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L’Ucraina può diventare un pericolo nucleare

L’ambasciatore ucraino in Germania ha suscitato un dibattito sulla possibilità del ritorno del Paese allo status di potenza nucleare. Nel caso in cui l’Ucraina non venga ammessa nella NATO, essa potrebbe porsi la questione se riprendere o meno lo status di potenza nucleare: comunque vada, è stata questa la dichiarazione fatta giovedì scorso dall’ambasciatore ucraino in Germania Andrij Melnyk, che ha definito “catastrofica” la situazione relativa al Donbass. Le sue parole hanno generato perplessità non solamente in Russia. A Kiev si sono affrettati a rassicurare che l’attuale corso della politica estera del Paese non prevede uno scenario del genere.

Giovedì scorso, l’ambasciatore ucraino in Germania Melnyk ha esortato i partner della NATO a esprimere non solamente “belle parole”, ma anche a fornire urgentemente aiuto militare al suo Paese. In un’intervista all’emittente radiofonica Deutschlandfunk ha lanciato un’avvertimento: “La situazione è catastrofica… La Russia vuole cancellare dalla faccia della terra l’Ucraina in quanto Stato”. Come affermato dal diplomatico, se l’Ucraina non verrà accolta nella NATO, allora dovrà ragionare su un possibile ritorno allo status di potenza nucleare. “L’Ucraina non ha alcuna scelta”, spiega Melnyk. “O diventeremo parte di un’alleanza (militare, N.d.R.) come la NATO, o ci rimarrà un’unica opzione: armarci da soli, o magari anche ripensare allo status nucleare. Altrimenti come potremo garantirci la nostra stessa difesa?”.

Dopo l’intervista, l’ambasciatore Melnyk ha pubblicato un post su Twitter in cui esorta Berlino a “fornire senza indugi armamenti moderni a Kiev e ammettere l’Ucraina nella NATO, per scongiurare una nuova aggressione della Russia”. Tuttavia, non vi ha fatto cenno allo status nucleare, ma ciò non deve sorprendere: le parole del diplomatico hanno sollevato perplessità sia a Mosca che a Kiev.

La dichiarazione dell’ambasciatore ucraino sulle armi nucleari è in contraddizione col Trattato di non proliferazione nucleare, di cui l’Ucraina è firmataria”, fa notare un fonte informata durante una conversazione con l’agenzia RIA Novosti a Mosca. “Nessuno minaccia l’Ucraina e la sua popolazione, eccetto gli stessi vertici ucraini. L’Ucraina sta aumentando gli armamenti non con la finalità di difendere il Paese”. Sergei Tsekov, membro del comitato internazionale del Consiglio della Federazione, giovedì ha comunicato alla stessa agenzia che le armi nucleari servono all’Ucraina “non per la propria difesa, ma per attaccare la Russia”. Ha commentato così: “Il ritorno dell’Ucraina allo status di potenza nucleare rappresenta un rischio per il mondo intero, perché ci si può aspettare qualunque cosa dal suo governo nazionalista”. Ha anche aggiunto che un’Ucraina con le armi nucleare sarebbe “una vera mina vagante”.

A Kiev, per non aggravare le già difficili trattative sul Donbass, si sono affrettati a dichiarare:

Abbiamo una precisa definizione per il corso della politica estera, nella quale non è ricompreso il ristabilimento dello status nucleare”.

Ci sono altre questioni che oggi hanno grande importanza per l’Ucraina. È l’unità dell’Europa (…). Invece, la questione del ristabilimento dello status nucleare non sussiste”, ha detto in diretta sul canale televisivo “Ucraina 24” il capo della delegazione di Kiev presso il Gruppo di contatto, l’ex presidente Leonid Kravchuk.

Per contro, ciò su cui esprimono maggiore unità in Ucraina è che se la Russia non farà ricorso alle armi nucleari, comunque minaccerà la Repubblica ucraina dell’uso di queste armi. In precedenza, il ministro della Difesa ucraino Andriy Taran aveva detto di fronte al Parlamento Europeo che le infrastrutture della Crimea vengono allestite per ospitare armi nucleari. Tali affermazioni sono state naturalmente accolte con scettisimo dalla Duma di Stato della Federazione Russa. Il deputato della Repubblica di Crimea Andrej Kozenko ha detto a RIA Novosti:  “Con un discorso del genere Taran non doveva andare all’Europarlamento, ma nello studio di uno psicoterapeuta. A quanto pare, in Crimea la costruzione di scuole e ospedali e la sistemazione urbana del territorio viene considerata da Kiev come preparazione al dislocamento di armi nucleari”. 

Ricordiamo che nel 1994 Ucraina, Gran Bretagna, Federazione Russa e USA avevano firmato il Memorandum di Budapest, in cui è prevista la rinuncia di Kiev alle armi nucleari in cambio della garanzia delle parti di non attaccare e di rispettare l’integrità territoriale del Paese. Nel 1996 Kiev aveva aderito al Trattato di non proliferazione nucleare e l’Ucraina aveva ufficialmente rinunciato a tali armamenti.

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