Lo dice il GUR: Mosca produce molti più missili delle previsioni occidentali
Sono gli ucraini a mostrare i numeri sconcertanti del successo di Mosca nella produzione militare. La relazione del GUR, l’intelligence legata al Ministero della Difesa di Kiev, contraddice anni di propaganda euroamericana. A quanto pare, i russi non sono del tutto incapaci di far funzionare bene il loro comparto militare-industriale, mentre le sanzioni di Bruxelles e Washington non sono state capaci di soffocare l’economia della Federazione Russa.
Il rapporto del GUR
Il vice capo del GUR Vadym Skibitsky ha esposto il rapporto su come i russi abbiano riorganizzato la produzione bellica. Oggi si stanno impegnando sugli armamenti di cui hanno bisogno impellente, soprattutto missili a lunga gittata e i droni. Ciò mostra la flessibilità dell’industria russa, se non addirittura la sua “resilienza”, essendo stata certamente danneggiata dalle sanzioni e dalle perdite di uomini e mezzi. Mosca ci è riuscita scegliendo attentamente su quali produzioni puntare, dando la priorità a ciò che serve di più. Ha riallocato le risorse importanti, come i componenti e il carburante, verso determinati obiettivi invece che su altri. In questo modo può tenere un ritmo altissimo di colpi nonostante ne abbia già consumati tanti e stia continuando a usarne in grande quantità contro gli obiettivi militari, energetici e infrastrutturali dell’Ucraina.
Superata la quota annuale
Come dice lo stesso GUR, la produzione complessiva dei tipi principali di missile supera la quota mensile persino del 120%. Il piano di fabbricazione annuale dei missili ipersonici Zircon e dei P-800 è già stato completato a luglio. Per tutta una serie di razzi, la produzione attuale supera notevolmente i livelli previsti, come nel caso dei Kalibr che sono al 111% e dei Kh-35 da crociera, addirittura al 200%. I russi stanno toccando tali picchi altissimi di produttività, anche se in compenso hanno ridotto da aprile la fabbricazione di determinati tipi, come i missili balistici cielo-terra Kinzhal, che secondo il rapporto del GUR non vengono ritenuti abbastanza precisi. Parallelamente, i russi stanno accumulando scorte di Iskander 9M723 e stanno sviluppando un nuovo tipo di razzo terra-terra, l’RM-48U, da integrare nel sistema degli S-400. La sua produzione è già iniziata e dovrebbero presto esserne disponibili quattrocento pezzi.
Anche i droni
Intanto, hanno comunque aumentato la produzione complessiva: secondo le stime riferite da Skibitsky, solo ad agosto Mosca intende arrivare a fabbricare 11mila droni d’attacco di vario genere. I russi stanno applicando il medesimo principio di selezione anche sui velivoli senza pilota, riconfigurandone la produzione in modo da preferire i tipi avanzati a turbogetto come i Geran-4 e i Geran-5. In altre parole, Mosca sta facendo un salto di livello dai droni meno costosi, che lanciava in massa come gli Shahed o gli stessi Geran a elica per saturare le difese antiaeree ucraine costringendole a sprecare i razzi intercettori più costosi. Passa così ai droni a turbina per avere maggiore velocità e più capacità di penetrazione delle difese avversarie.
Zelensky chiede più rinforzi
Di certo i russi sono riusciti a depauperare le scorte di Kiev, che ora soffre di un deficit delle capacità di difesa antiaerea. Zelensky continua a chiedere agli alleati ulteriori forniture, ma ultimamente non sta ottenendo i riscontri abituali. Come dichiarato dallo stesso presidente ucraino, nei primi sei mesi di quest’anno le forniture alleate sono appena un terzo del livello del 2025. Contro i missili balistici russi servono i Patriot americani, ma il problema della loro fornitura è ben noto. Serhii Beskrestnov, consigliere presidenziale sulle tecnologie di difesa, afferma che Mosca sarebbe in grado di lanciare cento missili balistici al mese, portando la guerra di logoramento a una fase successiva. Con questa quantità possono distruggere obiettivi logistici, industriali ed energetici per fiaccare l’Ucraina prima dell’inverno.
Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha detto che l’Alleanza sta lavorando alacremente per dare a Kiev quelle difese aeree di cui ha un “urgente bisogno”. Zelensky lo incalza, chiedendo di aggirare le formalità e di prendere subito le difficili ma necessarie decisioni politiche allo scopo di dare finalmente all’Ucraina ciò che chiede. A quanto pare, il primo impianto di produzione dei Patriot europei potrebbe essere inaugurato in Germania nel mese di settembre.

Raccogliere le voci dei protagonisti dalle varie parti del mondo e documentare i numeri reali inerenti ai grandi dossier e questioni d’attualità è il modo migliore e più serio per fare informazione. L’obiettivo finale è fornire gli strumenti ad ogni lettore e lettrice per farsi una propria opinione sui fatti che accadono a livello mondiale.


