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Passi avanti del Gabon verso la parità fra uomo e donna

A meno di un anno dall’insediamento del primo premier donna della sua storia, la 57enne Rose Christiane Ossouka Raponda, il Gabon si avvia a riformare il Codice civile e quello penale nel senso della parità fra i sessi. Attualmente il Paese si trova molto in basso nella classifica della Banca Mondiale sulla promozione dei diritti delle donne. A marzo sono stati presentati al Parlamento gabonese tre progetti di legge, che rafforzano l’uguaglianza combattendo la “violenza” e la “discriminazione”, come sottolineato dalla premier, e che propongono disposizioni simili a quelle previste dal Codice civile francese (il Gabon ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1960). Le nuove norme cancellano il dovere di obbedienza della moglie verso il marito, ammettono il divorzio consensuale, contemplano il tradimento come causa di separazione impugnabile anche dalla moglie, mentre finora soltanto il marito poteva denunciare l’adulterio della consorte; infine qualunque atto di violenza domestica potrà essere causa di divorzio. Secondo il presidente del Gabon Ali Bongo Ondimba, in carica dal 2009, si tratta di un “nuova fase” che dovrà permettere il raggiungimento della parità “non solo nel diritto, ma anche nei fatti”. Dall’opposizione si sollevano voci scettiche: Jean-Gaspard Ntoutoume Ayi del partito Union National sceglie l’umorismo per sollevare i propri dubbi e dice “Il Codice civile consacrerà l’uguglianza tra uomo e donna. Sono d’accordo. Ma ora chi pagherà la dote?”. Polemiche feroci c’erano state in occasione della depenalizzazione dell’omosessualità, approvata dal Parlamento gabonese la scorsa estate, con cui si aboliva tale reato “contro il costume” che poteva essere punito con 6 mesi di carcere e una sanzione da 5 milioni di franchi CFA. Una grossa parte dell’opinione pubblica continua a esprimere disgusto verso il nuovo stato di cose e indica l’omosessualità come un cancello che porterebbe a un’epidemia di AIDS proprio nel bel mezzo di un’altra pandemia. E proprio da Guy Nzouba Ndama, presidente del partito di maggioranza, il Parti démocratique gabonais, è stata lanciata una petizione contro la depenalizzazione.

La marina gabonese sta conducendo esercitazioni congiunte con il pattugliatore Furor della marina militare spagnola, che intende condividere con il Gabon la propria esperienza in fatto di lotta alla pirateria, contrasto alla pesca illegale e protezione delle coste. Il ministro della Difesa Michaël Moussa Adamo ha detto che l’arrivo della nave Furor rappresenta la presenza coordinata e concertata dell’Unione Europea per la protezione del golfo di Guinea e sostiene il Gabon nella lotta contro la pirateria e il furto delle sue risorse naturali.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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