Sparatoria in strada fra due agenzie dei servizi segreti ucraini, caos a Kiev
Non c’è pace per il povero Zelensky in questa travagliata estate. Prima le proteste popolari a favore del ministro che aveva licenziato e che in seguito ha invocato libere elezioni. Poi un altro scandalo corruzione nel suo staff presidenziale. Infine una sparatoria nelle strade della capitale fra due agenzie concorrenti dei servizi segreti ucraini.
Scontri e responsabilità
In una zona centrale di Kiev si sono scontrati a colpi di arma da fuoco gli esponenti dello SBU, l’agenzia dei servizi segreti che risponde direttamente alla presidente del Paese, e quelli del Timur, un’unità dell’agenzia GUR che è legata al Ministero della Difesa. Sono rimaste ferite alcune persone, ma sull’accaduto circolano resoconti differenti. Quel che è certo è che Zelensky è dovuto intervenire solo poche ore dopo, condannando la “situazione vergognosa” che si è venuta a creare e licenziando Oleg Khramov, capo del dipartimento dello SBU per la protezione dei segreti di Stato. Ha anche annunciato l’avvio di un’inchiesta ufficiale e il licenziamento di altri due vice di entrambe le agenzie, che avrebbero gravi responsabilità nella vicenda.
Due segugi sulla medesima traccia
Si discute sui motivi che hanno portato alla sparatoria, ultimo e clamoroso atto di un conflitto sotterraneo fra elementi dell’apparato statale e militare. La ragione più probabile, ma forse anche la più superficiale, sarebbe l’antipatia fra l’attuale capo del GUR Oleg Ivashchenko e l’ex capo dello SBU Kyrylo Budanov, che lo scorso gennaio è divenuto capo dell’ufficio di presidenza. Tuttavia, a livello ufficiale tale scenario viene categoricamente negato: “le due agenzie non si stanno combattendo” dice il consigliere di Zelensky Dmytro Lytvyn.
Vi è comunque stata una scintilla che ha provocato lo scontro a fuoco. Sembra sia stata l’arresto per mano dello SBU di un dissidente russo che opera con le forze ucraine sotto la supervisione del GUR e che sarebbe finito nel mirino di connazionali che intendevano farlo fuori. Secondo una delle versioni comunicate alla stampa, mentre nell’ambito di tale inchiesta gli uomini dello SBU stavano perquisendo un appartamento, sono giunti quelli dell’agenzia rivale e avrebbero sparato sui “colleghi”.
Una crisi con radici profonde
Il soggetto conteso dagli ufficiali è Stepan Kaplunov, vice comandante del Corpo Volontario Russo (RDK), organizzazione inserita nella Legione internazionale di difesa territoriale dell’Ucraina. Secondo un’altra versione, gli uomini dello SBU volevano prelevare il russo e hanno sparato a quelli del GUR. Kaplunov comunque è tornato in libertà e il suo avvocato ha dichiarato che un suo video è stato pubblicato per ristabilire la reputazione delle agenzie e insabbiare il guaio il più rapidamente possibile. Ma non è possibile fermare facilmente una lotta che dietro le quinte va avanti da anni.
Si pensi al caso sconcertante di Denis Kireev, membro della delegazione ucraina ai negoziati di Istanbul con la Russia. Pare lavorasse per il GUR: venne ucciso nella primavera del 2002 dagli ufficiali dello SBU, i quali sostenevano di avere le prove che Kireev passasse informazioni al nemico. Nel 2023, però, venne riabilitato dall’allora capo del GUR Budanov, il quale dichiarò che non era un agente doppiogiochista colluso con Mosca.
Due problematiche
Secondo il Kyiv Independent, vi sono almeno due problematiche serie che stanno facendo deragliare il diritto e la sicurezza nell’Ucraina di oggi. La prima è che la concorrenza fra le agenzie, di per sé un meccanismo normale nella dinamica del potere statale, è emersa agli occhi dell’opinione pubblica nel modo peggiore: uno scontro a fuoco nella capitale e in pieno giorno. La seconda è rappresentata dai metodi illegali impiegati nelle loro operazioni dalle forze dell’ordine e dall’intelligence nazionale. Per qualcuno, fomentare la lotta interna e combatterla in modo sempre più estremi è un modo per danneggiare l’immagine di Zelensky e la sua presa politica sul Paese.
Le responsabilità di Poklad
Mezzi al di fuori della legalità li avrebbe impiegati nel corso di tutta la sua carriera da Oleksandr Poklad, che dallo scorso luglio è il capo dello SBU. Lo dicono alcuni giuristi e attivisti civili, che lo accusano indirettamente di aver provocato l’escalation vista nei giorni scorsi. I rappresentanti di un’associazione non governativa che lotta contro la corruzione lo denunciano a loro volta per aver guidato nel 2025 l’attacco contro il NABU, l’agenzia nazionale anti-corruzione. E a proposito di metodi illeciti utilizzati da entrambe le agenzie, va citata la recente incriminazione di un ufficiale del GUR e di un ex ufficiale dello SBU, rei di aver ucciso lo scorso giugno il presunto attentatore di un oligarca ucraino, che aveva piazzato una bomba davanti al suo appartamento di Monte Carlo.

52 anni, padre di tre figli. E’ massimo esperto di Medio Oriente e studi geopolitici.


