Guinea-Bissau, la giunta militare vieta all’ex presidente di tornare
La giunta militare che regge la Guinea-Bissau dal novembre 2025 ha emesso il divieto di ingresso nel Paese per l’ex presidente Umaro Sissoco Embaló.
L’intenzione di tornare
Embaló aveva espresso l’intenzione di fare ritorno nel Paese il 4 ottobre, in vista del voto programmato per il 6 dicembre. Si tratterà delle elezioni legislative e presidenziali che dovrebbero servire a ripristinare un governo civile, che sostituirà così l’Alto Comando Militar para a Restauração da Segurança Nacional e Ordem Pública oggi al potere. Embaló vorrebbe correre anch’egli nella tornata elettorale e ha esortato le autorità giudiziarie a valutare la sua candidatura in maniera imparziale e indipendente.
La decisione della giunta militare
La tensione politica è di nuovo alta, persino ai vertici del Paese. L’Alto comando ha quindi giustificato la sua decisione dicendo che mancano le “necessarie condizioni di sicurezza” per il ritorno dell’ex presidente. Vietandogli l’ingresso, dicono, sarà preservato l’ordine pubblico ed evitata l’instabilità sociale. Embaló era rimasto in carica dal 2020 al 2025. Nel novembre dello scorso anno la giunta militare ha preso il potere tre giorni dopo le ultime elezioni, arrestandolo e poi mandandolo in esilio. Tuttora risiede in Marocco. Questo è solo l’ultimo di una serie di colpi di Stato che hanno caratterizzato la storia del Paese lusofono, a partire dalla sua indipendenza dal Portogallo nel 1974.
Il referendum costituzionale
Ad agosto i cittadini hanno approvato un referendum promosso dai militari per effettuare modifiche alla Costituzione. Tra le altre cose vengono estesi i poteri del presidente, che d’ora in poi per essere eletto dovrà aver risieduto nel Paese per i precedenti cinque anni. Con questo cambiamento chiaramente si vuole togliere ad Embaló la possibilità di presentarsi alle elezioni.

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