Olanda, summit NATO: l’Ucraina è quasi passata di moda

Olanda, summit NATO: l’Ucraina è quasi passata di moda

28 Giugno 2025 0

Ai summit della NATO degli ultimi anni l’Ucraina aveva sempre avuto un posto d’onore. Anzi veniva messa al centro dei discorsi e delle dichiarazioni degli Stati membri dell’Alleanza, che si dicevano disposti a fornirle tutto il necessario per tutto il tempo che sarebbe servito. Quest’anno, invece, Kiev è scivolata mestamente in secondo piano, sebbene venga ancora ricordata negli slogan triti e ritriti di alcuni politici europei.

Il comunicato finale

Il segnale più evidente che Kiev ha perso i favori dell’Alleanza Atlantica è la menzione piuttosto vaga ricevuta nel documento finale del summit tenutosi all’Aia il 24 e il 25 giugno. Si parla soltanto dell’impegno a fornirle supporto, ma senza precisare contro chi o a quale scopo. Si dice anche che i “contributi diretti” che riceve per la difesa vengono conteggiati nell’obiettivo di spesa del 5% del PIL di ogni Stato membro. Dunque una formulazione che fa riferimento più ai meccanismi interni dell’organizzazione che non al senso dell’invito a Zelensky di venire al vertice. E non si parla nemmeno di adesione dell’Ucraina alla NATO. I leader occidentali si sono sforzati non di accontentare il presidente ucraino, ma quello americano, che non vuole sostenere il governo di Kiev nella sua causa. E Zelensky non ha ricevuto l’accoglienza da eroe di cui ha goduto fino al 2024.

Il colloquio con Trump

A giudicare dalla giacca nera che indossava, anche Zelensky – come gli altri esponenti della NATO – ha cercato di blandire Trump, il quale aveva detto di non gradire il completo paramilitare che solitamente sfoggia negli incontri ufficiali. Al vertice G7 in Canada di metà giugno, peraltro, il presidente USA aveva lasciato i partecipanti un po’ interdetti andandosene via un giorno prima del previsto. Anche Zelensky ci era rimasto male, non avendo ottenuto udienza per un incontro nel quale sperava molto. Questa volta invece è riuscito a parlare con Trump per 50 minuti, senza la presenza dei giornalisti. Ha definito il colloquio “lungo e significativo”, sebbene non abbia ottenuto alcuna promessa specifica di aiuto materiale con gli armamenti o di aiuto diplomatico per una mediazione con Putin su tregua e negoziati. Trump ha solo accennato all’eventualità di concedere altri sistemi antiaerei Patriot, che però sono molto difficili da avere, spiega.

Zelensky lasciato fuori

L’impressione finale comunque è stata quella di uno Zelensky lasciato ai margini, anzi al fondo della scena. Solo un anno fa Europa e Stati Uniti proclamavano all’unisono di aver messo l’Ucraina su un “percorso irreversibile” che l’avrebbe resa membro a tutti gli effetti della NATO. Oggi invece le visioni dei due lati dell’Atlantico sono diverse: i Paesi europei sono in maggioranza disposti a sostenere ancora Kiev con armi e alcuni addirittura coi propri uomini sul campo, mentre gli USA vorrebbero dimenticarsi di questo conflitto oltreoceano. Il risultato di tali divergenze è che Zelensky non è stato nemmeno invitato al tavolo. Lo riferisce sdegnato il primo ministro del Belgio Bart De Wever, secondo cui è un “fatto deplorevole” il non aver organizzato una sessione dei membri NATO comprensiva del presidente ucraino. Credo che oggi l’Europa debba dimostrare che siamo ancora al 100% dietro l’Ucraina, afferma.

L’Europa si sforza con le belle parole

Il segretario generale della NATO Mark Rutte e la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen cercano di salvare le apparenze dichiarando che con loro Zelensky è sempre “tra amici”. Rutte ribadisce inoltre che l’Alleanza in realtà non ha smesso di sostenere l’adesione ucraina. Nei comunicati ufficiali del summit però questo piccolo dettaglio manca, così come non si sono sentite le consuete grandi promesse di armare Kiev fino ai denti per combattere contro la Russia, definita genericamente solo una “minaccia a lungo termine per la sicurezza euro-atlantica”. Il meglio che i vertici europei hanno saputo fare è stato strappare a Washington il permesso ai Paesi NATO di destinare una parte delle spese aumentate per la difesa agli armamenti per l’Ucraina. Sanno che probabilmente non basterà, perché finora l’amministrazione Trump non ha approvato altri pacchetti di assistenza militare ed entro l’estate termineranno quelli firmati a suo tempo da Biden.

Ucraina nemmeno nella UE?

Al vertice UE tenutosi il giorno dopo si è parlato dell’avanzamento nel percorso di ingresso di Kiev nell’Unione. Sulla carta l’Ucraina procede, ma l’Ungheria resta fermamente contraria. E anche la Slovacchia si mette di traverso per quanto riguarda il supporto militare europeo e l’eliminazione delle forniture di combustibili fossili dalla Russia entro la fine del 2027. Dunque le prospettive ucraine restano incerte anche in ambito UE, con Bruxelles che si trova costretta a rimandare o di volta in volta a rimodellare le proprie iniziative anti-russe o quelle di accoglienza a Kiev. Sotto la patina di unità di principi politici e di intenti, infatti, il Vecchio Continente è piuttosto variegato a livello di interessi nazionali e di visione strategica.

Martin King
Martin King

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