Il nuovo presidente del Bangladesh parla dei desaparecidos bengalesi
Alle elezioni presidenziali del 20 agosto in Bangladesh ha trionfato Mirza Fakhrul Islam Alamgir, candidato del partito di governo. Con quasi tre quarti dei voti del Parlamento è diventato il 23esimo presidente della Repubblica Popolare del Bangladesh.
I desaparecidos del Bangladesh
Alamgir ha dedicato uno dei suoi primi interventi pubblici alle vittime delle sparizioni e dei rapimenti politici. Quello dei desaparecidos bengalesi è un fenomeno che ha macchiato la storia recente del Paese. Parlando il 30 agosto in occasione della Giornata internazionale delle vittime delle sparizioni forzate, il presidente ha detto che negli ultimi 15 anni le voci dissidenti e quelli di coloro che chiedevano diritti e democrazia sono state silenziate troppo spesso con la violenza. Non dovrà più esservi alcun Aynaghar, ha detto citando la famigerata rete di centri segreti di detenzione. Ha poi dichiarato che tutti i responsabili delle atrocità dovranno essere portati di fronte alla giusta e subire le condanne più pesanti previste dalla legge.
La nuova legge contro le sparizioni forzate
Il nuovo presidente bangladese ha citato i numeri del rapporto finale della commissione di inchiesta sulle sparizioni: vi sono stati più di 1500 casi, di cui quasi 300 finiti con omicidi accertati. Compito di una legge apposita sarà di impedire il ripetersi di tali tragedie e di proteggere le vittime e le loro famiglie. Tuttavia, per Alamgir lo Stato non ha soltanto la responsabilità di punire i carnefici, ma anche di assicurare la dignità, la sicurezza sociale e il benessere delle famiglie che per anni hanno sofferto emotivamente e finanziariamente nell’attesa del ritorno dei cari. Ha poi esortato tutti quanti a lavorare insieme per costruire un Bangladesh le cui fondamenta siano rappresentate dalla democrazia, dai diritti umani, dall’uguaglianza e dalla dignità.
I cattolici chiedono maggiore riconoscimento
Il Bangladesh è uno Stato a maggioranza musulmana nel quale risiedono numerose minoranze religiose ed etniche. I cattolici sono solo una parte molto piccola, ma hanno una propria università e più di mille istituti scolastici di vario livello. Il gruppo di rappresentanza dei cristiani ha espresso le congratulazioni al nuovo presidente e gli ha augurato il successo nell’espletamento dei suoi compiti. Il vescovo Gervas Rozario, vicepresidente della Conferenza episcopale bangladese, ha spiegato che i cattolici vorrebbero veder riconosciuto da Alamgir il loro contributo nell’istruzione, nella sanità e nello sviluppo del Bangladesh.
Pur avendo una carattere essenzialmente cerimoniale, la figura presidenziale incarna un riferimento morale e politico che può dare consigli al governo e magari indirizzarlo verso la concessione di maggiori diritti alle minoranze e alla popolazione rurale. Dunque Rozario auspica future modifiche alla Costituzione nel senso di un allargamento dei poteri del presidente e di un cambio nel sistema della sua elezione.

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