Iran, difesa a mani nude
Il mondo si avvicina sempre più rapidamente alla Quarta Guerra mondiale. Sì, dico la Quarta, perché la Terza è stata giocata a livello economico nel periodo immediatamente dopo il crollo del Muro di Berlino.
Hanno fatto fare al mondo un passo avanti verso il confronto fra superpotenze le violente esplosioni che questa notte hanno scosso Teheran. Si è trattato dell’inizio dell’operazione Rising Lion lanciata da Israele contro l’Iran. L’obiettivo sono i vertici militari e politici del Paese, mentre la giustificazione per questo attacco è di bloccare il piano nucleare iraniano. Secondo il Mossad e l’esercito israeliano, infatti, l’Iran disporrebbe di materiale per costruire almeno 15 bombe nucleari.
Soffermiamoci a ragionare su questo punto. Se Teheran avesse davvero le bombe atomiche, il folle colpo israeliano non sarebbe avvenuto. E proprio per questo motivo il deterrente nucleare è l’unica linea rossa che ancora funziona per indurre le superpotenze a non scontrarsi. L’Iran invece, non potendo contare su un’arma così potente, viene tranquillamente attaccato. Allo stesso modo hanno subito il Libano, la Siria e lo Yemen. Israele può fare quello che vuole, coinvolgendo il Medio Oriente nelle sue operazioni militari senza che la comunità internazionale reagisca.
Ecco perché le fughe in avanti di Gran Bretagna, Francia e Germania, insieme agli USA di Biden e all’Ucraina sugli attacchi in territorio russo suonano come gravissime provocazioni per un nuovo conflitto mondiale. E non citiamo nemmeno il recente assalto alla triade nucleare russa ordinato da Zelensky. I leader occidentali paiono aver perso il senso della misura: si considerano i buoni e gli invincibili, impegnati non tanto in una guerra, ma in una partita di poker nella quale sperano che l’avversario stia solo bluffando.
Un ultimo capitolo lo merita il tentativo di superare il criterio dell’unanimità nelle organizzazioni internazionali, dall’ONU all’Unione Europea. Fa spavento, perché proprio i veti incrociati hanno scongiurato finora gli scontri muscolari tra i potenti della terra, preferendo la diplomazia al Far West. Oggi invece sembra prevalere chi mira a creare il caos e ad arricchirsi senza pensare alle conseguenze per i popoli.

Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E’ direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E’ stato direttore responsabile della rivista “Casa e Dintorni”, responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos.


