La storica portaerei Garibaldi passa all’Indonesia
Si sta perfezionando l’accordo con Jakarta per cederle l’ammiraglia della Marina italiana, la portaerei Garibaldi.
Una storia gloriosa
Una legge del 1923 vietava alla Marina italiana di possedere portaerei, ma si trovò il modo di aggirarla costruendo una nave che fosse un incrociatore portaeromobili. Il 4 giugno 1983 la Garibaldi uscì dagli impianti della Fincantieri di Monfalcone e venne varata, per poi passare alla Marina il 30 settembre 1985. Col suo motto Obbedisco inciso sullo scafo, ha servito da ammiraglia dal 1987 al 2011 partecipando a missioni internazionali come Restore Hope in Somalia, Enduring Freedom in Afghanistan e Unified Protector in Libia. Dopo l’arrivo del Cavour nel 2008 e dell’ammiraglia Trieste nel 2022, le era stato dato un ruolo secondario, fino ad essere radiata il 22 maggio 2023. La portaerei è lunga 180 metri e ha 13.370 tonnellate di dislocamento. Può tenere fino a 18 aeromobili. Fincantieri le dà ancora 15 o 20 anni di vita operativa.
Strategia commerciale italiana
La vendita della Garibaldi è parte della strategia di penetrazione italiana nel mercato navale asiatico. Per l’Italia, in Asia oggi è l’Indonesia il cliente principale. Ci sono in ballo contratti da oltre 1,6 miliardi di dollari. L’anno Fincantieri ha siglato un’intesa da quasi 1,2 miliardi di euro per due Pattugliatori Polivalenti d’Altura della classe Thaon di Revel. Poi c’è il programma “15 a 5” della Marina reale malesiana e con le Filippine c’è la cooperazione con Thyssenkrupp per i sottomarini U212 NFS. L’ammiraglio indonesiano Muhammad Ali, che è il capo di Stato Maggiore della Marina di Jakarta, è salito a bordo della Cavour nel maggio 2024, e giugno alla fiera Indodefence Fincantieri ha presentato il progetto di trasformazione della nave in una piattaforma per velivoli senza pilota, avendo in mente la modernizzazione della Marina indonesiana.
Strategia militare indonesiana
L’Indonesia sarà l’unico Paese asiatico insieme alla Thailandia ad avere una portaerei operativa. Il 29 agosto il ministro indonesiano Rachmat Pambudy ha formalmente autorizzato il prestito estero per l’ottenimento dei 450 milioni di dollari necessario all’acquisto della Garibaldi, che sarà dotata di 60 droni turchi Bayraktar TB3. Dunque Jakarta spinge sul suo programma di modernizzazione militare, mostrando di fare sul serio nella sua intenzione di aumentare le capacità di proiezione nell’indopacifico.
Delusione per Taranto e visione strategica di Roma
Ci rimane male però la città di Taranto, che sperava di veder soddisfatte le proposte delle istituzioni locali e delle associazioni per rendere la Garibaldi, attraccata nel suo porto, il primo museo navale galleggiante d’Italia, potenzialmente un’attrazione culturale e turistica di ottime prospettive. E invece Roma ha preferito un lucroso accordo con gli indonesiani, che è non solamente un’operazione commerciale, ma un elemento del lavoro della diplomazia italiana per portare Roma al centro degli equilibri euroasiatici. Si rafforzano inoltre i legami con un partner in crescita come l’Indonesia, consolidare il ruolo di Fincantieri e, al contempo, liberarsi di un asset ormai superato nelle proprie linee operative. Ma non senza Il prezzo simbolico e identitario da pagare è alto, ma dovrebbero esserlo anche i benefici in termini di valore internazionale

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