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Mozambico, gli jihadista decapitano oltre 50 persone, quindici erano bambini

Sono più di cinquanta le persone che sono state decapitate e smembrate in alcuni attacchi sferrati da miliziani legati all’Isis nel nord del Mozambico, nella provincia di Cabo Delgado e per la precisione nei distretti di Miudumbe e Macomia. Si tratta dell’ennesima strage ad opera di jihadisti islamici così come denunciato da Bernardino Rafael, comandante della polizia del Mozambico. I terroristi di Al-Shabaab, che ad inizio novembre aveva rivendicato l’occupazione già della località di Mudumbe, hanno attaccato alcuni centri abitati uccidendo gli uomini, rapendo donne e bambini e dando fuoco alle abitazioni. Dal villaggio di Nanjaba sono state portate via numerose donne, quasi sicuramente per destinarle alla prostituzione. Gli uomini sono stati stati radunati nel locale campo da calcio del villaggio di Muatide, trasformato in un mattatoio dai terroristi, che hanno tagliato la testa alle loro vittime e poi hanno fatto scempio dei loro corpi tagliandoli a pezzi con i machete. Il gruppo terroristico aveva già comunicato la settimana scorsa di aver ucciso ventun “miliziani” cristiani e l’incendio di una chiesa a Mutembo.

L’attacco potrebbe essere la risposta al raid compiuto dalle forze di sicurezza e difesa del Mozambico, composte da polizia e militari, che avrebbero ucciso pochi giorni prima 108 insorti in una serie di attacchi a Cabo Delgado. Questa operazione aveva convinto le autorità del distretto di Muidumbe ad ordinare a tutti i dipendenti pubblici, che avevano abbandonato i propri posti all’inizio dell’anno a causa degli attacchi, di tornare al lavoro, aggiungendo che coloro che non si presenteranno saranno contrassegnati come assenti e la loro paga sarebbe stata ridotta.

La provincia è oggetto di attenzione delle milizie perchè ricca di riserve di gas naturale, del valore di 60 miliardi di dollari, ed è oggetto di assalti dal 2017 che hanno costretto circa 300mila persone a fuggire dalle proprie case. L’anno scorso le milizie hanno giurato fedeltà allo stato Islamico. Dall’inizio del 2020, le autorità mozambicane hanno registrato poi un totale di 10 rapimenti, le cui vittime sono di solito uomini d’affari o membri delle loro famiglie e religiosi. Proseguono le ricerche per ritrovare la 27enne Jessica Pequeno, una cittadina portoghese che è stata rapita lunedì a Matola, città alla periferia di Maputo. Il rapimento è stato confermato da fonti del ministero degli Esteri portoghese, che hanno affermato di essere “in contatto con la famiglia e le autorità di polizia locali” tramite l’ambasciata e il consolato generale a Maputo sul caso. 

La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre che ha denunciato la scarsa attenzione per la situazione di terrore ed emergenza umanitaria che sta vivendo il Mozambico, ha comunicato che stanzierà aiuti per 100mila euro alle popolazioni del luogo attaccate nei giorni scorsi dai “jihadisti appartenenti al sedicente Stato Islamico nell’Africa Centrale”. Mons. Luiz Fernando Lisboa, vescovo di Pemba afferma: “Secondo alcuni rapporti i miliziani hanno massacrato anche oltre quindici bambini insieme agli adulti che li preparavano ai riti tradizionali della tribù Makonde. La provincia maggiormente interessata dagli attacchi è quella di Cabo Delgado, situata nel nord del Paese. Sono arrivati già 10.000 rifugiati e altri sono in arrivo – prosegue il porporato che descrive la situazione di Paquitequete, un sobborgo della capitale che si affaccia sulla costa -. Non hanno un luogo in cui dormire, solo coperte e rifugi improvvisati. Alcune persone sono morte durante il tragitto. Si tratta di una situazione umanitaria disperata per la quale stiamo chiedendo, anzi implorando l’aiuto e la solidarietà della comunità internazionale“.

Lo Zimbabwe tramite il presidente di Harare, Emmerson Mnangagwa si è detto disponibile a supportare “in tutti i modi possibili” il Mozambico nella lotta contro i terroristi che hanno preso il controllo di alcune località nella provincia settentrionale di Cabo Delgado. Sul suo profilo Twitter il presidente ha aggiunto “la sicurezza della regione è fondamentale per proteggere la nostra gente“. Intanto la Procura locale ha accusato 12 cittadini iraniani di appoggiare i miliziani jihadisti che conducono l’insurrezione nella regione settentrionale di Cabo Delgado, e ne ha rinnovato la custodia cautelare. I dodici, da quanto di apprende dal quotidiano “Publico“, sono agli arresti dallo scorso dicembre, quando le forze di sicurezza mozambicane li hanno fermati su una nave carica di armi al largo della baia di Pemba

Enrico Aimi, senatore e capogruppo in commissione Affari Esteri per Forza Italia ha chiesto provvedimenti seri e drastici contro il terrorismo di stampo islamista nel solco di quelli adottati del terrorismo italiano. Il senatore ha aggiunto “Non possiamo più tollerare, come occidentali, come europei, come cristiani, simili massacri. Soprattutto non possiamo più consentire che alberghino, in Italia e in Europa, personaggi che hanno simpatie per il terrorismo di qualsivoglia matrice, in special modo quello islamico. Siamo di fronte ad un vero e proprio assalto globale ai valori dell’Occidente“.

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