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Strage in una scuola etiope. Morte almeno 54 persone

Il tragico bilancio della strage attribuita a membri dell’Oromo Liberation Army (Ola), braccio armato del Fronte di liberazione oromo (Olf) in una scuola, sarebbe di almeno 54 morti. La carneficina è stata compiuta nello Stato regionale di Oromia, in Etiopia da un gruppo ribelle che si è già macchiato in passato di atroci attentati e rapimenti nella parte meridionale e occidentale del Paese. Secondo le ricostruzioni della polizia locale, decine di civili sarebbero stati giustiziati domenica scorsa nel cortile di una scuola di Guliso, appunto in Oromia, dopo essere stati radunati dai miliziani che da alcune settimane assediano il villaggio. Secondo dichiarazioni di testimoni raccolte dal canale Youtube “Amara Media Center“, alcune persone sopravvissute e che sono riuscite a fuggire dalla scuola hanno dichiarato che le violenze hanno coinvolto molte persone di etnia amhara e si sono verificate poco dopo l’evacuazione dalla zona di membri delle forze armate federali. Gli Amhara – come ricordato da Avvenire – sono il secondo gruppo etnico più popoloso in Etiopia dopo gli Oromo. Nelle ultime settimane sono stati anche presi di mira da uomini armati nel Beishsangul Gumuz occidentale e nelle regioni meridionali, e decine di persone sono state uccise.

Amnesty International con il suo direttore generale Deprose Muchena ha commentato: “Questo insensato attacco è l’ultimo di una serie di omicidi nel paese in cui membri di minoranze etniche sono stati deliberatamente presi di mira. Il fatto che questo orrendo incidente sia avvenuto poco dopo che le truppe governative si sono improvvisamente ritirate dall’area in circostanze inspiegabili solleva interrogativi a cui bisogna rispondere“. 

Il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, ha condannato l’uccisione di “civili innocenti” chiedendo “alle autorità nazionali di garantire che gli autori di questi crimini efferati siano trovati e ritenuti responsabili. Osservando l’aumento della violenza tra le comunità, si invita tutte le parti interessate ad astenersi da messaggi incendiari e ad adoperarsi per allentare le tensioni nel Paese“.

Il primo ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed, ha condannato gli attacchi di domenica nell’Oromia – suo Stato regionale di provenienza – dicendo che “i nemici dell’Etiopia sono determinati a governare o rovinare il Paese. La strategia che stanno usando è armare i civili e sferrare attacchi barbari basati sull’identità“. Abiy ha aggiunto su Facebook. “E’ straziante vedere accadere questo, come cittadino e come leader“. Sono però da verificare le circostanze di quanto avvenuto visto che secondo la ricostruzione del sito Focus on Africa Il giorno prima della mattanza, inaspettatamente e senza fornire spiegazioni, le forze armate centrali si erano ritirate dal distretto di Guliso, nella zona di Wellega Ovest, lasciando indifesi gli abitanti“.

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