Svezia, crisi politica: centro-sinistra spaccato, il nuovo governo non si fa
La coalizione di centro-sinistra si è spaccata sulla scelta del presidente del Riksdag, il Parlamento unicamerale svedese. La creazione del nuovo governo a guida socialdemocratica è dunque saltata, perché di fatto non esiste più una maggioranza che lo possa sostenere.
La rinuncia della Andersson
Non è la prima volta che Stoccolma si trova in una crisi politica tale da impedire la formazione di un esecutivo. Ad esempio ci vollero 4 mesi (dal settembre 2018 al gennaio 2019) per l’avvio del secondo governo Löfven. Stavolta il problema è emerso due settimane dopo le elezioni parlamentari. La leader dei Socialdemocratici Magdalena Andersson ha infatti ammesso in conferenza stampa di aver perduto il supporto degli alleati, il Partito della Sinistra (Vänsterpartiet). Ha così dichiarato che per lei “al momento non c’è la possibilità di realizzare un governo”.
Vittoria di Pirro
Dalla tornata del 13 settembre è uscita vincitrice per soli 3 seggi la coalizione di centro-sinistra guidata dai Socialdemocratici, che hanno conquistato 176 seggi contro i 173 del blocco di centro-destra capeggiato dai Moderati. Troppo poco per garantire che tutto vada liscio. Lo strappo si è infatti verificato al primo voto. Lunedì scorso i parlamentari dovevano eleggere il presidente del Riksdag: con ben 200 voti su 349 è stato confermato nella carica il candidato dei Moderati Andreas Norlén. La Andersson ha detto che, come da consuetudine, quel posto sarebbe dovuto andare a un esponente del partito con più seggi, cioè il suo. E invece ha vinto quello del secondo partito, i Moderati, grazie ai voti dati del quarto, il Partito della Sinistra.
Quest’ultimo afferma di sostenere ancora la Andersson come futuro primo ministro, mentre la sua leader Nooshi Dadgostar nega che vi fosse un patto coi Moderati. Eppure la vice segretaria Ida Gabrielsson avverte che potrebbe volerci molto tempo per avere un nuovo governo e che nel frattempo che la Camera ha bisogno di un “punto fisso”, cioè proprio Norlén. La Andersson ha quindi affermato che fra Sinistra e Moderati si è formata una “nuova costellazione”.
Consultazioni in stallo
Il compito di condurre le difficile consultazioni spetterà così a Norlén, che sta effettuando dei colloqui informali con tutti i leader di partito. Intanto, i centristi del Centerpartiet fanno sapere che non intendo appoggiare un governo che dia spazio all’estrema destra o all’estrema sinistra. Un tentativo potrebbe allora essere fatto dall’attuale premier ad interim Ulf Kristersson, alla testa del cosiddetto blocco Tidö che comprende, oltre ai suoi Moderati, anche i Liberali, i Democratici Svedesi e i Democratici Cristiani. Se non dovesse funzionare, potrebbe riprovare con la Andersson. In totale, Norlén può presentare al voto parlamentare fino a quattro candidati. Se nessuno di questi riesce a ottenere la fiducia di una maggioranza, Stoccolma dovrà tornare alle urne. Per adesso il presidente del Riksdag ha rimandato alla prossima settimana la decisione sull’assegnazione del mandato per formare un nuovo governo.

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