Tonga, cooperazione con Nuova Zelanda su visti e lotta al narcotraffico
La scorsa settimana il premier tongano Fatafehi Fakafanua ha accolto il suo omologo neozelandese per un incontro bilaterale nella capitale Nuku’alofa. Quella di Tonga era la seconda tappa del viaggio ufficiale di Christopher Luxon presso i vicini oceanici. Nella conferenza stampa seguita al vertice, i due leader hanno dichiarato il loro allineamento rispetto ad ambiti come la crescita economica, il miglioramento dei servizi pubblici e la lotta al narcotraffico.
Viaggiare senza visto
Vi sono più di 100mila persone di origine tongana che vivono in Nuova Zelanda e che periodicamente hanno bisogno di ricevere la visita dei parenti per le feste o per questioni più serie come i funerali e le questioni familiari. Dunque l’abolizione della necessità del visto sarebbe un’agevolazione straordinaria, per la quale tuttavia Fakafanua non insiste troppo. Il premier tongano ha infatti dichiarato che sarebbe molto lieto se il governo di Wellington approvasse questa iniziativa, ma ha aggiunto che non intende fare pressione su una decisione che riguarda anzitutto la politica interna neozelandese.
Lotta al narcotraffico
Un altro ambito su cui i due capi di governo hanno espresso la loro volontà di collaborare è la lotta al narcotraffico e al crimine organizzato di stampo internazionale. I due Paesi si scambieranno più informazioni e vi sarà una maggiore collaborazione fra le rispettive polizie e autorità giudiziarie, perché le coste non sono sufficientemente pattugliate e negli ultimi tempi sono arrivati grossi carichi di narcotici. Alcuni vengono intercettati, come quello recente da 4,24 tonnellate di cocaina presso la Polinesia francese. Gli esperti dicono che si tratta semplicemente della punta dell’iceberg. Fakafanua fa notare come il prezzo della droga venduta per strada sia aumentato e che dunque vi è scarsità dell’offerta, ma chiede pure una raccolta più precisa e quasi scientifica dei dati sul consumo di stupefacenti.
Aiuti finanziari da Wellington
Nel vertice hanno toccato anche il tema dell’economia tongana in difficoltà. Luxon ha annunciato un pacchetto di aiuti da spendere nel corso di alcuni anni in varie sfere, dal sistema sanitario al bilancio statale, per un totale di oltre 37 milioni di dollari. Tonga peraltro sta ancora affrontando le conseguenze negative dell’eruzione vulcanica del 2022, con l’ulteriore ostacolo della restituzione di un pesante prestito ricevuto dalla Cina, che per Fakafanua sarà interamente ripagato entro il 2030. Afferma il premier: Attualmente siamo in una posizione tale per cui non prenderemo altri prestiti, non si sobbarcheremo altri debiti. Invita inoltre ad essere più bravi ed efficienti nell’allocazione delle risorse statali.

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