In Tunisia organizzazione pro-Hamas incita a colpire ambasciate e interessi israeliani nel mondo
La Coordinazione azione congiunta per la Palestina, già segnalata in Tunisia per precedenti attacchi e sabotaggi contro aziende estere e sedi diplomatiche occidentali accusate di sostenere Israele, ha rincarato la dose con un esplicito incitamento alla violenza. L’organizzazione ha “chiesto a tutti i popoli liberi del mondo di innalzare la loro prontezza al più alto livello della storia e di concentrare le loro azioni nel colpire ambasciate, missioni e interessi sionisti ovunque essi esistano”. L’organizzazione non governativa tunisina nota per essere promotrice del convoglio “Al Sumud” (Resilienza), ha lanciato un appello per un raduno di protesta di massa oggi pomeriggio, alle ore 19:30. La manifestazione si terrà di fronte al Teatro Municipale, in Avenue Habib Bourguiba a Tunisi, sotto lo slogan “Inseguendo il nemico su tutti i fronti”. L’organizzazione ha esteso il suo invito a tutti i cittadini dei governatorati e delle regioni tunisine, esortandoli a organizzare contemporaneamente proprie campagne di solidarietà con il convoglio diretto a Gaza. Quest’ultimo, dopo un viaggio di 1.300 chilometri percorso in quattro giorni, si trova attualmente bloccato da giovedì sera nei pressi di Sirte, in Libia orientale, per mano delle autorità di sicurezza e delle forze armate del generale Khalifa Haftar.
Secondo il Coordinamento, questi raduni di protesta si svolgono in parallelo con la “storica marcia del convoglio del popolo, ora posizionato sulla linea del fronte a distanza zero, affrontando direttamente l’eredità di colonialismo, divisione e frammentazione su cui è stata edificata l’entità sionista”. Il movimento, riferendosi ai negoziati in corso con le autorità della Libia orientale, afferma con forza che “ogni tentativo sionista di frammentare e allontanare i popoli delle nazioni arabe vicine — un’ideologia che fonti moderne hanno dimostrato essere, per usare le parole del Corano, ‘più debole di una tela di ragno’ — sta crollando sotto le ruote delle auto e degli autobus del convoglio e sotto il peso delle masse”. Il gruppo filopalestinese e pro-Hamas ha inoltre invocato “il popolo libero della Tunisia, il ventre coraggioso e nobile che ha dato vita a questo convoglio e lo ha nutrito di onore, orgoglio e solidarietà, a scendere in piazza in gran numero questo sabato”. Tali marce, secondo gli organizzatori, rappresentano “un chiaro rifiuto del genocidio, del blocco, della stessa presenza dell’occupazione, e un inequivocabile sostegno agli eroi irriducibili della Palestina”.
L’organizzazione ha concluso affermando che queste dimostrazioni esprimono un forte supporto per il convoglio Al Sumud nella sua missione di rompere il blocco su Gaza, una “missione ora abbracciata da tutto il popolo tunisino, dai popoli del Maghreb e del mondo arabo, e da tutti i combattenti globali per la libertà”. Queste mobilitazioni significano inoltre solidarietà con i prigionieri della Freedom Flotilla, arrestati nei giorni scorsi da Israele, e rappresentano una risposta diretta alle minacce sioniste rivolte al convoglio e alle campagne mediatiche che cercano di distorcere e minare l’iniziativa sia politicamente che pubblicamente, conclude la stessa fonte.

Libero pensatore. Ha seguito percorsi di studio umanistici per poi dedicarsi all’approfondimento della politica italiana sia dal punto di vista sia antropologico sia di costume. Ha operato come spin doctor

