L’ex premier britannico Rishi Sunak torna a lavorare per Goldman Sachs
L’8 luglio Goldman Sachs Group ha annunciato ufficialmente il ritorno nei suoi uffici di Rishi Sunak, che esattamente un anno fa concludeva la sua esperienza biennale da primo ministro del Regno Unito.
Messaggio di bentornato
Goldman Sachs, che ha sede a New York, è una delle più grandi banche d’affari del mondo. Opera soprattutto coi cosiddetti investitori istituzionali, dalle multinazionali agli stessi governi nazionali. Il suo presidente nonché amministratore delegato David Solomon ha pubblicato un messaggio di “bentornato” per Sunak e ne ha svelato la nuova mansione, quella di Senior Advisor. In questo ruolo, spiega, consiglierà i clienti in tutto il mondo su una serie di temi importanti, condividendo le sue prospettive e le sue conoscenze uniche del panorama macroeconomico e geopolitico.
Una carriera più finanziaria che politica
L’esperienza professionale di Sunak prima della politica è stata tutta incentrata sulla finanza e sugli investimenti. Lavorò per Goldman Sachs nei primi anni 2000, per poi passare alla gestione di fondi speculativi. Poco prima di entrare in Parlamento ha anche lavorato nella società di suo suocero, il miliardario indiano Narayana Murthy. Nel 2015 è cominciata ufficialmente la sua carriera politica con l’elezione per il Partito Conservatore nella circoscrizione di Richmond. Ha ricoperto alcuni incarichi ministeriali, fra cui quello di Cancelliere dello Scacchiere (il Ministro del Tesoro) ed è divenuto premier nell’ottobre 2022. Alle elezioni politiche di luglio 2024 i Tories hanno subito la peggiore batosta degli ultimi cento anni, dopo essere rimasti al potere per ben quattordici anni. Sunak ha quindi cedere il posto di premier a Keir Starmer e dopo qualche mese da leader dell’opposizione è uscito di scena. Mantiene ancoro il posto di deputato alla Camera dei Comuni.
Il premier più ricco della storia britannica
Sunak è stato finora il primo ministro più facoltoso, se si somma il suo reddito da manager finanziario alle fortune di famiglia della moglie e soprattutto del suocero miliardario. Una delle accuse più frequenti nei suoi confronti riguarda proprio il suo vivere lontano dalla dura quotidianità degli inglesi comuni, che da troppi anni soffrono una progressiva diminuzione del tenore di vita e della sicurezza interna. Allontanatosi dalla scena politica, in questi mesi Sunak è riuscito a farsi pagare bene per i suoi servizi, collaborando con le università di Oxford e di Stanford.
Anno sabbatico forzato
Già lo scorso maggio Sunak aveva chiesto di rientrare in Goldman Sachs. Glielo ha impedito l’ente di controllo sulle nomine esterne dei politici che hanno servito nel governo, l’ACOBA (Advisory Committee on Business Appointments). Ha dovuto così attendere un anno esatto dalla fine ufficiale del suo mandato da premier. Il motivo di questo anno sabbatico forzato risiede nel rischio che potesse sfruttare la sua posizione per effettuare consulenze su temi sovrapponibili a quelli connessi alle sue responsabilità governative. Nell’anno seguente alle sue dimissioni si riteneva che potesse avere ancora accesso alle porte interne del governo britannico e influenza sui suoi esponenti. Acoba ha messo poi un altro paletto, stabilendo per un altro anno limiti al suo attuale ruolo in Goldman Sachs. Dovrà cioè limitarsi a dare “consigli su strategie e questioni macroeconomiche e geopolitiche” che non siano in conflitto di interessi col suo operato da primo ministro.
Politici italiani di Goldman Sachs
Fra i nomi noti della politica britannica a essere passati in tempi recenti al mondo della finanza vi sono gli ex Cancellieri dello Scacchiere George Osborne e Sajid Javid, il primo andato con BlackRock e il secondo con Centricus. Si ricordano poi segretari americani al Tesoro Robert Rubin e Henry Paulson, nonché l’ex presidente della Commissione europea José Manuel Durão Barroso. Nella politica italiana, ad aver lavorato per Goldman Sachs vi sono tre ex l’ex Presidenti del Consiglio: Romano Prodi, Mario Monti e Mario Draghi.

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