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Servono aiuti internazionali contro gli incendi a Chernobyl

Sta per scoccare il 34esimo anniversario del disastro di Chernobyl e ancora non possiamo dormire sonni tranquilli. Dall’inizio di aprile si sono sviluppati incendi di proporzioni sempre più vaste nell’area intorno alla centrale nucleare, denominata “Zona di alienazione”, comunemente detta zona di “esclusione”. L’Ucraina ha appena esteso la quarantena fino all’11 maggio, quindi la popolazione si trova già al sicuro nelle proprie case, ma le autorità hanno chiesto agli abitanti della capitale Kiev (3 milioni di abitanti) di chiudere le finestre per evitare che entrino i fumi acidi e gli altri veleni che arrivano dagli incendi. Sullo sfondo di tante altre città al momento ferme a causa del coronavirus, proprio Kiev è una delle capitali più inquinate al mondo. 

Un paio di decenni orsono, giornalisti e semplici curiosi iniziarono a recarsi a Chernobyl in maniera non ufficiale o addirittura illegale,  ma il numero delle persone interessate è cresciuto al punto di organizzare veri e propri giri turistici autorizzati presso la centrale e soprattutto a Pripyat, la città che venne interamente evacuata a seguito dell’incidente del 26 aprile 1986. Oggi è una città fantasma, un museo a cielo aperto sulla vita quotidiana di una città sovietica costruita per servire l’energia atomica per scopi pacifici. Abbiamo chiesto delucidazioni sugli incendi nella Zona di esclusione proprio a chi porta i turisti a visitare l’area, cioè Yaroslav Yemelianenko, capo dell’Associazione degli operatori turistici di Chernobyl. Le sue risposte sono dettagliate, ma purtroppo non sono rassicuranti.

Infografica – La biografia dell’intervistato Yaroslav Yemelianenko

– Passiamo subito alla questione più urgente: quanto sono gravi gli incendi nella Zona di esclusione? Mentre sono già chiusi in casa per la quarantena, gli italiani dovrebbero anche sigillare porte e finestre per non far entrare la radioattività? Arriveremo a questo punto? Sussiste il serio pericolo di fughe radioattive? 

– Gli incendi nella Zona durano ormai da più di due settimane. Le autorità dichiarano di fare tutto ciò che possono per spegnerli, utilizzando interamente i mezzi a loro disposizione. Tuttavia il fuoco continua a bruciare le foreste: perciò ora noi ci appelliamo al mondo per ricevere un aiuto dall’esterno. È necessario che le autorità ucraine si rivolgano il più in fretta possibile ai governi di altri Paesi e alle organizzazioni internazionali, perché purtroppo è evidente che l’Ucraina non può farcela da sola contro gli incendi.

Il fuoco ha già distrutto le foreste del territorio in cui è ancora presente la radioattività, quindi si sta verificando lo spostamento dei radionuclidi nell’atmosfera. Per il momento, la loro concentrazione nell’aria non dovrebbe essere tale da minacciare la vita umana, almeno secondo le prime stime dei laboratori ucraini.

Прямо зараз – з села Губин у напрямку с. Опачичи Чорнобильської зони (територія біосферного заповідника) – видно дим пожежі. Нові осередки пожежі в Чорнобилі? Здається ж там не горіло?ДСНС України

Publiée par Yaroslav Yemelianenko sur Mercredi 22 avril 2020

– Da dove sono scaturite le fiamme? È stata una fatalità o è possibile ipotizzare un incendio doloso

– Molti, compresi i pompieri e la protezione civile – cioè coloro che sono direttamente coinvolti nello spegnimento delle fiamme – concordano nel ritenere che la causa degli incendi sia dolosa. I primi focolai si sono avuti contemporaneamente in diversi luoghi della Zona di esclusione, sia sui bordi della stessa che nel centro del territorio soggetto a vigilanza, nel quale non vivono né contadini né samosely(coloro che si erano rifiutati di evacuare o sono poi tornati ad abitare nelle loro vecchie case): e allora non possono essere stati questi ultimi ad aver appiccato il fuoco. Proprio al centro della Zona gli incendi sono divampati subito in posti differenti su un’area di 20 ettari: ciò è accaduto mentre nella Zona era già in vigore la quarantena, dunque c’erano pochissimi tra quelli che di solito vi lavorano, e non vi potevano essere nemmeno dei turisti, almeno non quelli ufficialmente autorizzati.

1986-2020. Не так багато і змінилось. Влада продовжує казати, що все під контролем. А тим часом пожежа палає вже 20…

Publiée par Kateryna Aslamova sur Mercredi 22 avril 2020

– C’è timore anche in Bielorussia? Quali contromisure hanno preso i bielorussi? Vi stanno aiutando?– Purtroppo le fiamme hanno già raggiunto la Bielorussia, ma i pompieri locali sono intervenuti tempestivamente. Sappiamo che i bielorussi tengono costantemente d’occhio la situazione da noi ed erano già pronti a dare aiuto ai colleghi ucraini. Tuttavia, per farlo serviva una richiesta ufficiale da parte delle nostre autorità, le quali purtroppo non chiedono aiuto a nessuno, anzi dichiarano di avere tutto sotto controllo. C’è dire, ahimé, che sotto questo “controllo” sono già bruciati migliaia di ettari di foreste dentro le riserve naturali della Zona e più di dieci vilaggi nella Polesia, e il fuoco ormai lambisce i limiti della città-museo di Pripyat e ha raggiunto il territorio nei pressi della centrale nucleare stessa nonché la Foresta Rossa, che costituisce proprio il territorio maggiormente contaminato dai radionuclidi. Crediamo sia evidente che occorra riconoscere le dimensionicatastrofiche degli incendi e q

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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