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Trump pronto ad abbandonare il “Trattato Cieli Aperti”

Secondo la Cnn Trump sarebbe pronto a dire addio anche al Trattato Open Skies che era entrato in vigore nel gennaio 2002. Il trattato permette che si effettuino voli disarmati per l’osservazione aerea del territorio dei 34 paesi firmatari ed era stato avviato allo scopo “di migliorare la comprensione e la fiducia reciproca, dando a tutti i partecipanti, indipendentemente dalle dimensioni, la possibilità di ottenere informazioni su attività militari o di altra natura che li riguardano”, promuovendo “l’apertura e la trasparenza delle forze militari e delle loro attività”. Pare che Washington sia irritata con la Russia che non rispetterebbe l’obbligo di trasparenza anche se non è dato sapere le violazioni effettive che vengono contestate.

La risposta da Mosca non si è fatta attendere. Il direttore del dipartimento per il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri, Vladimir Ermakov, ha apertamente accusato gli Stati Uniti di “usare un pretesto infondato per lasciare il Trattato perché la Russia non ha mai violato l’accordo. Non è la prima volta che gli Usa cercano di presentare le cose come se la Russia si fosse resa colpevole di violazioni e quindi ritirare la loro partecipazione ad accordi sul controllo degli armamenti“.

La scelta di Trump pare invece coerente con le linee di politica estera intraprese, sin da inizio del suo mandato, che vorrebbero vedere gli Stati Uniti disimpegnarsi progressivamente da tutti i trattati multilaterali che prevedono obblighi stringenti di cooperazione internazionale, in particolare quando si tratta di riduzione degli armamenti. Si pensi all’uscita degli Usa dal Trattato per le forze nucleari a medio raggio (INF). Secondo New York Times il tycoon newyorkese starebbe pensando di abbandonare anche da un altro trattato che vede coinvolta nuovamente la Federazione Russa il “New Start” che prevede un limite alle testate nucleari e che scadrà poco dopo l’inaugurazione del prossimo mandato presidenziale anche se potrebbe esserci un ripensamento al riguardo.

Arrivano le prime reazioni alla notizia giunta dagli Stati Uniti. “Con i nostri partner, lavoreremo per fare in modo che il governo Usa riconsideri la sua decisione”, ha spiegato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, aggiungendo che Francia, Polonia e Regno Unito hanno “ripetutamente” spiegato a Washington che le “difficoltà” nell’applicazione del trattato da parte russa negli ultimi anni “non giustificano un ritiro”. La decisione Usa preoccupa anche la Nato. Gli ambasciatori si sono autoconvocati per venerdì pomeriggio al fine di comprendere le conseguenze del ritiro degli Stati Uniti dal trattato.

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