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Russia: entrate in vigore le modifiche costituzionali

Il 77,92% dei cittadini russi ha detto “sì” agli emendamenti alla Costituzione del 1993. La votazione, svoltasi dal 25 giugno al 1° luglio, ha visto un’affluenza di quasi il 65%. Le modifiche sono entrate in vigore con decreto presidenziale il giorno 4 luglio.

Il contenuto di tali modifiche può essere visto come l’espressione del sentire comune dei cittadini della Federazione Russa, uno Stato che per quanto multietnico e multiconfessionale si trova compatto su temi come famiglia, sovranità statale, integrità territoriale del Paese ed eredità storica dell’Unione Sovietica.

Così, all’articolo 72 adesso si legge che lo Stato russo si deve occupare della protezione della famiglia, della maternità, della paternità, dell’infanzia e del matrimonio visto come l’unione di uomo e donna. L’articolo 67 dice che la Russia difenderà la propria sovranità e l’integrità del proprio territorio, e non permetterà azioni rivolte alla separazione di parti di quest’ultimo; al 67.1 aggiunge che la Federazione Russa è successore legale dell’Unione Sovietica sia internamente che a livello di organizzazioni internazionali; al comma 3 viene indicato come la Russia onori la memoria dei Difensori della Patria e ne protegga la verità storica.

L’emendamento più discusso è invece quello che riguarda l’annullamento del conteggio dei mandati presidenziali di Vladimir Putin, che potrà dunque ripresentarsi alle elezioni. Dando per scontate le sue prossime vittorie, visto il favore popolare di cui gode da molti anni, potrebbe rimanere in carica fino al 2036. A proporre la possibilità che Putin rimanga in carica il più a lungo possibile era stata il 10 marzo Valentina Tereškova: prima donna nello spazio, deputata dal 2011, ha dichiarato alla Duma che in un momento come questo, in cui la Russia è minacciata da pericoli imprevisti, serve la garanzia di un potere stabile nelle mani di una figura di alto profilo e di grande autorevolezza come quella, appunto, dell’attuale Presidente.Tra i cittadini che si sono schierati per il “no” a quest’ultimo emendamento, non vi è stata unaminità se prendere posizione con un esplicito voto negativo oppure non recarsi affatto a votare. A livello politico, sono stati quasi 200 i deputati dei parlamenti regionali a dichiararsi contrari, scrivendo una lettera aperta in cui esprimono la loro preoccupazione per quello che vedono come un tentativo di colpo di Stato.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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