Referendum in Ecuador, secco “no” alla base militare americana

Referendum in Ecuador, secco “no” alla base militare americana

23 Novembre 2025 0

Al referendum del 16 novembre ha stravinto il “no” contro il ritorno delle basi militari americane in Ecuador. Più dei due terzi dei cittadini ha infatti rigettato la proposta del governo di permettere agli USA di reinsediarsi nella base aerea di Manta, sulla costa pacifica del Paese.

Contraccolpo per il presidente

Dal 1999 fino al divieto imposto nel 2008, Washington vi teneva dislocati i propri militari nell’ambito della missione di lotta contro i narcotrafficanti. L’Ecuador è situato proprio fra due Paesi grandi produttori di coca, la Colombia e il Perù, ed è quindi un naturale corridoio di transito per i cartelli della droga. Il presidente Daniel Noboa ha scritto su X di “rispettare la volontà del popolo ecuadoregno”, ma per lui si è trattato di un pesante contraccolpo. Dopo aver iniziato il secondo mandato con la vittoria alle elezioni di maggio, oggi cercava una conferma alla sua politica interna e quindi il supporto dei cittadini.

Purtroppo per lui, hanno sonoramente bocciato anche gli altri tre quesiti referendari. Uno riguardava il finanziamento pubblico ai partiti, un altro la riduzione del numero dei parlamentari da 151 a 73, e infine uno per la creazione di un’assemblea elettiva per la redazione di una nuova Costituzione. A referendum appena iniziato, il presidente aveva annunciato la cattura del capo dei Los Lobos, la gang più famigerata del Paese.

I cittadini preferiscono onestà e sovranità

Noboa conta molto sull’assistenza straniera per combattere il crimine organizzato e il narcotraffico. Lo scorso anno ha siglato due accordi per operazioni militari congiunte con gli USA, che lo hanno definito un “partner eccellente” nello sforzo comune di contrastare l’immigrazione illegale e lo smercio della droga. Nella prima metà del 2025, vi sono stati in Ecuador più di 4600 omicidi, un record nella storia recente secondo l’Osservatorio sul crimine organizzato. Nei suoi due anni di presidenza, Noboa ha già più volte dichiarato lo stato di emergenza e ha inviato l’esercito a pattugliare le strade e a effettuare raid nei fortini dei narcotrafficanti.

Tuttavia gli ecuadoregni preferiscono che sia la polizia e l’esercito nazionale a occuparsi del problema. Con loro voto hanno quindi dimostrato di non voler vedere diminuita la propria sovranità e ritengono che più che i militari stranieri servirebbe applicare più severamente le leggi esistenti e sradicare la corruzione. I cittadini non vedono di buon occhio il ritorno degli americani, perché si ricordano degli abusi da loro commessi contro la popolazione e ai quali è stata garantita l’immunità.

 

 

Redazione Strumenti Politici
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