Gli USA potrebbero espellere 120mila ucraini rifugiati grazie a Biden
A partire dal 15 agosto hanno iniziato a perdere il loro particolare status di rifugiati gli ucraini arrivati con l’ultimo programma dell’amministrazione Biden denominato Uniting for Ukraine. Saranno quindi espulsi, ma Trump è ancora in tempo per modificare la situazione.
La promessa di Trump
È in ballo la permanenza di circa 120mila ucraini arrivati dopo il 16 agosto 2023. Quelli giunti prima possono stare ancora tranquilli, perché per loro vale il programma chiamato Temporary Protected Status. Alcuni mesi fa l’amministrazione Trump aveva deciso di sospendere la protezione umanitaria dell’ultima ondata di profughi ucraini, parte di quei 6 milioni che avevano lasciato il Paese dal 2022 in avanti. La mossa di Washington rientra nel piano di restringimento degli ingressi negli Stati Uniti, che faceva già parte del programma elettorale di Trump insieme alla promessa di mandar via i quasi 2 milioni immigrati accolti da Biden. Oltre agli ucraini è stata infatti tolta la possibilità di restare negli USA anche a centinaia di migliaia di cubani, haitiani, nicaraguensi e venezuelani.
L’accoglienza di Biden
L’espulsione degli ucraini non dovrebbe richiedere troppi sforzi per le autorità americane, perché queste sono a conoscenza del loro indirizzo di residenza. Col programma di Biden gli ucraini erano arrivati grazie a un permesso umanitario di due anni, ottenibile dimostrando di avere uno “sponsor” statunitense in grado di accoglierli e sostenerli. La finalità era di offrire agli ucraini una via più rapida rispetto alla consueta procedura di immigrazione, piuttosto lunga e laboriosa. Però se oggi non riescono a rinnovare il loro permesso saranno mandati via. La Casa Bianca sta comunque valutando la possibilità di farli restare ancora.

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