Colombia, tensione alta con gli USA nonostante il passo indietro di Petro
Bogotá continuerà a condividere informazioni con Washington nel quadro della lotta la narcotraffico. La notizia ribalta quanto aveva annunciato questa settimana il presidente colombiano Gustavo Petro, che voleva interrompere gli scambi di intelligence dopo gli screzi degli USA e i loro attacchi alle barche.
Le parole del Ministro degli Interni
Il ministro della Difesa Arnulfo Sanchez ha spiegato sui social che il presidente ha dato “chiare istruzioni” sul mantenimento di un flusso di informazioni continuo con le agenzie internazionali che si occupano di narcotraffico. A sua volta il ministro degli Interni Armando Benedetti ha precisato che il blocco annunciato qualche giorno fa è derivato da un “fraintendimento” e che Petro in realtà non lo ha mai disposto. Il presidente colombiano aveva fatto delle dichiarazioni pesanti dopo gli attacchi marittimi ai presunti equipaggi di trafficanti di droga, condannati anche dall’ONU. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Turk aveva infatti definito tale iniziativa come “inaccettabile” e aveva intimato a Washington di fermare le “esecuzioni extragiudiziarie”.
L’ammonimento di Petro
Dopo la retromarcia fatta dai suoi ministri, oggi Petro definisce Trump un “barbaro”. La settimana scorsa il presidente colombiano ha lanciato un monito a Trump e al segretario di Stato americano Marco Rubio. Ponendo la domanda retorica se costoro abbiano letto o meno la storia, li avverte di non disturbare le popolazioni sudamericane avvezze agli uragani, che nel loro passato da contadini seppero sconfiggere eserciti imperiali. Come dice la leggenda, se l’aquila dorata attacca il condor, risveglierà il giaguaro dei popoli americani. Dunque non svegliate il giaguaro, esorta Petro, che si dichiara comunque disposto a dialogare. In un’altra recente occasione ha avvisato del pericolo che corrono il Venezuela e il suo stesso Paese di essere “trasformate in una Siria” da avide forze esterne che mirano alle ricchezze minerarie dell’America Latina.
Sanzioni personali
E per due volte in un mese Petro ha richiamato l’ambasciatore colombiano negli States in polemica col tentativo dell’amministrazione repubblicana di associarlo ai traffici illeciti di droga e al riciclaggio di denaro sporco. Le lamentele colombiane riguardano non solo queste accuse lanciate senza prove, ma anche un’immagine diffusa dalla Casa Bianca che mostra il presidente della Colombia insieme al presidente del Venezuela Nicolas Maduro con indosso le uniformi da detenuti. Petro l’ha definita una brutale mancanza di rispetto ai colombiani che lo hanno eletto e alla storia del suo Paese.
Questa beffa si aggiunge al danno arrecato da Washington con gli assalti alle barche e con le sanzioni personali applicate al presidente Petro e ai suoi familiari, oltre al ministro Benedetti. L’accusa del Dipartimento del Tesoro è infatti quella gravissima di aver permesso ai cartelli della droga di prosperare avvelenando i cittadini americani. A Petro viene imputato il fatto di proteggere le organizzazioni criminali e di non saper frenare l’industria della cocaina.

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