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Nervi tesi tra Egitto e Italia. Zaky resta in carcere

Nonostante le pressioni esercitate anche dal Parlamento europeo Davide Sassoli, Patrick George Zaky resterà in carcere. A deciderlo in una udienza lampo il giudice del Tribunale di prima istanza di Mansura che doveva pronunciarsi sul ricorso alla custodia cautelare presentata dagli avvocati dello studente egiziano dell’Università di Bologna accusato di propaganda sovversiva.

L’udienza è avvenuta in un locale angusto, il giudice – racconta l’inviato dell’Ansa – era particolarmente nervoso, tanto da alterarsi mentre ascoltava gli avvocati del giovane. Presenti nell’Aula oltre ad alcuni giornalisti anche quattro diplomatici: quelli di Italia e Svezia in rappresentanza dell’Ue che già monitorano alcuni processi in Egitto, e poi due colleghi di Usa e Canada. Zaky era presente durante l’udienza in manette ma senza evidenti segni di torture.

Una dei quattro legali che hanno preso brevemente la parola, Houda Nasrallah, nei poco più di dieci minuti di udienza ha affermato:

“Fisicamente sta bene, ma é spaventato”.

Comunque “sta molto meglio rispetto a giovedi”. Il giorno quando ha ricevuto la visita dei parenti, ha detto Gasser Abed El Razek, il direttore esecutivo dell’organizzazione non-governativa “Eipr” per cui lavora Patrick. I legali hanno ripercorso davanti al giudice la dinamica dell’arresto confermando che e’ iniziato con un illegale e prolungato sequestro da parte delle forze di sicurezza. E poi hanno sottolineato la tortura, perpetrata anche con la bendatura degli occhi per 12 ore e l’umiliazione del denudamento. Evidenziata anche l’assenza di una base legale per la detenzione motivata con post di un account Facebook che sarebbe falso.

Il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, a margine dell’udienza ha annunciato “una campagna di sensibilizzazione ancora più forte” in vista dell’udienza di sabato 22 febbraio in cui si deciderà se rinnovare la detenzione cautelare di altri 15 giorni. Un nuovo ricorso non é previsto prima di un mese da quella data. Già lunedì ci sarà un corteo di solidarietà nel centro di Bologna e giovedì una fiaccolata al Pantheon a Roma.

Fonti giudiziarie egiziane hanno ricordato però che Patrick George ò accusato fra l’altro di aver diffuso “notizie false” tese “a turbare la pace sociale” e ad “incitare a manifestazioni non-autorizzate” col fine di “rovesciare il potere”.

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