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Studio shock e Boris Johnson inizia la retromarcia. Previsti 250mila morti

In un modo assurdamente sprezzante, la Gran Bretagna se ne era infischiata degli appelli di Oms e Europa ad adottare una linea prudenziale nell’affrontare il coronavirus. Lo aveva fatto invocando la teoria dell’immunità del gregge. Tale convinzione aveva portato il 15 marzo a non bloccare la mezza maratona di Bath e i concerti dei grandi gruppi musicali, tra cui gli Stereophonics a Cardiff. Questo approccio ha subìto un dietrofront repentino ieri sera, quando Boris Johnson in una nuova conferenza stampa ha affermato:

“Questo é il momento per tutti di fermare i contatti non essenziali con le altre persone e di evitare viaggi non necessari”, ha detto Johnson, invitando i cittadini a non recarsi “nei pub, nei locali pubblici, nei teatri e altri luoghi di questo tipo”. 

Foto A Cardiff concerto degli Stereophonics nonostante il coronavirus

Insomma un cambio totale di strategia a 360 gradi da parte di Johnson, che fino a qualche giorno fa diceva “abituatevi a vedere i propri cari più anziani morire”. Per ora, comunque, la prescrizione resta un invito e il Governo, che ne avrebbe il potere, non chiuderà pub, ristoranti e teatri. Il premier, tuttavia, oltre a suggerire di evitare i luoghi pubblici e gli assembramenti, ha consigliato ai cittadini di mettersi in auto-isolamento per 14 giorni nel caso sospettino di aver contratto il virus.

La ragione della mancata previsione di blocchi e sanzioni contro i trasgressori sarebbe da rintracciare secondo il primo ministro dal fatto che “siamo una democrazia adulta e matura. La gente é in grado di ascoltare i consigli che le vengono dati”.

Forse a Johnson sarà tornato in mente un serial televisivo di quando era giovane: “Survivors – I sopravvissuti”, uscito nel 1975 su BBC One e all’epoca molto celebre anche in Italia. Gli inglesi possono essere crudeli, come appare dagli atteggiamenti di certi politici, ma sono anche in grado di produrre una fantascienza capace già quarant’anni di stimolare la riflessione sui virus di laboratorio e sulla debolezza intrinseca della vita moderna. La sigla del telefilm fa rabbrividire: uno scienziato asiatico (alcuni tratti lo fanno sembrare proprio cinese) si fa scappare di mano una boccetta, che cadendo si rompe e disperde il suo misterioso contenuto. Quando lo scienziato si mette in viaggio, accusa dei malori e si accascia sul pavimento di un aeroporto, ma solo dopo essere riuscito a visitare molti Paesi, segnalati dai timbri sul suo passaporto: il primo è Mosca (per ora poco affetta dal virus) poi Berlino, Singapore, Roma, Madrid e infine Londra. Dalla diffusione del virus perisce il 95% della razza umana, e uno sparuto gruppo di sopravvissuti deve ricomunciare. Chissà che nel governo britannico qualcuno abbia voluto finalmente eccedere con la prudenza ed emanare norme di contenimento e di isolamento della popolazione. 

Patrick Vallance, consulente scientifico del governo, fautore dell’idea dell’immunità di gregge per affrontare il coronavirus ha cercato una scusa per giustificare il cambio di rotta: “Il Regno Unito si trova a tre settimane di distanza dall’epidemia che ha raggiunto l’Italia, e non a quattro come inizialmente calcolato. Consiglio il telelavoro e sconsiglio i viaggi”.

Foto Il coronavirus non aveva bloccato la Maratona a Bath

Una delle ragioni vere del cambio di strategia potrebbe essere rintracciata nella petizione pubblicata sul sito web del Parlamento che chiedere il “lockdown”, cioè il blocco di tutte le attività non indispensabili, sul modello italiano: una raccolta firme che ha già vista superata a soglia delle 272mila firme di cittadini britannici.

In realtà dietro tale cambio di passo, seppure timido rispetto al resto d’Europa, vi sarebbe uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra. Questa ricerca boccia. come “impraticabile” la strategia inizialmente intrapresa di cercare di diluire l’infezione, mitigandone il contagio, provando a isolare gli anziani a più alto rischio e rinunciando alla speranza di poterlo sopprimere. La via adottata fino ad oggi dalla Gran Bretagna porterebbe alla morte di circa 250.000 cittadini. Il report non tiene conto solo del numero di pazienti vulnerabili, ma anche delle vittime di un sistema sanitario (Nhs) che al momento conta su circa 5.000 posti letto di terapia intensiva in Inghilterra (83% occupati). Ecco quindi che l’unica strada percorribile secondo l’Imperial College è di adeguarsi agli altri Stati che prevedono limitazioni coattive ai contatti sociali per provare a passare dalla “mitigazione” al tentativo di “soppressione” del virus. Misure destinate peraltro a durare a lungo fino alla scoperta, alla produzione e diffusione di un vaccino e di cure efficaci. Lo studio prevede che il periodo di restrizioni potrebbe durare fino ad un anno e 18 mesi.

In realtà dietro tale cambio di passo, seppure timido rispetto al resto d’Europa, vi sarebbe uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra. Questa ricerca boccia. come “impraticabile” la strategia inizialmente intrapresa di cercare di diluire l’infezione, mitigandone il contagio, provando a isolare gli anziani a più alto rischio e rinunciando alla speranza di poterlo sopprimere. La via adottata fino ad oggi dalla Gran Bretagna porterebbe alla morte di circa 250.000 cittadini. Il report non tiene conto solo del numero di pazienti vulnerabili, ma anche delle vittime di un sistema sanitario (Nhs) che al momento conta su circa 5.000 posti letto di terapia intensiva in Inghilterra (83% occupati). Ecco quindi che l’unica strada percorribile secondo l’Imperial College è di adeguarsi agli altri Stati che prevedono limitazioni coattive ai contatti sociali per provare a passare dalla “mitigazione” al tentativo di “soppressione” del virus. Misure destinate peraltro a durare a lungo fino alla scoperta, alla produzione e diffusione di un vaccino e di cure efficaci. Lo studio prevede che il periodo di restrizioni potrebbe durare fino ad un anno e 18 mesi.

Il governo britannico intanto annuncia un pacchetto di misure economiche da 330 miliardi di sterline per l’emergenza coronavirus. Ad affermarlo il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak. Johnson ha spiegato che:

“I fondi verranno indirizzati alle famiglie e al business. Siamo determinati a combattere questa battaglia e sappiamo che la vinceremo”.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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