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Un saluto di artiglieria alla Russia: in Europa hanno inaugurato la stagione delle grandi manovre

Nessuno sano di mente annuncerebbe manovre militari finalizzate al perfezionamento di azioni offensive del proprio esercito contro un’altra potenza ben precisa secondo la ricostruzione dell’analista Evgenij Fedorov. Perciò la NATO, con a capo gli Stati Uniti, ha descritto Defender Europe 2021 come esercitazioni esclusivamente difensive. Le truppe, però, non possono rimanere perennemente in difesa: i tempi delle battaglie di posizione della Prima guerra mondiale sono passati da un pezzo. È subentrata l’era dei motori, delle armi nucleari e dell’alta mobilità. Persino la Wermacht, mentre si ritirava sotto i colpi dell’Armata Rossa, riusciva comunque a controbattere abbastanza bene. Quindi i generali della NATO, quando caratterizzano Defender Europe 2021 come esercitazioni difensive, cercano di fare i furbi, perché in qualunque difesa è previsto il contrattacco sul nemico che si sta sfiancando durante l’attacco: la strategia difensiva dell’attuale Defender Europe non fa eccezione.

Le manovre NATO di maggio in Europa non costituiscono un’eccezione da questo punto di vista. Defender Europe si svolge ogni anno e raccoglie sotto i suoi vessilli qualche decina di Paesi membri dell’Alleanza dell’Atlantico del Nord e i suoi simpatizzanti. Quest’anno per poco non vi entrava pure l’Armenia (membro del CSTO, l’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva), ma a fine aprile ha precipitosamente annunciato la sua uscita dal programma delle manovre. Queste esercitazioni militari, aventi dimensioni che l’Europa non vedeva da almeno 25 anni, si effettuano sul territorio di 16 Stati; la NATO ha prudentemente escluso dal novero il territorio dell’Ucraina, ma Kiev ha comunque inviato i suoi militari. Nel corpo degli eserciti riuniti vengono tradizionalmente incluse anche divisioni dalla Moldavia e dalla Georgia. Il Pentagono da solo trasferisce dalla parte continentale degli USA circa 1200 unità di tecnologia bellica. Nel Mar Nero compariranno il cacciatorpediniere USS Thomas Hudner (DDG-116) e l’incrociatore lanciamissili USS Monterey (CG-61). Tali poderose manovre portano con sé un determinato messaggio provocatorio verso la Russia. Il blocco NATO sta ammassando sui confini occidentali del Paese un notevole arsenale e decine di migliaia di soldati. Chi ci dà la garanzia al 100% che questa armata in un attimo non passi ad attaccare?

Quasi giustificandosi, i dirigenti delle esercitazioni parlano di totale trasparenza delle manovre. La portavoce della NATO Oana Lungescu rassicura: Siamo assolutamente trasparenti per quanto riguarda ciò che facciamo, e tutti gli Stati hanno diritto ad addestrare i propri soldati. Tuttavia, alla domanda sull’invito di osservatori russi e cinesi, la Lungescu glissa con discrezione sulla risposta. Intanto, secondo il Documento di Vienna del 2011 per manovre di tale portata (in cui il numero dei militari supera la misura di 13mila) la presenza di osservatori stranieri è obbligatoria. L’attuale Defender Europe comprende dai 28 ai 30mila uomini, perciò la Russia avrebbe avuto il diritto di aspettarsi un invito in qualità di osservatrice. Gli strateghi della NATO, invece, hanno agito saggiamente: le esercitazioni sono state suddivise in diverse manovre relativamente piccole, in ognuna delle quali “combattono” meno di 13mila soldati. Il generale Brice Houdet, vicecapo di Stato maggiore del comando supremo della NATO in Europa, conferma: Alle esercitazioni prenderanno parte contemporaneamente non più di 9mila militari. È questo l’elegante schema per aggirare le sottigliezze giuridiche.

Defender Europe 2021 dura dall’inizio di maggio alla metà di giugno e si dividerà subito in quattro parti. Fino a metà maggio si svolgono le manovre Swift Response, che includono operazioni aerotrasportate in Estonia, Bulgaria e Romania. Gli europei hanno generosamente condito di spari di artiglieria a reazione lo sbarco dei paracadutisti. In generale, Defender Europe 2021 presta molta attenzione alla componente di artiglieria: ciò sta a significare la preparazione di operazioni di grosse dimensioni contro truppe di terra. In precedenza, gran parte delle manovre aveva carattere marcatamente antiterroristico, quindi nessuno sparava su obiettivi con i lanciarazzi. Adesso invece le esercitazioni nella loro interezza sono solcate dal fil rouge della tesi univoca sul “saluto di artiglieria per la Russia”: è così che le forze NATO danno carattere difensivo a Defender Europe. Proprio recentemente sono partite le manovre Immediate Response, sotto la cui egida si spara da 31 poligoni in 12 Stati differenti e si effettuano sbarchi di anfibi sulla costa. Fra l’altro, lo sbarco degli anfibi può ben difficilmente descriversi come una manovra strettamente difensiva. Qui sono gli americani a svolgere un ruolo importante: di fatto supervisioneranno le abilità dei militari di Paesi quali la Bosnia-Erzegovina e la Croazia. Per partecipare a Immediate Response sono arrivati dall’oceano ai Balcani i combattenti della Guardia Nazionale e il 53esimo reggimento di fanteria. A fine maggio le manovre si concluderanno in modo solenne: in onore del trentennale della fondazione delle Forze armate della Croazia saranno effettuati tiri di artiglieria di grosse dimensioni. In totale, in questa parte di esercitazioni sono coinvolti non meno di 5mila militari.

Un’esercitazione dopo l’altra

Nell’esaminare la struttura complessiva delle esercitazioni paneuropee Defender Europe 2021, l’importante è non confondersi. Oltre alle manovre Immediate Response e Swift Response descritte sopra, per la fine di maggio e inizio di giugno sono previste le manovre Sabre Guardian, che comprendono 13mila soldati per perfezionare la difesa antiaerea e antissimile. Sono in programma anche addestramenti di evacuazione medica e ancora spari di artiglieria. E questo in aggiunta alle manovre Astral Knight (13-22 maggio), dirette a rigettare un’aggressione dall’aria da parte del nemico. Campo di battaglia per queste manovre saranno Italia, Grecia, Slovenia e Croazia. E non è tutto.

Indipendentemente dal programma principale di Defender Europe 2021, a fine maggio inizieranno le esercitazioni Steadfast Defender e African Lion. Se Defender Europe 2021 è stato proposto e pianificato prevalentemente dagli USA, Steadfast Defender è invece un’iniziativa prettamente europea, un manifesto sui generis di autonomia. A queste manovre sono chiamati 5mila soldati, due potenze “indipendenti” quali Svezia e Finlandia, 20 navi da combattimento guidate dalla Queen Elizabeth e pure 40 velivoli. Nel corso di Steadfast Defender si prevedono operazioni sull’Atlantico, nella Germania meridionale e sul Mar Nero. Le esercitazioni African Lion saranno effettuate a distanza dai teatri principali di operazioni militari in Marocco. Queste manovre periferiche non hanno nulla in particolare che le distingua, ma vi parteciperanno circa 5mila soldati di 24 Paesi. Un elenco così lungo di invitati significa che alla base delle manovre è stato messo l’addestramento per un’efficace interazione in diverse situazioni di combattimento.

La Romania sarà nominalmente la padrona di casa delle esercitazioni marittime Sea Shield 2021, con 18 navi, 10 aerei e poco meno di 2mila 500 effettivi del proprio esercito.

Gli esperti nazionali giudicano come assolutamente votato all’attacco il carattere di questi scenari, eleborati per l’intera serie di esercitazioni di Defender Europe 2021. Alla fine, solo l’addestramento all’evacuazione dei feriti dal campo di battaglia si può con qualche forzatura definire come un’operazione difensiva. In tutte le altre situazioni, materiale bellico e soldati possono essere tempestivamente disposti e passare subito ad attaccare: e nella maggior parte dei casi, naturalmente, in direzione della Russia continentale, della oblast’ di Kaliningrad e della Bielorussia. Occorrono nervi saldi per non intendere queste operazioni “multisettoriali” come un reale attacco, tanto più che come nemico potenziale non vi è nessun osservatore.

Le esercitazioni si svolgono in prevalenza sul territorio di quei Paesi che non dispongono di un particolare potenziale militare, cioè Bosnia-Erzegovina, Croazia ed Estonia. Agli eserciti di questi Stati, in caso di guerra vera, resterebbe appena qualche giorno di vita e il livello di addestramento perderebbe molta della sua importanza. Ed ecco invece che un preciso coordinamento delle azioni di attacco con riferimento a determinati territori appare molto interessante per la NATO, e non recano fastidio né la terza ondata di COVID-19 che imperversa in Europa né i costi giganteschi delle manovre stesse. Nel mondo c’è crisi, ma gli europei insieme agli americani spendono centinaia di milioni in esercitazioni militari, battendo tra l’altro i record relativi alle dimensioni delle manovre. Secondo i piani, a metà giugno la parte conclusiva di Defender Europe 2021 consisterà in esercitazioni per posti di comando, dopo le quali il contingente americano prenderà la via di casa lungo l’Atlantico, portandosi dietro, nell’esito migliore, il “saluto di artiglieria alla Russia”.


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