Altro licenziamento eccellente mascherato da promozione: Zelensky scontenta militari e deputati

Altro licenziamento eccellente mascherato da promozione: Zelensky scontenta militari e deputati

11 Gennaio 2026 0

A seguito di pressioni interne ed esterne Zelensky ha inaugurato il 2026 con un rimpasto agli alti livelli. Una scelta in particolare ha scatenato le critiche dei militari e di alcuni politici: quella riguardante Vasyl Malyuk, a cui di fatto è stato imposto di dimettersi dalla direzione del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU), una delle tre agenzie di intelligence nazionali.

Rotazione generale

A cavallo del Capodanno Zelensky aveva già effettuato cambiamenti ai vertici. Ha infatti incaricato a dirigere il suo ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, che guidava il GUR, i servizi legati al Ministero della Difesa, e al suo posto ha messo il capo dei servizi segreti esteri Oleg Ivashchenko. Poi ha spostato il ministro della Difesa ed ex premier Denys Shmyhal al dicastero dell’Energia, rimasto “decapitato” dopo lo scandalo delle tangenti milionarie scoperto a novembre. Alla Difesa vorrebbe quindi mettere l’attuale ministro della Trasformazione digitale Mykhailo Fedorov. Come consigliere economico ha invece preso niente meno che l’ex vicepremier del Canada Chrystia Freeland.

Malyuk non voleva lasciare

Le voci di corridoio hanno immediatamente riferito che Malyuk non aveva assolutamente intenzione di lasciare il suo posto di capo dello SBU mentre diverse operazioni speciali di grosse dimensioni sono ancora in via di definizione: abbandonarle proprio adesso, dice, sarebbe un “crimine”. Dopo le pressioni subite nell’incontro con Zelensky il 3 gennaio ha però dovuto accettare di rassegnare le dimissioni per passare alla nuova mansione. A quanto parte il presidente si sarebbe molto innervosito a causa dell’iniziale rifiuto e dalla campagna pubblica a favore di Malyuk. Ma alla fine ha fatto valere le prerogative che oggi possiede grazie alla legge marziale e gli ha imposto il cambio. Su canale ufficiale dello SBU Malyuk ha comunicato che rimarrà dentro il “sistema” per portare avanti operazioni “asimmetriche” di altissimo livello allo scopo di infliggere al nemico il massimo danno.

La carriera

Sono preoccupati dalle conseguenze politiche e pratiche di questa mossa anche vari deputati, che vedono come un pilastro della sicurezza nazionale il 42enne Malyuk, decorato l’anno scorso “Eroe dell’Ucraina”. In carriera ha effettuato con il suo SBU audaci operazioni di distruzione e di uccisioni contro i russi. Si pensi al sabotaggio nel 2022 del ponte di Kerch, che unisce la penisola di Crimea alla terraferma, o l’attacco coi droni agli aerodromi in territorio russo nel 2025. Malyuk però ha spiegato di non poter ammettere ufficialmente la paternità di queste e di altre azioni terroristiche, come gli assassinii di personaggi in vista e scomodi. Per giunta, i meriti sono spesso contesi nell’ambito della lotta di potere fra le agenzie SBU e GUR. Zelensky ha proposto a Malyuk di passare al Consiglio di sicurezza e difesa nazionale o ai servizi segreti per l’estero. Intanto il suo posto oggi è occupato ad interim dall’ufficiale capo delle forze speciali “A” Yevheniy Khmara.

I militari disapprovano la scelta di Zelensky

I veterani di fama con una certa influenza sull’opinione pubblica disapprovano la scelta di Zelensky e dicono che Malyuk non andava rimosso dallo SBU. È infatti “uno dei leader più efficienti” secondo Denys Prokopenko, comandante del famigerato Azov, il battaglione di ispirazione nazista che si è trasformato nel 1º Corpo della Guardia Nazionale. Parla un altro comandante militare ed ex deputato di tendenze nazistoidi piuttosto celebre in Ucraina, il generale Andriy Biletsky che oggi guida il 3º Corpo d’armata. Secondo lui, la sostituzione di Malyuk rappresenta un errore che potrebbe danneggiare lo sforzo bellico. Si è confidato col giornale americano Politico un funzionario rimasto anonimo, che spiega come questa mossa potrebbe seriamente indebolire la capacità dell’Ucraina di difendersi. Malyuk infatti era perfetto nel suo ruolo allo SBU e i risultati parlano per lui, dice.

La giustificazione di Zelensky

Manca ancora un passaggio formale, il voto del Parlamento per confermare le nuove nomine volute dalla presidenza. Zelensky ha giustificato le sue scelte con la necessità di avere intorno a lui delle “facce nuove” e “forze fresche” dopo tanti anni di sforzi e di fatiche. Tuttavia, il giornale Ukrainska Pravda riferisce quanto dicono fonti vicine allo stesso Malyuk: sarebbe stato rimosso dallo SBU come vendetta da parte dell’ex capo dello staff presidenziale Andriy Yermak per quanto fatto durante l’operazione “Midas”, l’indagine che ha scoperto il giro di mazzette nel settore dell’energia. Lo scandalo ha di fatto costretto Yermak a dimettersi da un posto che tutti dicevano gli consentisse di governare di fatto il Paese insieme o addirittura al posto di Zelensky.

Altri dicono invece che quest’ultimo avesse litigato qualche mese fa con Malyuk poiché non voleva mettere a sua disposizione le risorse e gli uomini dello SBU per sorvegliare o magari intimidire le agenzie anti-corruzione le quali – si è visto – hanno fatto saltare le poltrone degli alleati più stretti del presidente. Quel che è certo è in questo modo Zelensky sembra proseguire la strategia già attuata di recente con Budanov, cioè togliere visibilità e prestigio a figure popolari fra gli ucraini tramite licenziamenti mascherati da promozione. E quindi rimuovere gli ostacoli alla sua futura corsa elettorale.

 

 

Martin King
Martin King

Iscriviti alla newsletter di StrumentiPolitici