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Raggiunto un accordo di cessate il fuoco permanente in Libia. Ora la richiesta è che Russia e Turchia ritirino i loro advisor e mercenari

“Le parti libiche hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco permanente in tutta la Libia. Questo risultato rappresenta un importante punto di svolta verso la pace e la stabilità in Libia”.  Ha dichiarato la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL). La cerimonia della firma dell’accordo, tenutasi nella sala del Palais des Nations a Ginevra, utilizzata per le riunioni periodiche della Conferenza sul disarmo, è durata una decina di minuti, ed è stata accolta da un caloroso applauso. “Oggi è una buona giornata per il popolo libico,” ha aggiunto Stephanie Williams, capo ad interim di UNSMIL. Le parti rivali, rappresentate da cinque alti ufficiali del Libyan National Army (LNA) e cinque alti ufficiali dell’esercito affiliato al Governo di Accordo Nazionale (GNA) hanno convenuto che “tutte le unità militari e i gruppi armati in prima linea devono tornare ai loro campi – ha continuato Williams, aggiungendo che ciò – sarà accompagnato dalla partenza di tutti i mercenari stranieri e di tutti i combattenti dal territorio libico, via terra, aria e mare, entro un periodo massimo di tre mesi da oggi”. L’accordo per un cessate il fuoco permanente è il frutto di cinque giorni di negoziati a Ginevra del Gruppo militare misto, o Joint Military Committeé (JMC 5+5).

L’accordo enfatizza sull’unità dei territori libici e sulla protezione dei suoi confini via terra, mare e aria. Afferma la volontà delle parti di astenersi dal sottomettere la decisione nazionale e le risorse del paese a qualsiasi potenza straniera. Il Comitato congiunto ha convenuto che la lotta al terrorismo è una politica nazionale comune alla quale contribuiscono tutte le istituzioni politiche e di sicurezza dello Stato; la necessità di rispettare i diritti umani e le regole del diritto umanitario internazionale, sottolineando che i termini dell’accordo includono tutto il territorio libico via terra, mare e aria. “La strada è stata lunga e difficile a volte. Ma il vostro patriottismo vi ha fatto andare avanti e raggiungere un accordo di cessate il fuoco”. Ha detto Williams, congratulandosi con le due delegazioni. “Mi auguro che questo accordo aiuti a porre fine alle sofferenze del popolo libico e speriamo che permetta agli sfollati interni e ai rifugiati, all’interno e all’esterno del paese, di tornare alle loro case e vivere in pace e sicurezza”. Ha aggiunto.

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L’accordo per un cessate il fuoco permanente ha effetto immediato ed oltre al disingaggio delle linee di contatto e al ritiro dei mercenari da entrambe le parti prevede anche la partenza delle squadre di addestramento fino a quando il nuovo governo unificato non subentra ai suoi compiti; la formazione di una sala di sicurezza congiunta per garantire la sicurezza delle aree evacuate dalle unità militari e dalle formazioni armate; l’apertura di strade e attraversamenti terrestri su tutto il suolo libico, a condizione che vengano prese misure urgenti per mettere in sicurezza le seguenti strade: la strada costiera Benghazi – Sirte – Misurata – Tripoli, Misurata – Abu Qurain – Al Jufra – Sabha – Ghat, Gharyan – Shwerf – Sabha – Murzuq. Il Comitato militare ha convenuto di incaricare il Comandante della Guardia delle strutture petrolifere nella regione occidentale, nella regione orientale e il rappresentante della National Oil Corporation (NOC) per comunicare e presentare alle delegazioni una proposta sulla ristrutturazione e l’organizzazione della Guardia delle strutture al fine di garantire il flusso continuo di petrolio. Ha inoltre concordato di fermare l’arresto per identità o affiliazione politica, oltre ad adottare misure urgenti per lo scambio di detenuti tra le due parti.

La Farnesina ha benvenuto l’accordo definendolo “una svolta di cruciale importanza per la stabilità della Libia”. Peter Stano, portavoce del capo della diplomazia europea Josep Borrell, ha dichiarato che l’Unione Europea ha accolto con favore l’annuncio del cessate il fuoco. “E’ una buona notizia, ma anche la sua attuazione è importante, perché sarà la chiave per la ripresa dei negoziati politici”, ha affermato. Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, da mesi impegnato a cercare una soluzione pacifica alla crisi libica con il Processo di Berlino, ha definito l’accordo “una buona base per il prossimo sviluppo di una soluzione politica”, che verrà ospitata dalla Tunisia la prima settimana di novembre. Fuori dal coro, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha messo in dubbio la fattibilità del cessate il fuoco tra le parti belligeranti. “L’accordo di cessate il fuoco di oggi non è stato raggiunto al massimo livello, ma a un livello inferiore”, ha commentato Erdogan che sostiene militarmente il GNA ed ha trasferito in Libia quasi 10mila combattenti siriani dalla fine del 2020. “A me, questo accordo sembra mancare di credibilità”, ha sottolineato il presidente turco. 

Gli Stati Uniti hanno esortato gli attori in Libia, sia interni che esterni, a sostenere “in buona fede” l’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco, sottolineando che l’accordo firmato oggi apre la strada a ulteriori progressi nel forum del dialogo politico libico che inizierà la prossima settimana in videoconferenza. Gli Stati Uniti hanno “accolto calorosamente” il cessate il fuoco permanente in Libia, aggiungendo che l’accordo rappresenta un importante passo avanti verso il raggiungimento degli interessi comuni di tutti i libici nel ridurre l’escalation, la stabilità e la dipartenza dei combattenti stranieri. 

Nessun commento ufficiale per il momento da parte della Russia, ripetutamente accusata di sostenere militarmente l’LNA di Haftar. Il Cremlino ha sempre negato le accuse di aver mosso mercenari del Gruppo Wagner in Libia, sebbene i civili denuncino continuamente la loro presenza a Sirte e nei pressi di al-Jufra. In particolare, i residenti continuano a lamentare la chiusura della strada costiera che congiunge Sirte a Misurata e Tripoli, mentre i nomadi tuareg che si muovono nel Sahara descrivono come off-limits le strade nel deserto, suggerendo che alcune persone sono scomparse mentre provavano ad attraversare quest’area. Numerosi rapporti hanno anche suggerito la presenza di “forze speciali siriane” leali a Bashar al-Assad al fianco degli ufficiali russi e dell’LNA di Khalifa Haftar. Se i libici hanno raggiunto un accordo globale a livello militare, ora tocca a Russia e Turchia ritirare i propri advisors e mercenari.

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Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

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