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Russia, Putin dichiara lo stato di emergenza ambientale in Siberia

Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha dichiarato ieri, a tarda notte italiana, lo stato di emergenza ambientale dopo aver appreso che in una centrale termoelettrica della Russia settentrionale a Norilsk di proprietà della Norilsk-Taimyr Energy Company, a causa del crollo di uno dei pilastri di sostegno della struttura, è avvenuto il riversamento di circa 20mila tonnellate di diesel nel fiume antistante con evidenti criticità sulla rete idrica della regione. Il combustibile fuoriuscito si sarebbe allargato per circa 12 km dal luogo dell’incidente, tingendo di rosso cremisi lunghi tratti dei fiumi Ambarnaya e Daldykan. La situazione sarebbe già in parte contenuta seppure nelle difficoltà usuali quando bisogna bonificare l’acqua dalle fuoriuscite di greggio, soprattutto in una zona paludosa come quella in oggetto. E’ chiaro che ci vorranno anni per ripristinare l’equilibrio idrogeologico dell’area così com’era prima dell’evento.

Foto – In atto già le opere di contenimento della fuoriuscita di carburante nel fiume Ambarnaya

 “Non c’é mai stata una tale perdita nell’Artico prima. Dobbiamo lavorare molto rapidamente perché il carburante si sta dissolvendo in acqua“, ha affermato, Andrey Malov, portavoce del servizio emergenze marittime russo. A riferire dell’indicente il governatore della regione Alexander Uss che però è venuto a conoscenza del fatto solo grazie ai social media e non dai gestori della centrale controllata da Norilsk Nickel, leader della produzione di nickel e palladio. Gli investigatori dell’IC Federale hanno già sequestrato cambio di suolo, i documenti e i protocolli che regolano il funzionamento dell’impianto di stoccaggio del gasolio in caso di emergenza.

Foto – Un momento della videoconferenza

Proprio questo ritardo avrebbe fatto infuriare il presidente Putin che durante una videoconferenza infuocata non avrebbe solo redarguito il capo della controllata Serghei Lipin chiedendogli  “Perché il governo deve saperlo giorni dopo? Dobbiamo venire a conoscenza di situazioni d’emergenza dai social media?“, ma ha inviato immediatamente il ministro dell’Emergenze Evegeny Zinichev sul posto, assicurandogli la disponibilità immediata di reparti specializzati nelle decontaminazioni, ha aperto una inchiesta sull’accaduto.

Intanto è stato messo agli arresti provvisori Viatcheslav Starostine responsabile della centrale elettrica. Ad annunciarlo il rappresentante del Tribunale regionale di Krasnoyarsk Oksana Veselova. Al momento dell’arresto il responsabile avrebbe rifiutato di testimoniare. Ora ci vorranno circa venti giorni perché venga effettuata l’ispezione e redatto il rapporto con il quale potranno essere accertate le responsabilità.

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