermata l’ex premier Tymoshenko, decine di deputati indagati

Ancora corruzione nel Parlamento ucraino: fermata l’ex premier Tymoshenko, decine di deputati indagati

18 Gennaio 2026 0

L’inchiesta sulla corruzione nel Parlamento di Kiev non risparmia personaggi eccellenti come l’ex primo ministro Yulia Tymoshenko. Poteva essere una buona notizia per Zelensky, perché si tratta della leader carismatica di un partito di opposizione. Peccato che siano accusati di essere nel giro di tangenti anche gli esponenti della maggioranza.

Corrotto un decimo dei deputati

Ad essere indagato o formalmente sotto accusa è già un decimo dei deputati della Verkhovna Rada, il parlamento monocamerale ucraino. A giudicare dalla frequenza delle perquisizioni negli uffici pubblici, il numero sembra destinato a crescere, ma ormai la fiducia dei cittadini (oltre a quella dei partner stranieri) pare irrimediabilmente incrinata. Il valore delle mazzette regolarmente percepite dai parlamentari passa di 2 ai 20mila dollari, la valuta in cui viene effettuato questo genere di “affari”. Il meccanismo messo in luce dalle due agenzie nazionali anti-corruzione sarebbe stato finalizzato a condizionare l’esito delle votazioni parlamentari rispetto alle misure proposte dal governo o alle nomine suggerite dalla presidenza.

Il meccanismo di corruzione

Il 13 gennaio con un’indagine congiunta NABU e SAPO hanno perquisito i locali del partito e poi emesso imputazioni formali verso una trentina di deputati. Sono coinvolti esponenti di varie formazioni, fra cui il partito di Zelensky “Servitore del Popolo” (Sluha Narodu), un altro partito che sostiene la maggioranza, “Piattaforma per la Vita e la Pace”, e uno di opposizione, “Solidarietà Europea” dell’ex presidente Poroshenko. Sono tutti accusati di avere preso mazzette o altri favori in cambio di voti parlamentari. A gestire il sistema di corruzione politica vi sarebbe proprio la Tymoshenko, che ora rischia fino a dieci anni di carcere.

Trattenuta nel Paese

Il 16 gennaio l’ex primo ministro è comparsa davanti all’Alta corte anti-corruzione, che ha deciso di restringerne la libertà di movimento stante il rischio di distruzione delle prove o di pressione sui testimoni. Non l’ha trattenuta in carcere, ma ha stabilito una cauzione di 33 milioni di grivne, equivalenti a circa 650mila euro. Sui social la Tymoshenko ha lamentato che le hanno bloccato i conti e che dunque è impossibilitata a pagare. Per il momento non potrà lasciare la regione di Kiev né parlare con altri deputati coinvolti nell’inchiesta. I suoi avvocati hanno presentato appello, spiegando che l’ex premier dovrà unirsi alla delegazione attesa negli USA a gennaio e febbraio per colloqui ufficiali con l’amministrazione Trump. Per evitare le misure preventive, al giudice la stessa Tymoshenko ha promesso che per il momento non “farà un solo passo fuori dal Paese” e soprattutto ha spiegato che non sussiste alcun crimine.

Contatti ambigui col deputato di maggioranza

Le agenzie anti-corruzione hanno portato a carico della Tymoshenko e degli altri deputati intercettazioni audio e video che dimostrerebbero l’offerta e la ricezione delle tangenti. Sui media nazionali circolano le immagini di una donna che siede alla sua scrivania con mazzette di dollari americani accatastatevi sopra. La si può chiaramente identificare come l’ex premier. La Tymoshenko accusa il NABU di effettuare contro di lei un’azione di natura politica finalizzata a screditarla. La sua risposta è che le prove sono state fabbricate o manipolate, in particolare ad opera del deputato di maggioranza Ihor Kopytin. Costui in precedenza le avrebbe più volte chiesto invano un incontro per valutare insieme una “cooperazione”, ma il deputato respinge ogni affermazione e nega di “partecipare a giochi politici”.

Un deputato di Sluha Narodu ha confidato al giornale ucraino LIGA.net che la mancata fiducia ad alcune delle nuove nomine ministeriali potrebbe essere dipesa proprio dall’influenza del partito della Tymoshenko, che cercava di ottenere delle cariche per i suoi membri. Non ha però confermato il sospetto di tangenti, spiegando che nella maggioranza già mancava il consenso sui nomi da mettere a capo dei dicasteri.

Frantumare la maggioranza

Ci va giù pesante l’ex addetta stampa di Zelensky Iuliia Mendel, che all’americana Fox News Digital ricostruisce la vicenda incolpando apertamente la Tymoshenko di voler frantumare l’unità del partito di maggioranza. Corrompendo i deputati di Sluha Narodu facendoli votare contro le risoluzioni proposte dal governo e dalla presidenza, cercava infatti di indebolire la presa di Zelenksy sul Paese. Le somme che si vedono nelle immagini dell’inchiesta sono comunque piuttosto piccole, fa notare la Mendel: sembrano appena 40mila dollari, quasi nulla rispetto ai milioni che girano in Ucraina quando si tratta di tangenti nell’apparato statale, dice. Ma è una magra consolazione, perché la corruzione è una delle ragioni principali per le quali stiamo perdendo la guerra. Danneggia gravemente l’immagine dell’Ucraina sulla scena internazionale. Conclude con amarezza: La corruzione distruggerà l’Ucraina.

Figura importante e controversa

La 65enne Tymoshenko è stata per anni primo ministro e ha concorso per tre volte alla presidenza, ma senza successo. L’ultima volta è arrivata alle spalle di Zelensky e di Poroshenko. Oggi guida il partito di opposizione Batkivshchyna, terza forza del Parlamento. Nel 2011 era stata incarcerata per abuso d’ufficio, ma nel 2014 venne rilasciata anche dopo le proteste di chi riteneva che la sua fosse una condanna motivata politicamente. Ha ancora un largo seguito popolare, soprattutto fra coloro che la ricordano come una delle promotrici della “rivoluzione arancione” del 2004 e alfiere della nuova democrazia ucraina. Altri invece la considerano “figura fondante del populismo ucraino”, come l’analista Volodymyr Fesenko, secondo cui non la si può giudicare in modo lineare, essendo un personaggio di rilievo straordinario e al tempo stesso altamente controverso.

 

Martin King
Martin King

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