Vertice in Bulgaria, Radev e Fico chiedono il dialogo al posto delle sanzioni UE
Il premier slovacco Robert Fico si è recato in visita ufficiale il 4 settembre a Sofia su invito del primo ministro bulgaro Rumen Radev. I due hanno discusso di cooperazione bilaterale e di temi europei e globali.
Soluzione diplomatica
Durante il vertice i premier di Bulgaria e Slovacchia hanno parlato di collaborazione in ambito di industria automobilistica, produzione militare ed energia nucleare. Si sono inoltre concentrati sulla questione ucraina e al termine del summit hanno emanato una dichiarazione congiunta con la quale invocano una soluzione diplomatica al conflitto. Sofia ha già subito la caduta sul suo territorio di un drone ucraino, che portava un grosso carico di esplosivo, e in quel caso aveva convocato l’ambasciatore di Kiev per chiarimenti.
Adesso la Germania accusa i russi di aver lanciato un loro drone contro l’aeroporto di Lipsia e invoca ulteriori sanzioni contro Mosca. A questo proposito Radev esprime la visione condivisa con Fico sui rischi di tale atteggiamento di risposta ostile, che può solo condurre verso una pericolosa escalation. Invece occorre spingere sul dialogo per raggiungere un cessate-il-fuoco e infine una conciliazione duratura tra le parti. Bulgaria e Slovacchia chiedono quindi che l’Europa prema affinché russi e ucraini tornino al tavolo dei negoziati. “Quella diplomatica è l’unica soluzione sostenibile e affidabile per questo conflitto”, spiega Radev.
Sanzioni inefficaci
A proposito delle sanzioni UE, Radev chiede che gli Stati membri rivedano questa posizione perché finora non ha prodotto risultati. Dunque il governo bulgaro sarà più attento nella valutazione delle prossime sanzioni proposte dalla Commissione. Sottolinea come la Bulgaria sia parte del processo decisionale europeo e solidale con le conclusioni prese finora, ma farà sempre presente gli interessi nazionali bulgari presso Bruxelles se un pacchetto sanzionatorio contenga misure che possano toccare direttamente il Paese.
Lo ha già fatto la Grecia, aggiunge, che era riuscita ad ottenere determinate esenzioni per i tanker che trasportano gas naturale liquefatto. L’Unione Europea può essere forte solo quando ogni Stato membri difende i propri interessi , afferma Radev. Non esiteremo – aggiunge – ma spiegheremo la nostra posizione ai nostri partner europei e lavoreremo per raggiungere gli obiettivi della Bulgaria. In effetti, nel recente passato Sofia è riuscita a far escludere tre soggetti dalle sanzioni personali dei pacchetti anti-russi della UE.
La Slovacchia non finanzia la guerra
Dal canto suo, Fico ha ribadito che il governo slovacco non prenderà parte ai meccanismi finanziari che sostengono le azioni militari. Infatti, spiega, Bratislava non è per nulla contenta del modo in cui l’Unione Europea sia sostanzialmente favorevole a combattere la guerra e la stia quindi alimentando. Certo, le azioni russe contravvengono al diritto internazionale, dice, ma “noi non vediamo il mondo in bianco e nero” e “già nel 2014 avevamo individuato le cause originali del conflitto”.
Anche la presidente bulgara per la pace
Fico ha poi incontrato il capo di Stato bulgaro Iliana Iotova, con la quale è sintonia per quanto riguarda la necessità della via diplomatica. Durante il loro incontro la presidente ha evidenziato come il ricercare la pace sia responsabilità di ciascun Paese membro della UE. Già nel caso del drone ucraino, la Iotova aveva chiesto un maggiore impegno di Sofia nel trovare una soluzione pacifica e comunque nell’allentare le tensioni e prevenire un’escalation nell’area del Mar Nero. Il premier slovacco ne ha tessuto le lodi: Sono molto pochi i politici nell’Unione Europea che parlano di pace nel modo in cui Lei e il primo ministro bulgaro fate. I due hanno altresì parlato di allargamento della UE e della necessità di disciplina nell’adesione di nuovi Paesi. La Iotova ha fatto notare la mancanza di progressi della Macedonia del Nord sugli impegni che aveva preso nel 2022 riguardo al percorso verso Bruxelles.

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