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Trump rimanda il G7 e invita la Russia a partecipare

Donald Trump ha dichiarato di voler rimandare a settembre il summit annuale del G7 e intende invitare la Russia per discutere sul futuro della Cina. Allo stesso modo ha in progetto di invitare all’incontro la Corea del Sud, l’Australia e l’India. Nell’agosto dello scorso anno Trump aveva già esortato a far rientrare la Russia nel summit.

Il presidente americano – secondo la ricostruzione Maggie Haberman, corrispondente dalla Casa Bianca per il New York Times e che ha fatto parte della squadra che ha vinto un premio Pulitzer nel 2018 con l’indagine sui consiglieri di Trump e sulle loro connessioni con la Russia, da ha detto di avere in progetto di invitare Corea del Sud, Australia e India all’incontro delle potenze mondiali per valutare tutti insieme il futuro della Cina. Sabato scorso Trump ha anche annunciato di voler rimandare il summit annuale del G7 a settembre e che per le discussioni sul futuro della Cina vorrebbe invitare anche la Russia. Ha fatto queste dichiarazioni ai giornalisti a bordo dell’aereo presidenziale partito dalla Florida, dove ha presenziato al lancio del razzo SpaceX: Non mi sembra che il G7 rifletta ciò che accade oggi nel mondo, ha detto Trump. Come gruppo di Stati è molto invecchiato.

In questo momento gli USA hanno la presidenza di turno del Gruppo dei 7 Paesi più avanzati, che comprende anche Germania, Giappone, Francia, Gran Bretagna, Canada e Italia. Dice Trump: Vogliamo l’ingresso dell’Australia, vogliamo l’India, vogliamo la Corea del Sud. E invece cosa abbiamo ora? Ci sarebbe un bel gruppetto di Stati proprio sotto mano. Le dichiarazioni di Trump sono arrivate poco dopo che la cancelliera Angela Merkel aveva comunicato che non avrebbe partecipato al summit a Washington proprio durante la pandemia di coronavirus.

L’intenzione del presidente Trump di invitare la Russia, sospesa nel 2014 a tempo indeterminato dopo l’annessione della Crimea, potrebbe portare all’inasprimento delle relazioni con altri Paesi. Trump aveva già ventilato l’idea di richiamare la Russia, ma altri Stati membri si erano espressi in maniera negativa e la loro approvazione è necessaria a tal fine. Tuttavia, in qualità di capo del Paese che ha la presidenza di turno, Trump ha diritto di invitare chiunque desideri: così la Russia potrebbe nuovamente essere ospite, insieme agli altri tre Paesi invitati, nello stesso modo in cui lo era prima unirsi ufficialmente al Gruppo a metà degli anni ’90. A un certo punto Trump ha anche descritto la riunione come “G10” o “G11”, presupponendo quindi che nuovi Stati diventino membri effettivi, però è qualcosa che non può decidere da solo. Tuttavia ha dichiarato di aver avuto colloqui con i leader di quei Paesi.

Poi Trump ha proposto di svolgere il summit nel mese di settembre, magari in concomitanza con l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che dovrà avere inizio il 15 settembre a New York. Secondo i piani previsti, la città comincerà a togliere gradualmente le misure di quarantena l’8 giugno. Inoltre ha detto che si potrebbe tenere il summit dopo le elezioni di novembre. Il fatto che la Russia fosse un membro del “G8” nel 2014 aveva provocato agitazione fra gli altri Stati membri, i quali non concordavano sul modo in cui punire Putin per l’aggressione in Crimea. L’ultima volta il presidente russo aveva effettuato una visita negli USA per un evento non legato all’Assemblea dell’ONU: fu nel 2007, quando il presidente George W. Bush lo aveva invitato nella villa di famiglia a Kennebunkport nel Maine. Attraverso i consiglieri, dal 2018 Putin sta cercando di ottenere un altro invito negli Stati Uniti; nel luglio dello stesso anno, Trump lasciò interdetto il direttore dell’intelligence americana Dan Coats comunicandogli l’intenzione di invitare il presidente russo in autunno, ma il viaggio non ha avuto luogo.

L’invito di Stati di rilevanza geopolitica per discutere di Cina, un Paese che Trump vede come avversario e concorrente, costituisce l’occasione per il presidente americano per ospitare il collega russo. Ma il fatto che Putin venga negli USA due mesi prima delle elezioni, specialmente dopo che la comunità di intelligence americana ha stabilito che la Russia ha interferito con la tornata precedente, infiammerà le critiche nei confronti di Trump e minaccia di provocare una spaccatura tra i suoi alleati repubblicani.

Persino prima delle dichiarazioni di sabato, l’organizzazione del summit aveva generato mesi di polemiche; in precedenza Trump aveva proposto di tenere l’incontro a giugno, ma i funzionari avevano avvertito che si sarebbe dovuto svolgere in via telematica a causa della pandemia. A fine maggio aveva allora suggerito di farlo a Camp David, la residenza presidenziale di campagna, nella quale durante il suo mandato ha soggiornato solo di passaggio.

Le controversie, comunque, non derivano solo dalla lista degli invitati. In ottobre Trump aveva detto infatti che avrebbe ospitato il summit in uno dei suoi club privati, il “Trump National Doral” nei pressi di Miami, suscitando proteste anche tra i repubblicani, secondo i quali il presidente avrebbe oltrepassato il limite cercando di portare un evento di quel genere in una delle sue proprietà, grazie a cui avrebbe usufruito dei mezzi dei contribuenti e avrebbe beneficiato di pubblicità gratuita. Per incontri come il G7, ai quali prendono parte centinaia di pubblici ufficiali e personale di alto livello, scattano misure di sicurezza molto elaborate. Il presidente ha quindi detto che avrebbe organizzato il summit a Camp David.

Ad agosto dello scorso anno Trump ha poi esortato a far rientrare la Russia nel consesso: Credo sia altamente opportuno riportare dentro la Russia, ha detto ai giornalisti, aggiungendo di vederela bene di nuovo in un G8. Come fondamento di questa idea ha spiegato che molte delle cose di cui discutiamo riguardano proprio la Russia. Nel corso della campagna elettorale del 2016, Trump si era mostrato sdegnato verso le obiezioni sull’intervento russo in Ucraina mosse in un’intervista con George Stephanopoulos sulla ABC News: A quanto ne so, gli abitanti della Crimea alla loro situazione precedente preferiscono stare con la Russia. È qualcosa che va tenuto in considerazione.

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  • Paolo Basile
    5 Giugno 2020 at 23 h 45 min

    Ottima iniziativa del Presidente Trump.
    Ha una chiara Visione politica della situazione attuale.
    Piu’soggetti di peso devono essere coinvolti per la situazione globale in Corso.
    La CINA si e’ spinta troppi in avanti con Forza.

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