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Palau resiste alle pressioni cinesi e resta dalla parte di Taiwan

Palau è uno dei quindici Stati del mondo che mantengono relazioni diplomatiche ufficiali con Taiwan. Negli ultimi anni la Cina è riuscita a dissuadere alcuni Paesi dell’Oceania dall’avere rapporti formali con Taipei, ma Palau oggi si distingue come quello più apertamente ostile alle politiche cinesi. La nazione micronesiana continua a stare dalla parte di Taipei nonostante le pressioni di Pechino, anzi nonostante la sua prepotenza: sono queste le parole del presidente Surangel Whipps, che ha confessato di aver ricevuto durante la campagna elettorale dello scorso anno numerose telefonate dalle autorità cinesi, in cui gli dicevano che avere contatti con Taiwan è qualcosa di illegale e che avrebbero dovuto interromperli. Whipps ha espresso disappunto per il “tono autoritario di queste chiamate: “Non dovrebbero venirci a dire di chi non dobbiamo essere amici”.

Dopo aver vinto le elezioni contro un candidato favorevole alla Cina (Raynold Oilouch, all’epoca vicepresidente di Palau), il presidente Whipps ha detto che hanno continuato a chiamarlo con insistenza al telefono, ma lui ha smesso di rispondere. La Cina ha adottato per fare pressione contro Palau il metodo del boicottaggio del turismo, da cui dipende quasi metà del PIL dell’arcipelago micronesiano. Così, nella capitale Ngerulmud si sono attivati per creare con Taiwan un “corridoio sterilizzato” entro cui è possibile spostarsi tra i due Paesi. Bisogna sottolineare che dal 3 gennaio 2020 ad oggi Palau non ha registrato nemmeno un caso di contagio né di decesso da coronavirus. Putroppo però, il progetto non ha avuto il successo sperato, e la bolla di viaggio” è sgonfiata dopo un paio di settimane a causa dei costi eccessivi e delle incombenze burocratiche troppo gravose. I primi cento turisti da Taiwan sono stati accompagnati dal presidente Whipps in persona, ma non hanno fatto seguito altre prenotazioni. Ora i due governi stanno lavorando per risolvere l’impasse e rendere più agevoli e meno cari i viaggi entro la “bolla”, definita dal presidente di Palau un “raggio di luce” che dona la speranza di rivitalizzare l’economia duramente colpita dalla pandemia.

Purtroppo l’arcipelago deve vedersela anche contro le calamità naturali: il tifone Surigae si è abbattuto qualche giorno fa lasciando strade e case distrutte. La Croce Rossa locale ha subito ricevuto una donazione di 100mila dollari dagli Stati Uniti, da cui Palau aveva ottenuto l’indipendenza nel 1994 e con i quali oggi è in vigore il Trattato di Libera Associazione. Anche l’Australia ha immediatamente donato 50mila dollari. Il presidente Whipps ha però ammesso che “mancano i soldi” e che il Paese “si trova nell’ennesima crisi”.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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