Il sindaco di Kiev contesta il governo e poi viene contestato dai cittadini
La scorsa settimana il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha tenuto un discorso al Parlamento ucraino spiegando la preparazione della sua città alla stagione fredda e alla protezione dagli attacchi russi. Ha inoltre accusato il governo di non concedere abbastanza fondi e ha denunciato la scomparsa dei miliardi destinati alla difesa antiaerea. Ma appena due giorni dopo i suoi stessi cittadini sono scesi in piazza per chiederne le dimissioni.
L’accusa di Zelensky e la contro-accusa di Klitschko
Governo centrale e amministrazione locale si stanno da tempo rimpallando la responsabilità su chi debba occuparsi della difesa e della preparazione della città. Zelensky ha recentemente criticato l’amministrazione della capitale di aver fatto molto meno rispetto ad altre città e regioni del Paese per implementare i piani di resilienza in vista della stagione fredda. Presentandosi ai deputati della Verkhovna Rada, il sindaco Klitschko ha raccontato in dettaglio cosa ha fatto per rendere la città capace di resistere a quello che si preannuncia come l’inverno peggiore degli ultimi quattro anni di conflitto. È intervenuto su invito del partito di governo Sluha Narodu e per voce della parlamentare Maryana Bezuhla; per il discorso gli sono stati accordati 5 minuti.
Klitschko ha elogiato il lavoro della sua amministrazione dicendo che la capitale ha continuato a sostenere le funzioni vitali nonostante gli attacchi russi che distruggono le infrastrutture e nonostante le difficoltà coi finanziamenti dei lavori di costruzione e di riparazione. Se l’anno scorso Kiev aveva subito 19 volte i colpi russi sugli impianti di riscaldamento e di generazione di elettricità, nel 2026 finora ne ha subiti già 50, evidenzia il sindaco. E aggiunge che manca la manodopera e scarseggiano i pagamenti. Dicendo di non essere l’unico a chiederselo, lancia la domanda provocatoria: dove sono i miliardi destinati alle difese antiaeree e alla protezione per l’azienda energetica Ukrenergo?
Cosa ha fatto l’amministrazione comunale
Klitschko ha rincarato la dose dicendo che anche altre città sono preda di gravi problemi dovuti al congelamento dei fondi avvenuto proprio a ridosso del momento in cui accendere i termosifoni. E punge Zelensky: Qualcuno dice che altre città sono preparate, mettendole a paragone con Kiev. Non è vero! (…) Tutte le città stanno affrontando i guai creati dal governo nel momento in cui ha bloccato i pagamenti. Poi un accenno all’alone di corruzione che pesa su tutti gli amministratori locali: Stanno cercando di distruggere le autonomie locali in Ucraina, non solo a Kiev, eliminando i leader delle comunità con accuse giudiziarie inventate (…) e intimidendoli con cause penali. Conclude lapidario: Kiev è il cuore dello Stato che il nemico sta cercando di distruggere. Ma i politici dentro il Paese non sono meno terrificanti.
Dal canto suo, ha Kiev ha reso disponibili 70 caldaie mobili e 700 generatori per il riscaldamento e l’approvvigionamento di acqua, mentre l’azienda idrica comunale possiede 103 generatori ed è in attesa di sistemi ad alta capacità prodotti appositamente all’estero. Anche gli istituti scolastici e gli ospedali sono equipaggiati con generatori di emergenza e vi sono migliaia di elementi di attrezzature di questo tipo per gli edifici residenziali.
Le contestazioni al sindaco
Secondo i dati del Ministero delle Finanze, al 1º settembre Kiev aveva utilizzato poco più di metà della somma miliardaria che le era stata destinata nel 2026 per la preparazione all’inverno. Già a inizio ottobre i cittadini si erano radunati di fronte alla sede del sindaco per protestare. In quell’occasione avevano contestato un grosso abbattimento di alberi effettuato per i lavori di costruzione di una conduttura in un quartiere particolarmente colpito dagli attacchi russi. Sabato scorso, invece, gli abitanti hanno manifestato per chiedere la rimozione di Klitschko, che è al potere dal 2014 avendo vinto ben due tornate elettorali. In dodici anni ha già collezionato molte critiche per non aver saputo rispondere alle necessità impellenti della cittadinanza, preferendo – secondo i suoi detrattori – concentrarsi su progetti che hanno rovinato il patrimonio culturale, le aree verdi e gli spazi pubblici della città.
Difficile da deporre
Tuttavia il suo licenziamento è un’eventualità poco probabile, anzitutto sul piano burocratico. Infatti Klitschko non è solamente un sindaco democraticamente eletto, ma è altresì il capo dell’Amministratore statale della città capitale, carica equivalente a quella di governatore regionale. Kiev è gestita anche dall’Amministrazione militare (KMVA), una struttura creata da Zelensky nel 2022 e il cui capo è scelto proprio dal presidente. Tale organismo è responsabile della difesa della città e delle sue funzioni essenziali, del mantenimento dell’ordine pubblico, della sicurezza della popolazione. Come si vede, gli ambiti dei vari organi che presiedono alla città talvolta si sovrappongono, mentre di fatto Klitschko può perdere un titolo su ordine di Zelensky, ma dalla carica di sindaco si può dimettere solo di sua iniziativa. E anche tale mossa sarebbe giuridicamente incerta, perché essendo in vigore la legge marziale non si potrebbero tenere le elezioni per sostituirlo.
I cittadini intanto alzano i cartelli con scritto “Dimettiti”, “12 anni di irresponsabilità” e soprattutto “Dove sono i rifugi?”. In quattro anni, infatti, il sindaco non ha allestito ripari a sufficienza contro i missili russi. E se ai blackout gli abitanti si sono quasi abituati, oggi fanno fatica ad accettare le interruzioni continue all’acqua corrente. Uno degli organizzatori della protesta, l’attivista Oleksii Hromov, dice che le dimissioni di Klitshcko sarebbero “un segnale positivo” a tutta l’Ucraina sul fatto che i leader delle città debbano espletare i loro doveri.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.

