I più letti

Categorie

  • Nessuna categoria

Tensione tra Spagna e Marocco sulla questione del Sahara Occidentale

Il ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha convocato l’ambasciatore spagnolo per esprimere “rammarico” a seguito della decisione della Spagna di ospitare in una sua struttura medica il 73enne Brahim Ghali, dal 2016 alla guida del Fronte Polisario, organizzazione paramilitare che lotta per l’indipendenza del Sahara Occidentale dal Regno del Marocco. Bourita ha detto che l’atteggiamento della Spagna non è coerente con lo spirito di partenariato e di buon vicinato, ma il Ministero degli Esteri spagnolo ha motivato il gesto con ragioni strettamente umanitarie per curare Ghali dal COVID-19. La tensione diplomatica tra i due Paesi si fa sentire soprattutto sulla questione dei clandestini: la Spagna sta cercando di ottenere maggiore cooperazione dal Marocco per fermare i flussi di migranti verso le sue coste. Successivamente al ricovero, l’Alta corte Spagnola ha negato di aver chiamato Ghali in relazione alle accuse di tortura fatte contro di lui da Fadel Breika, dissidente del Fronte Polisario, di cittadinanza spagnola. Il portavoce della Corte ha rilasciato questa dichiarazione: “Il signor Ghali non è stato convocato. Il giudice ha semplicemente chiesto alla polizia di verificare l’identità della persona che dicono essere stata ospedalizzata a Logrono”. 

Intanto il Marocco spende per migliorare i suoi armamenti, nella prospettiva del contrasto al Fronte Polisario e del bilanciamento di forze con la vicina Algeria, che dà supporto agli indipendentisti del Sahara Occidentale. I media marocchini hanno rivelato la fornitura di tredici droni turchi “Bayraktar TB2” e di quattro stazioni di guida, per un valore di 70 milioni di dollari. I droni turchi sono considerati meno cari rispetto a quelli americani e il loro acquisto meno complicato di quelli israeliani. Il Marocco sta già utilizzando i droni di USA e Israele: proprio con una drone ha recentemente eliminato una figura militare di rilievo del Fronte Polisario che era penetrata in un’area protetta da un terrapieno. “Polisario” è l’abbreviazione di “Frente Popular de Liberación de Saguía el Hamra y Río de Oro” ed è l’organizzazione che lotta per la completa indipendenza del Sahara Occidentale, o meglio della Repubblica Araba Democratica dei Sahrawi, riconosciuta a livello internazionale da più di ottanta Stati membri dell’ONU. Il Marocco offre l’autonomia alla regione, ma la considera parte del suo Regno. Lo scorso febbraio il suo leader Ghali, parlando da un campo profughi, aveva affermato: “Chiediamo alle Nazioni Unite di adempiere urgentemente alle sue promesse, cioè espellere dal Sahara Occidentale la colonizzazione, in conformità al suo Atto costitutivo e alle sue risoluzioni”. Khatri Addouh, alto ufficiale del Polisario, aggiunge che dopo aver fatto concessioni per quasi trent’anni al fine di evitare la guerra, dall’ONU e dal Marocco la risposta è stata la “totale assenza di cooperazione”.

Condividi questo post

Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

    Leave Your Comment

    Your email address will not be published.*

    Forgot Password