El Salvador, lotta alle gang: successi e accuse

El Salvador, lotta alle gang: successi e accuse

1 Gennaio 2026 0

Il presidente della repubblica di El Salvador Nayib Bukele si è impegnato fin dal marzo 2022 a combattere la criminalità con tutti i mezzi. Anche con quelli meno ortodossi, come gli arresti senza mandato giustificati dallo stato di emergenza. Ma i risultati sono stati positivi, perché il numero di omicidi si è ridotto a un livello basso per la storia del Paese, che aveva un tasso di crimini violenti fra i più alti al mondo.

Condanne da record

A dicembre sono stati condannati 248 membri della famigerata gang MS-13 (Mara Salvatrucha) che insieme alla Barrio 18 viene ritenuta responsabile della morte di almeno 200mila persone nel corso degli ultimi trent’anni. Le due gang costituivano un racket che controllava con la sua “protezione” sulle attività economiche circa l’80% del Paese. Per i crimini commessi fra il 2014 e il 2022 oggi gli imputati hanno ricevuto sentenze che ammontano a centinaia di anni di carcere. Il record spetta a tale Marvin Abel Hernandez Palacios, condannato in totale a 1335 anni di prigione.

Il super carcere CECOT

Uno degli strumenti con cui El Salvador sta lottando contro la criminalità organizzata è il carcere di massima sicurezza Terrorism Confinement Center (CECOT), fatto costruire nel 2022 da Bukele. Oggi il presidente difende la struttura dalle accuse di violazione dei diritti umani, elogiandola fra l’altro per essere una delle destinazioni delle deportazioni di criminali e di clandestini dagli USA, ordinate da Trump. Quest’ultimo a settembre aveva ospitato alla Casa Bianca Bukele, criticato dall’ex segretario di Stato americano Hillary Clinton, che ha definito “crudele” la sua prigione. Il presidente salvadoregno ha replicato spiegando che “se si è convinti che al CECOT avvengano torture, El Salvador sarà pronto a cooperare pienamente” rilasciando tutti i detenuti di quel carcere a qualunque Paese sia pronto ad accoglierli. Ha poi sottolineato che rilascerebbe tutti ma proprio i detenuti, compresi dunque i capi delle gang e quelli che vengono descritti come prigionieri politici.

Lotta al contrabbando

La battaglia di El Salvador contro il crimine passa anche dal contrasto alle fonti di reddito delle gang. Una di esse è il contrabbando di sigarette, soprattutto quelle che arrivano passando da Panama e dal Belize. Secondo un comunicato del Ministero delle Finanze, nel 2025 le autorità ne hanno distrutto 20 tonnellate confiscate alla frontiera e nel mercato. Il Piano Anti-Contrabbando del governo si estende anche al traffico illegale di altri articoli fra cui medicinali, legname e denaro.

 

Redazione Strumenti Politici
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