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Nagorno Karabakh: denunciato utilizzo munizioni al fosforo bianco dall’Azerbaijan

Rimane estremamente drammatica la situazione nell’Artsakh (Nagorno Karabakh) mentre continuano i combattimenti su larga scala lungo la linea del fronte. Il 30 ottobre l’esercito della difesa dell’Artsakh ha denunciato l’uso delle munizioni al fosforo bianco da parte delle truppe armate azere. La portavoce del Ministero della difesa armeno Shushan Stepanyan ha dichiarato che nella zona del conflitto l’Azerbaijan ha utilizzato “munizioni al fosforo contenenti elementi di armi chimiche il che costituisce una grave violazione del Diritto internazionale umanitario, delle norme e dei principi del Diritto consuetudinario, delle Convenzioni di Ginevra, nonché delle disposizioni delle pertinenti convenzioni e documenti delle Nazioni Unite”.

Inoltre Shushan Stepanyan  ha avvertito che “oltre all’intento di infliggere danni alle forze armate armene, l’avversario mira anche a provocare enormi incendi boschivi e creare veri e propri rischi di disastri ambientali nell’area” aggiungendo che “l’uso di tali armi, che non consentono di distinguere tra obiettivi militari e civili, provocando disastri ambientali e possibili perdite umane, costituiscono crimini di guerra”.

 E’ doveroso mettere in evideza il fatto che queste foreste si trovano vicino agli insediamenti civili. Nelle ultime settimane avendo dovuto abbandonare le proprie abitazioni molti civili si sono nascosti dagli attacchi militari azeri in queste foreste. Il difensore dei diritti umani Arman Tatoyan denuncia che attualmente le munizioni  di distruzione di massa con impatto sull’ambiente vengono utilizzate dalle truppe armate azere contro i civili aggiungendo che  “il loro utilizzo in tali condizioni è vietato dal diritto internazionale”.

L’uso di questo tipo di armi è devastante come ricordano sul sito dell’Editrice Arianna in un articolo dedicato proprio all’utilizzo del fosforo bianco a Gaza da parte degli Stati Uniti nel 2009. “Le particelle incandescenti di fosforo bianco – chiamato “affettuosamente” Willy Pete dai soldati britannici all’epoca della seconda Guerra mondiale e dai soldati USA in Vietnam – penetrano profondamente nella pelle, fino a fondere l’epidermide, la carne e le ossa. Il fosforo bianco provoca ustioni chimiche multiple che possono continuare a bruciare all’interno del corpo, anche in assenza di ossigeno dell’aria. Quello che c’è di ancora più infido in queste armi, è che le particelle di fosforo bianco si fissano sugli abiti mantenendo le loro capacità di distruzione. Così quando una prima vittima è colpita, è frequente che chi gli è vicino venga a sua volta ustionato nel tentare di prestare soccorso con il prendere o solo toccare i suoi vestiti“. 

Le truppe armate azere continuano a bombardare le città dell’Artsakh inclusa la capitale Stepanakert non facendo distinzione tra oggetti militari e civili. Sono stati presi di mira abitazioni, scuole e ospedali tra cui l’ospedale di maternità di Stepanakert

Il 30 ottobre scorso a Ginevra ha avuto luogo l’incontro tra il Ministro degli Esteri armeno Zohrab Mnatsakanian e il Ministro degli Esteri azero Jeyhun Bayramov con la mediazione e partecipazione dei copresidenti del Gruppo di Minsk durante il quale le due parti hanno convenuto di adottare una serie di misure urgenti tra cui il non prendere di mira deliberatamente popolazioni civili o oggetti non militari.

L’accordo è stato violato poche ore dopo quando le truppe azere hanno nuovamente bombardato la città di Shushi e il centro di Stepanakert. Artak Beglaryan, il difensore dei diritti umani dell’Artsakh ha denunciato che “l’Azerbaigian ha bombardato il centro di Stepanakert, causando distruzioni in aree pubbliche e residenziali. Da notare che quelle aree sono abbastanza lontane da qualsiasi tipo di oggetto militare, quindi questi attacchi sono completamente deliberati” aggiungendo che “l’Azerbaigian continua i crimini di guerra contro il popolo dell’Artsakh e rimane impunito”.

A causa di questi attacchi incessanti e deliberati il numero delle vittime continua a salire. In queste settimane sono stati uccisi 45 civili e 141 sono rimasti feriti. Giorni fa Artak Beglaryan ha dichiarato che 90.000 persone, quasi il 60% della popolazione ha dovuto lasciare le proprie abitazioni. 

L’Azerbaijan continua ad impiegare armi vietate secondo le leggi internazionali. L’impiego di tali armi tra cui bombe a grappolo è stato confermato da Amnesty International and Human Rights Watch

Proseguendo con la politica di compiere una totale pulizia etnica nel territorio dell’Artsakh l’Azerbaijan continua a perpetuare una serie di crimini: i bombardamenti degli insediamenti civili, l’utilizzo delle armi vietate e le uccisioni dei civili inermi  nonchè le violazioni delle tregue esprimono in pieno la natura genocidaria del Governo azero.

 La ONG Genocide Watch che ha l’obiettivo di prevedere, prevenire, fermare e punire i genocidi ha denunciato che “le offensive militari azere contro i civili sono crimini di guerra ai sensi delle Convenzioni di Ginevra”.  Genocide Watch ha considerato l’Azerbaijan allo stadio 9: sterminio e allo stadio 10: negazione facendo appello al Consiglio di Sicurezza dell’ONU affinchè chieda all’Azerbaijan di fermare tutte le manovre offensive contro la Repubblica di Artsakh e ordini un cessate il fuoco.  

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Nata nel 1982, abita a Yerevan. Laureata in Lingue Straniere all'Università di Bologna e da anni sono impegnata nel diffondere la lingua e cultura italiana in Armenia. Insegna lingua italiana all'Università Brusov di Yerevan e all'Università Americana in Armenia. Collabora anche diversi giornali armeni e italiani  scrivendo articoli  sull'attualità armena ed italiana.

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