I più letti

Categorie

  • Nessuna categoria

Zelensky cerca appoggio in Occidente per fermare il calo dei consensi

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha visto scendere i consensi verso di sè e verso la sua azione politica già al termine del 2020: oggi sta cercando il modo di riportare in positivo il saldo della sua popolarità. Un sondaggio di inizio giugno ha mostrato che il suo progetto di legge sulla de-oligarchizzazione del Paese viene percepito da più di metà degli ucraini come una mossa “populista” per risollevare il tasso di gradimento o addirittura come una manovra per accaparrarsi i patrimoni e i canali televisivi degli oligarchi stessi. Solamente il 20% vede in questa disegno di legge la sincera intenzione di portare maggiore giustizia nel Paese. E sul fronte politico interno stanno arrivando attacchi in particolare dal suo precedessore, l’ex presidente Petro Poroshenko, ora in Parlamento alla guida del partito di opposizione “Solidarietà Europea”. Come imprenditore di enorme successo è anch’egli considerato un oligarca ed è stato oggetto di indagini della magistratura dopo aver perso le ultime elezioni presidenziali. L’opposizione ha gioco facile nel mostrare come Zelensky abbia tutto l’interesse a emanare leggi che diminuiscano per Poroshenko la possibilità di fare politica in quanto oligarca e in quanto leader del partito avversario.

Le cose non vanno troppo bene nemmeno sul fronte estero, dove l’Ucraina è stata messa all’angolo nella questione del gasdotto Nord Stream 2. Washington lo vede come un progetto ormai impossibile da fermare e pensa di poter limitare i danni raggiungendo un accordo con la Germania. Kiev ha molto da perdere dall’avvio del gasdotto, ma per gli Stati Uniti è più importante rinsaldare le relazioni con la Germania che accontentare l’Ucraina, la quale rimane un partner regionale fondamentale, ma a cui per il momento tocca ingoiare il boccone amaro. Kiev continua a sostenere che gli USA, se solo volessero, potrebbero ancora fermare il gasdotto, il cui completamento provocherà perdite economiche all’Ucraina, che non riceverà più i pagamenti da Mosca per concedere il passaggio del gas verso l’Europa e che vedrà indebolita la sua posizione nei colloqui di pace sul Donbass. Fonti vicine alla Casa Bianca riferiscono che l’amministrazione Biden ha caldamente invitato i propri omologhi ucraini a evitare di esprimere critiche o insoddisfazione verso il gasdotto e a non cercare di approfondire quanto deciso a parte con Berlino. A Kiev, naturalmente, non hanno reagito con entusiasmo alle pressione americane, ma di fronte all’eventualità di ripercussioni sulle relazioni bilaterali, non c’è molta scelta se non quella di sottostare a un diktat presentato sotto forma di gentile indicazione su come comportarsi. Sembra  comunque che gli USA stiano lavorando per trovare la maniera di diminuire i rischi che il gasdotto porterebbe alla sicurezza energetica dell’Ucraina e di altri Paesi dell’Europa orientale come la Polonia. 

La cancelliera Angela Merkel ha provato a rassicurare Zelensky durante il loro incontro del 12 luglio, promettendo di garantire lo status dell’Ucraina come Paese di transito del gas pure dopo che il Nord Stream 2 sarà completato: “È mia abitudine mantenere la parola e credo valga anche per ogni futuro cancelliere”. Tuttavia, la cancelliera terminerà il suo mandato fra due mesi, mentre il gasdotto non è ancora entrato in servizio. Zelensky ha provato a spingere per inserire la questione energetica nel formato Normandia: la Merkel non ha rigettato l’idea in linea di principio, ma non sembra desiderosa di spingere troppo per allargare la cornice di quel genere di colloqui, che coinvolgono anche Russia e Francia e che sono dedicati in primo luogo al conflitto nel Donbass. Perciò sarà solamente dopo le elezioni del 26 settembre che l’Ucraina saprà quale sarà veramente il sostegno che il prossimo governo tedesco vorrà darle sulla questione energetica. Per trovare altri appigli per il prossimo futuro, durante la sua visita di due giorni a Berlino Zelensky ha anche incontrato il candidato dell’Unione Cristiano-Democratica (il partito di Angela Merkel) Armin Laschet, che occupa il ruolo di Ministro presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia. Ma quanto sarà sicura la vittoria del leader della CDU? Un sondaggio condotto appena dopo la disastrosa alluvione del 16 luglio non ha dato un esito lusinghiero per Laschet: solamente il 26% dei tedeschi lo reputano adatto a gestire situazioni di crisi, contro il 41% per il candidato dell’SPD Olaf Scholz. E Zelensky si è visto annullato l’incontro col ministro della Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer, saltato senza che Berlino ne abbia comunicato la motivazione.

Il calo di gradimento verso la sua presidenza potrebbe costituire per Zelensky un motivo in più per puntare sul primo summit della “Piattaforma di Crimea”. Si tratta di un’iniziativa strategica del governo ucraino per sensibilizzare la comunità internazionale sulla questione della perdita della Crimea e trovare alleati in vista del suo “ritorno” nel corpo dello Stato ucraino. Con la Piattaforma, lanciata lo scorso autunno, si vuole anche aumentare la pressione politica sulla Russia, considerata come Paese occupante, e attirare l’attenzione mondiale verso la militarizzazione della penisola da parte dei russi. Fermo restando l’obiettivo finale, che è riprendere il controllo della Crimea, per il momento una buona partecipazione internazionale al summit sarebbe un successo di immagine per Zelensky. I Paesi che ad oggi hanno dato l’assenso sono USA, Olanda, Turchia, Canada, Gran Bretagna, Moldavia e Slovacchia, ma sembra verranno anche i rappresentanti delle Repubbliche baltiche. Partecipare al summit del prossimo 23 agosto non implica l’impegno di firmare memorandum o intraprendere azioni politiche contro la Federazione Russa, dunque il consenso non significa che quei Paesi siano perfettamente allineati agli obiettivi di Kiev. Anche Angela Merkel è stata invitata, ma per lei come premier in fase terminale e per la Germania in generale, forse glissare è più conveniente.

Condividi questo post

    Leave Your Comment

    Your email address will not be published.*

    Forgot Password